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Tutorial: Sfruttiamo al meglio la fotocamera dell’HTC HD2

Altro: Nokia N90 Smartphone Symbian OS 8.1a - S60 2nd Edition UMTS Categoria: Smartphone Sistema Operativo: Symbian OS 8.1a - Serie 60 2nd Edition Funzionalità telefoniche: Dual Mode UMTS/GSM (900/1800/1900) EGPRS, ...

La fotocamera dell’HTC HD2 dopo un inizio un po’ in salita a causa di qualche problema di gioventù del software, già in gran parte fixato, sta iniziando a riprendersi il posto che le è dovuto in virtù delle caratteristiche tecniche di primo piano.

Come ogni modulo fotografico integrato in uno smartphone, per farlo funzionare al massimo delle prestazioni, quello dell’HD2 richiede un periodo di fisiologico allenamento e la necesstià di settare al meglio tutte le impostazioni.

In questo tutorial vi illustriamo come sfruttare al massimo il sensore da 5MP dell’HD2 in tutte le più comuni condizioni di scatto, dandovi anche qualche consiglio su come correggere qualche problemino di gioventù del software.

Non ci resta che iniziare, familiarizzando con l’interfaccia del modulo fotografico che appare appena attiviamo l’icona dedicata alla fotocamera.

Familiarizziamo con i controlli

Un rapido sguardo alle principali impostazioni.

Prima di metterci all’opera esploriamo brevemente il menu delle impostazioni. In questa fase vi basti sapere che tali impostazioni esistono. Specie all’inizio, non è necessario complicarsi la vita intervenendo manualmente sui vari parametri che condizionano la resa dell’immagine.

Nel menu princiapale troviamo 6 differenti opzioni:

  • Le impostazioni sul bilanciamento del bianco
  • La possibiltià di intervenire sulla luminosità delle immagini se le stesse appaiono troppo scure nel mirino
  • Le impostazioni del grado di ensibilità alla luce del sensore (ISO lasciamo su auto)
  • La gestione dei supporti di memorizzazione
  • La scheda delle impostazioni avanzate (ne esamineremo alcune nel corso del tutorial)

Inquadriamo e ….  fuoco !

L’HTC HD2 è sprovvisto di un pulsante fisico dedicato alla fotocamera. Proprio per l’assenza di un tasto fisico che attiva la fotocamera, vi consigliamo di creare una scorciatoia da collocare direttamente nella home dell’interfaccia Sense. In questo modo se vogliamo catturare al volo uno scatto interessante non saremo costretti a perdere tempo passando per i menu di Windows Mobile.

Sempre l’assenza di un pulsante dedicato ci costringe a tappare lo schermo in corrispondenza dell’icona a forma di diaframma e rende necessaria qualche accortezza in più in fase di messa  a fuoco e di scatto. Per evitare delle foto mosse, evitiamo di provare a scattarle con una sola mano. Facciamo attenzione a tenere ben saldo l’HD2 con entrambe le mani e concentriamoci sulle operazioni di messa a fuoco e di scatto cercando di contenere le vibrazioni soprattutto quando tappiamo lo schermo. Quando scattiamo, se occorre, tratteniamo anche il fiato per un istante, sfioriamo lo schermo in corrispondenza del pulsante di scatto, evitando qualsiasi scossone.


Una presa sicura con due mani è indispensabile per evitare scatti mossi

Inquadriamo correttamente

Per inquadarare correttamente la scena ed evitare le fastidiose foto storte, possiamo attivare una griglia che utilizzermo allieandola alle linee rette degli oggetti presenti nella scena. Il tipico esempio è quello della linea dell’orizzonte o dello spigolo di un muro che riusciremo a mettere perfettamente “in bolla”, sfruttando le quattro crocette che circondano il mirino.


