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HTC Butterfly, la nostra recensione

Miniatura-vhtc-butterfly (1)Oggi recensiamo l’HTC Butterfly, terminale che dopo essere sbarcato in Giappone verso la fine del 2012, il 10 Maggio è approdato anche nel mercato tedesco, irrompendo dunque anche all’interno dell’ Europa. Grazie ad un nostro amico infatti, che gentilmente ce lo ha prestato e che ringraziamo, abbiamo potuto provarlo e quindi possiamo darvi delle informazioni piuttosto approfondite.

La scatola, come da tradizione HTC, presenta la solita manualistica, il cavo usb-micro usb, la presa da muro, la graffetta per estrarre il carrello in cui va alloggiata la micro-sim e le cuffie targate HTC dalla buona fattura e con nostra sorpresa anche un laccetto da attaccare al terminale, che potrebbe sempre tornare utile.

Lo smartphone si presenta ben fatto esteticamente. Ha un corpo unibody, il che dà impressione a che lo tiene in mano di essere molto solido, con il retro in policarbonato lucido. Sulla parte superiore troviamo il tasto accensione/spegnimento, l’ingresso per il cavo da 3.5 mm, il secondo microfono per la soppressione dei fruscii e lo slot che contiene il carrello per la micro-sim e anche l’alloggiamento per la micro sd, leggibile fino a 32 Gb, che va ad espandere invece i 16 Gb presenti all’interno del telefono. La parte sinistra del terminale è pulita, dunque nessun pulsante o altro e salta all’occhio la cornice laterale del terminale costituita da forellini davvero ben realizzati da HTC che donano un bell’ effetto alla vista, mentre nella parte destra troviamo la contattiera per il volume. Sulla parte inferiore c’è il primo microfono e l’apertura per inserire il cavo usb-micro sub, che fa anche da MHL. Posteriormente vi è l’altoparlante di sistema, nascosto da una griglietta, il logo BEATS AUDIO, la fotocamera da 8 Megapixel e flash led e anche, nascosto da dei forellini, un led di notifica. Nella parte anteriore c’è una fotocamera da 2 Megapixel, i vari sensori, quali sensore di prossimità e di luminosità, mentre nella parte inferiore tre tasti touch: indietro, home e multitasking.

L’accensione è davvero rapida grazie al fast boot, e una volta completata l’operazione di caricamento del sistema operativo ci si ritrova davanti la sense 4, quella dei terminali appartenenti all serie One del 2012. In realtà il telefono esce con la 4.1.1 di Jelly Bean e la UI è la 4+, dunque versione migliorata. L’interfaccia è davvero fluida, grazie all’hardware prestante che monta. Il cuore infatti di questo HTC Butterfly è uno Snapdragon S4 Krait quad-core da 1.5 Ghz, la RAM è da 2 Gb e la GPU è l’Adreno 320. lo schermo è notevole e merita davvero attenzione. Il display è infatti un super LCD 3 Full HD con una diagonale da 5 pollici, davvero brillante. Abbastanza completa è la connettività; il wifi è a/b/g/n, e il telefono ha il DLNA e fa anche da Hotspot e ha il Bluetooth 4.0. manca l’NFC e l’LTE.

Nulla di nuovo dunque riguardo l’interfaccia. Appena sblocchiamo il telefono, attraverso l’anello, ci troviamo davanti le schermate classiche della Sense 4; dunque c’è l’effetto di transizione a cubo nel passaggio tra le schermate, su cui è possibile inserire applicazioni e widget. Proprio questi ultimi meritano menzione. Infatti per inserirli basta tenere premuto su un punto qualsiasi dello schermo e comparirà una sorta di raccolta di tutti i widget, anche quelli che inserisce HTC, che sono tra l’altro molto funzionali e d’effetto. Il menu presenta una schermata nera di sfondo su cui sono inserite tutte le applicazioni.

