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Apple e Samsung di fronte ad accertamenti dell’AGCOM per “obsolescenza programmata”

L’inizio d’anno di Apple non è proprio dei migliori e, a causa del #BatteryGate, sta dovendo affrontare oltre 30 class action inegli Stati Uniti e un’accusa di obsolescenza programmata in Francia. Nonostante Samsung ha dichiarato di non rallentare di proposito i propri smartphone più datati, si deve unire ad Apple nell’affrontare l’accusa dell’AGCOM di obsolescenza programmata.

Ad esito di segnalazioni di consumatori e di un’attività preistruttoria svolta d’ufficio, l’Autorità ha deciso di avviare due distinti procedimenti per pratiche commerciali scorrette nei confronti delle società del gruppo Samsung e del gruppo Apple operanti in Italia.

Chiariamo che per il momento non vi sono delle cause legali ufficiali ma si tratta solo di un avvio del procedimento di verifica che il l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato nei confronti delle due aziende.

La causa incriminante di questi controlli è il rilascio di aggiornamenti software che, senza avvertire gli utenti su possibili rallentamenti causati da mancanze hardware, causano rallentamenti alla CPU o ad altre componenti (descrizione esatta di obsolescenza programmata).

In particolare, i professionisti avrebbero posto in essere una generale politica commerciale volta a sfruttare le carenze di alcuni componenti per ridurre nel tempo le prestazioni dei propri prodotti e indurre i consumatori ad acquistare nuove versioni degli stessi; sarebbero stati, altresì, proposti ai clienti aggiornamenti software dei propri telefoni cellulari senza segnalare le possibili conseguenze dello stesso aggiornamento e senza fornire sufficienti informazioni per mantenere un adeguato livello di prestazioni di tali dispositivi, promossi ed acquistati per le loro specifiche ed elevate caratteristiche tecnologiche.

Tali comportamenti potrebbero risultare in violazione degli articoli 20, 21, 22 e 24 del Codice del Consumo.

Al momento non sappiamo come Apple e Samsung ne usciranno fuori ma, almeno per Apple, non dovrebbero esserci vie di fuga considerando quanto sta avvenendo in altre parti del mondo.

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