Per attivare la griglia è sufficiente entrare nel “menu opzioni“, poi in “avanzate” ed infine attivarla nella quarta scheda

Zoom si, zoom no

In fase di inquadratura possiamo renderci conto di trovarci lontani dal soggetto e quindi sentire la necessità di “stringere” l’inquadratura. Istintivamente siamo portati ad attivare lo zoom, restando nella stessa posizione. Il nostro consiglio è quello di avvicinarsi fisicamente al soggetto (tutte le volte in cui è possibile farlo), senza intervenire sullo zoom. L‘obiettivo dell’HTC HD2, infatti, non è dotato di uno zoom ottico, ma digitale. In altri termini lo zoom dell’immagine viene eseguita da un algoritmo software e non dalle lenti dell’obiettivo che cambiano assetto. I risultati di uno zoom digitale per quanto buono, sono sempre inferiori a quelli ottenibili con uno zoom ottico, per questo preferiamo spostarci noi andando incontro al soggetto, piuttosto che restare immobili ed affidare l’operazione di zoom al software.

Messa a fuoco e scatto

Evitiamo di clicckare il pulsante di scatto se prima non abbiamo svolto correttamente le operazioni di messa a fuoco.
La modalità di messa a fuoco predefinita è quella in automatico; è necessario quindi dare il tempo all’HD2 di eseguirla. Putroppo, al contrario di quanto accade sui dispositivi con un pulsante dedicato allo scatto e alla messa a fuoco, nell’HD2 manca un indicatore che segnala l’avvenuta messa a fuoco. Siamo costretti a fidarci solo dei nostri occhi aiutati dall’enorme display dell’HD2. Quando la porzione al centro del mirino diventa nitida e non sfocata siamo pronti per scattare.

La seconda modalità di messa a fuoco che possiamo attivare è la “messa a fuoco al tocco“. Il principale vantaggio rispetto a quella in automatico è che possimo scegliere liberamente il punto di messa a fuoco che nella modalità in automatico resta vincolato al punto centrale del fotogramma. È sufficiente tappare lo schermo in qualsiasi punto per selezionare dove cadrà la messa a fuoco.


Per attivare questa modalità  è sufficiente entrare nel menù impostazioni, poi selezionare “avanzate” ed infine attivare la modalità “messa a fuoco al tocco”


Non avremmo potuto scattare questa foto mantenendo la stessa inquadratura senza ricorrre alla modalità “messa a fuoco al tocco”. In questa foto dobbiamo mostrare sia il nostro notebook, sia mettere in evidenza la scritta sulla bottiglia che si trova al bordo destro del fotogramma, che andrà quindi messa a fuoco. Prima inquadriamo, poi tappiamo sullo schermo la zona da mettere a fuoco finchè non la vediamo diventare nitida.

Regoliamo la luminosità della scena

Senza addentrarci eccessivamente nelle opzioni relative agli ISO e alle modalità di esposizione che potrebbero far sorgere un po’ di confusione negli utenti meno esperti di fotografia, cerchiamo di regolare nella maniera più semplice possibile la luminosità della scena. Come sempre lo strumento più affidabile e semplice da utilizzare non è altro che il nostro occhio. Se prima dello scatto finale, controllando il display, la scena appare troppo scura o troppo chiara attiviamo il menu relativo alla luminosità ed introduciamo le opportune correzioni.


Se la foto ci sembra troppo chiara riduciamo la luminosità prima di eseguire lo scatto per aumentare il contrasto


Operazione inversa facciamo qualora la luminosità della scena dovesse rivelarsi insufficiente.

Padroneggiare questo semplice meccanismo, rende in molti casi superfluo impostare manualmente gli ISO e comporta l’ulteriore vantaggio di non dover successivamente intervenire per modificare la luminosità con software aggiuntivi.

Autoscatto

L’opzione per l’autoscatto non manca nel menu principale, ma la sua gestione è quanto meno complessa da mettere in atto. Di fatto possiamo,ad esempio, lanciarci in un azzardato autoscatto con la nostra/o compagna/o tenendo lo smartphone con una sola mano, ma vista la mole del dispositivo l’operazione non è delle più semplici da realizzare. Anche inquadrare è un’operazione difficoltosa, considerato che manca uno specchietto nella parte posteriore della scocca che permette di avere una idea sommaria di cosa stiamo inquadrando. L’utilità della funzione autoscatto starebbe nella possibilià di effettuare scatti evitando vibrazioni causate dal tap dello schermo, a patto di preparare l’inquadratura dopo aver trovare un supporto solido su cui poggiare l’HD2.