L’altoparlante di sistema è posto posteriormente e dato le sue dimensioni non eccessive permette di regalare un audio piuttosto pulito e con presenza di tonalità alte, mancando invece leggermente di bassi. La capsula auricolare invece, durante le chiamate, ci permette di sentire chiaramente chi ci sta parlando ma il suono è piuttosto squillante, a tal punto che è preferibile abbassare leggermente il volume della chiamata. Dall’altra parte invece ci sentono senza problemi.

Il display è uno dei punti forti dello smartphone. Monta un super LCD 3 FHD, 440 ppi. Si tratta di uno dei primi telefoni a montare un display con tale definizione. I colori sono brillanti e naturali. Il nero non è assoluto dato che i pixel non sono spenti ma comunque il punto di nero è buono e soprattutto il display si legge bene sotto la luce del sole grazie anche al sensore di luminosità che fa egregiamente il suo lavoro.

Il Butterfly monta una fotocamera da 8 Megapixel con autofocus e apertura BSI (quindi dovrebbe catturare teoricamente più luce). Il software della fotocamera è lo stesso della serie One del 2012. Dunque è molto buono. Tante sono le impostazioni e le possibilità di personalizzazione implementate da parte di HTC. Innanzitutto c’è la stessa interfaccia sia per i video e sia per le foto. Mentre si girano i video è possibile anche scattare delle foto. Il software implementa anche la possibilità di girare video in rallenty ad una risoluzione minore, cosa simpatica. Sono presenti anche dei simpatici effetti live. Per quanto riguarda il risultato degli scatti, le foto di giorno vengono molto bene, per non parlare delle macro che sono a dir poco eccezionali. Le foto fatte al buio con il flash risultano buone, molto luminose, ma con qualche rumore video.

Il browser stock di HTC è sempre una certezza. Difatti è molto veloce nel caricamento, anche di pagine piuttosto pesanti, e soprattutto implementa nelle sue impostazioni la visione desktop e il flash player, nonostante il sistema operativo sia Jelly Bean. Lo scroll della pagina è sempre veloce e non c’è mai un impuntamento, come pure rapido è lo zoom. Ed è proprio zoomando la pagina che ci si accorge che il browser ha un plus che è davvero funzionale. Infatti facendo uno zoom c’è il re-impaginamento automatico della schermata, permettendo al lettore di fruire molto comodamente della lettura di testi senza dover scrollare la pagina per leggere tutte le parole. Si riscontra però un piccolo difetto: difatti quando si aprono più pagine, nel passaggio da una pagina ad un’altra c’è il ricaricamento della pagina stessa, il che potrebbe risultare fastidioso.

La batteria, che non è removibile, è da 2020 mAmpere e permette tranquillamente di arrivare al dopo cena con un uso medio/intenso. Dunque promosso il terminale anche da questo punto di vista.

Il terminale non è propriamente l’ultimo uscito in casa HTC. Infatti già verso la fine del 2012 è uscito in Giappone, poi prodotto in un’altra variante invece per il mercato americano. Il 10 Maggio è stata invece la data di uscita per la Germania. Dunque HTC ha deciso di espandere la commercializzazione del device e di introdurlo anche in Europa. Il prezzo di uscita è di 499 euro.

scheda tecnica

Lo smartphone è senza dubbio molto interessante. Nonostante abbia una scocca posteriore in policarbonato dà l’impressione all’utente di tenere in mano un device ben costruito e di grande pregio. Forse è stata ritardata leggermente la commercializzazione in Europa, dato che si scontra in questo periodo con top di gamma come HTC One e Samsung Galaxy S4, che hanno qualcosa in più, soprattutto a livello software. Navigano in rete comunque notizie ufficiose che parlano di un quasi certo aggiornamento alle 4.2.2 e alla Sense 5 già dalla fine di Maggio, un aggiornamento che ridarebbe nuova luce al telefono e che permetterebbe di catturare l’attenzione di molti utenti che sono interessati ad un device top ma ad un prezzo più accessibile. 200 euro in meno rispetto ai Big del momento non sono affatto pochi.