Home > Android > Gli iPhone vanno in crash la metà delle volte degli smartphone Android

Gli iPhone vanno in crash la metà delle volte degli smartphone Android

Da molti anni si ha la sensazione che gli smartphone Android, per via della troppa differenza di personalizzazioni fra i vari produttori, abbiano una percentuale di crash superiore rispetto a quella degli iPhone. Nonostante negli anni molti studi hanno dimostrato una percentuale di crash simile per i due OS o addirittura contraria (in prospettiva, visto che ci sono moltissimi più smartphone Android che iPhone in giro), un nuovo report li ribalta completamente.

Stando a quanto analizzato da Blancco Technology Group, i crash di iOS durante il secondo trimestre dell’anno sono stati il 12% del totale, contro il 25% degli smartphone Android. Per dare conferma però agli studi precedenti, Blancco Technology Group ha riportato anche che i crash di iOS nello stesso periodo del 2016 erano pari al 58% del totale.

Nelle app il discorso cambia drasticamente fra Android e iOS

Scendendo più nello specifico dello studio, il crash delle applicazioni su iOS rappresenta il 54% del totale, in aumento rispetto al trimestre scorso del 4%. Diversamente, gli smartphone Android hanno avuto una percentuale di crash delle applicazioni del 10%, in calo dal 18% del primo trimestre.

Insomma, due analisi totalmente opposte che però ci danno uno spunto molto interessante:

  • Gli sviluppatori che si occupano dello sviluppo di iOS 10 e iOS 11 hanno lavorato soprattutto in fase di ottimizzazione al fine di prevenire il più possibile i crash di sistema. Gli sviluppatori di terze parti invece hanno mantenuto la loro qualità nell’ottimizzare le loro app.
  • Su Android vi è stato un sostanziale miglioramento nello sviluppo delle app nonostante il sistema operativo non abbia riscontrato miglioramenti da questo punto di vista.

C’è da dire però che Blancco Technology Group crede che i problemi di Android in quanto a crash di sistema siano dovuti alle molte persone (soprattutto quelle che non hanno accesso al Play Store) che ottengono i permessi di root per installare applicazioni potenzialmente dannose e mal compilate.

VIA