Formato e qualità d’immagine

Formato

I 5Mp del sensore possono essere gestiti in maniera differente. Prima di tutto si può ovviamente scegliere se utilizzarli tutti o in parte scegliendo una risoluzione inferiore. In secondo luogo si può scegliere per ciascuna risoluzione per attivare o meno la modalità widescreen, utile nel caso di riprese ampie di paesaggi.


Le opzioni nella sezione “impostazioni“, “avanzate” per settare risoluzione  e formato di immagine

In modalità widescreen il software si limita a tagliare due strisce di pixel in alto e in basso per mantere il formato a schermo largo (i file così generati occupano un po’ meno spazio sulla scheda di memoria). La modalità widescreen si rivela comoda anche in fase di inquadratura perchè la scena riempie interamente lo schermo mentre si scatta.


La stessa scena, prima in modalità normale e poi …


... con l’opzione wide-screen attivata

Impostazioni sulla qualità di immagine

Le impostazioni sulla qualità di immagini, accessibili sempre attraverso la sezione “avanzate” del menu “impostazioni” (pag.2), incidono sul livello di compressione dei file. Lo scopo come al solito è quello di non creare file molto grossi, ma questo scopo spesso confligge con la qualità e l’HD2 non fa eccezione.

Come è emerso nel corso delle nostre prove, le definizioni utilizzate da HTC per identificare le varie qualità ottenibili sono apparse abbastanza fuorvianti. Anche settando la qualità su “Fine” l’algoritmo di compressione sembra essere molto invasivo e produce delle seghettature e degli artefatti nelle foto piuttosto fastidiosi. Il nostro suggerimento è di settare sulla modalità “Superfine” il livello di qualità dell’immagine. Con tale impostazione, infatti, gli effetti della compressione sono del tutto invisibili.


Il nostro suggerimento è quello di lasciare sempre impostata la qualità SuperFine anche a scapito di file dalle dimensioni un po’ più grosse. L’alogoritmo di compressione delle immagini anche in modalità “Fine” non ci ha convinto sino in fondo.


Nella colonna a sinistra i crop al 100% dello scatto in modalità “Fine” in quella destra lo stesso scatto in modalità “Super Fine”. Gli effetti della compressione si notano nelle seghettature e quadrettature visibili ai bordi delle lettere e delle superfici oblique in genere. Molto più omogenea la resa in modalità “Super Fine” (cliccka per ingrandire)

Impariamo a domare il flash

Il potente doppio flash a LED  viene in soccorso quando la luce diventa insufficente. Abbiamo tre opzioni a disposizioni. Lasciarlo lavorare in automatico (opzione consigliata), attivarlo manualmente (utile se vogliamo ammorbidire le ombre anche in pieno sole, ad esempio con un soggetto in controluce) oppure disattivarlo del tutto (rischioso ai fini del mosso, se non troviamo una base solida su cui poggiare lo smartphone).

Il doppio flash a LED si è rivelato molto potente. A dire la verità il flash dell’HD2 è anche troppo potente e si tratta di una potenza poco controllabile visto che manca qualsiasi controllo nell’interfaccia utente per dosare la sua intensità.

Senza alcuna accortezza, alcuni scatti rischiano di esserci preclusi in partenza. Ci riferiamo in particolar modo agli scatti effettuati a distanza ravvicinata in presenza di poca luce. Proprio per l’impossibilità di dosare l’intensità del flash in queste circostanze la sovraesposizione della scena diventa inevitabile. L’alternativa è allontanarsi dalla scena, perchè a 2 mt di distanza circa il rischio di bruciare la foto scompare. Ma se dobbiamo riprendere una macro con poca luce che facciamo ?

Non resta che inventarci qualcosa di molto artigianale ma efficace:

Prendiamo un fazzoletto di carta, lo arrotoliamo formando più strati, lo piazziamo in corrispondenza del doppio flash a LED facendo attenzione a non ostacolare l’obiettivo e inziamo a fare qualche prova per valutare il grado di attenuazione del flash.


Un fazzoletto di carta o qualsiasi materiale che si lascia attraversare parzialmente dalla luce è un ottimo strumento per dosare l’intensità del flash dell’HD2

Dopo qualche prova i risultati non tardano ad arrivare. Nella foto che segue abbiamo voluto provare una condizione di ripresa estrema: una macro a pochi cm dal soggetto in condizioni di luce tali da richiedere l’intervento del flash. Nella prima foto si può notare il risultato senza il nostro trucco, nella foto a destra il risultato dopo l’attenuazione del flash con un fazzoletto di carta.


Lo scatto è inutilizzabile anche volendo intervenire successivamente con programmi di fotoritocco. La bruciatura così estesa ed intensa lo rende irrecuperabile.


Il risultato con il trucco del fazzoletto è molto migliore, il contrasto non è molto alto ma i dettagli ci sono tutti e lo scatto è adatto ad essere lavorato anche successivamente.


Il risultato dopo una passatina in Photoshop del nostro secondo scatto per aumentare il contrasto. Il gap con lo scatto senza attenuazione del flash è incolmabile.

Provate i materiali che più vi piacciono per attenuare il flash, basta che siano semitrasparenti e fate attenzione ad evenuali dominanti di colore che possono entrare nella scena (ad esempio il fazzoletto ne introduce una gialla che può essere comunque corretta in post-produzione, anche mediante i vari programmi di terze parti da utilizzare direttamente sullo smartphone).

Cambiamo il volto alle foto.

Avere la possibilità di modificare i propri scatti senza ricorrere ad un software aggiuntivo o addirittura alla necessità di utilizzare il PC è senza dubbio molto comodo. Il software di gestione della fotocamera dell’HTC HD2 ci permette di aggiungere degli effetti di post-produzione già in fase di scatto,senza dover ricorrere a soluzioni esterne. Non si tratta di funzionalità paragonabili a quelle che si possono ottenere con software più complessi, ma sono sufficienti per rendere più variegati i risultati che possiamo ottenere. La piccola pecca del software è che gli effetti devono essere preimpostati prima dello scatto e non possono essere applicati successivamente intervenendo sulle foto in galleria.

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Entriamo nelle impostazioni avanzate e dalla terza scheda attiviamo la sezione “Effetti” prima di scattare.
Possiamo selezionare 3 diverse impostazioni: convertire la foto in BN, applicare un effetto seppia o acquisire lo scatto in negativo per ottenere effetti “imprevedibili”

Foto panoramiche

Tra le funzioni particolari presenti nel software di gestione della fotocamera una di rilievo è quella che ci consente di effettuare delle foto panoramiche frutto dell’unione di 3 scatti che vengono automaticamente assemblati. Vediamo come ottenere risultati come questi:


(cliccka per ingrandire)


(clicca per ingrandire)

1) Attiviamo la modalità di scatto “panorama” dalle impostazioni delle modalità di cattura:

2) A questo punto dobbiamo scattare 3 foto partendo da sinistra dello scenario che vogliamo riprendere (in questo caso la nostra scrivania) e andando a destra . Dopo la prima foto scattata il bordo destro della stessa resta in evidenza nell’inquadratura sotto forma di una piccola slide semitrasparente

3) Ripetiamo l’operazione ancora un volta per ottenere il terzo scatto e la foto panoramica viene generata automaticamente ed archiviata nella galleria delle immagini. Il file generato ha una risoluzione di 1408×408 pixel, non tutti quelli messi a disposizione dal sensore per evitare di rendere difficoltosa la gestione del “bricolage” di foto, ma sufficiente per osservarla anche sullo schermo del PC.


Ecco la panoramica della nostra affollata scrivania (scusate il disordine). Ovviamente questa tecnica si presta maggiormente per riprese di paesaggi in esterna permettendo di estendere, seppur in maniera virtuale l’angolo di ripresa dell’obiettivo.

Il problema dell’alone rosa

Appena immesso sul mercato l’HD2 aveva subito manifestato il problema dell’alone rosa che si nota al centro delle foto, specie quando vengono effettuate a soggetti caratterizzati dallo sfondo molto chiaro. Al problema si è posto rimedio, anche se non completamente attraverso l’hotfix rilasciato tempestivamente da HTC e che consigliamo a tutti di scaricare (lo trovate a questo indirizzo).

Nonstante il problema si sia attenuato lo stesso è ancora presente. Se teniamo particolarmente ad uno scatto e lo vogliamo stampare o custodire e visualizzare nel nostro PC è necessario intervenire con un programma di fotoritocco per eliminare la fastidiosa dominante rosata. Vediamo come fare. Nella nostra prova abbiamo usato Adobe Photoshop Elements, ma l’operazione si può realizzare con tutti i più diffusi programmi di fotoritocco.


L’alone rosato è ben visibile al centro dello scatto e seppur in misura ridotta rispetto a prima dell’hotfix è comunque presente. Importiamo lo scatto nel nostro programma di fotoritocco e procediamo alla correzione.

La dominante rosata è  la somma di due colori: principalmente il magenta e secondariamente il rosso. Andremo quindi a correggere selettivamente il colore per eliminare tale dominante.


Dal menu del nostro software di fotoritocco selezioniamo la correzione selettiva del colore “Regola Tonalità/Satruazione”.


Quindi selezioniamo quale colore modificare. Come detto in apertura le nostre attenzioni si concentrano princialmente sul magenta. Operiamo sia sulla saturazione di tale colore, attenuandola, sia sulla tonalità fin quando osservando la foto non notiamo che l’alone scompare. Se non è sufficiente l’intervento sul magenta, ripetiamo l’operazione con il rosso.

Per automatizzare l’operazione i più esperti possono anche procedere a creare un’apposita azione di Photoshop per velocizzare la correzione, che in ogni caso è molto semplice da realizzare. I più esigenti probabilmente preferiranno correggere caso per caso per ottimizare la correzione.

La correzione non intacca eccessivamente gli altri rossi e magenta che ci dovessero essere nella foto proprio perchè il fenomeno del pink spot appare prevalentemente in foto scattate contro uno sfondo molto chiaro (quindi o bianco o azzurro come può essere il cielo). In altri casi l’alone molto spesso si confonde bene con il resto della scena e quindi non richiede alcun intervento.


Il lavoro finito. Prima e dopo la cura

Consigli finali

  • Evitiamo di spingerci troppo oltre con le condizioni di luce in esterna. Un’illuminazione omogenea e diffusa è consigliabile per ottenere i risultati ottimali. Il controluce o situazioni di luce irregolare mandano in crisi anche costose reflex digitali.
  • Negli scatti macro a distanza ravvicinata col soggetto poniamo particolare cura alla fase della messa a fuoco che deve essere ancora più precisa rispetto al normale. Familiarizziamo con la messa a fuoco al tocco per essere ancor più precisi nella scelta del punto di fuoco.
  • Nelle foto in notturna, ricorriamo al flash se manca qualsiasi altra fonte di luce. Se è presente comunque una luce artificiale proviamo a sfruttarla facendo attenzione al mosso. In tutti i casi in cui siamo costretti a ricorrere al flash impariamo a dosarlo con il metodo che abbiamo illustrato se dovesse bruciare parte della scena a causa dell’eccessiva potenza.
  • Familiarizziamo con gli strumenti di condivisione delle foto messi a disposizione del software. Con pochi click è possibile inviare la foto sui principali social network, oltre che via mail.
  • In caso di dubbio sulle modalità di funzionamento consultiamo la guida presente nell’ultima scheda della sezione opzioni avanzate.

 

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