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Roulette: come si diventa croupier? Le competenze richieste

La figura del croupier ricopre un ruolo imprescindibile nel gioco d’azzardo. Si tratta infatti dell’addetto al casinò che si occupa di accettare le scommesse, di servire al tavolo, di controllare la regolarità delle puntate e di pagare le vincite. Insomma, un vero e proprio amministratore del gioco, che svolge mansioni quasi meccaniche, ma sempre diverse tra loro.

Per questo motivo i casinò sono spesso alla ricerca di nuovi croupier. Quello del croupier si rivela dunque ben presto un lavoro di estrema precisione, che solo all’apparenza potrebbe risultare semplice all’esterno.

Per diventare croupier sono richiesti specifici requisiti: serve possedere innanzitutto buone doti fisiche e di resistenza, dovendo rimanere in piedi per diverse ore, soprattutto di notte. Come se non bastasse, senza una buona concentrazione e una notevole capacità di calcolo si finirebbe col rallentare tutte le attività di un casinò. Inoltre, bisogna conoscere almeno l’inglese. Gli aspiranti croupier vengono allenati persino nel mischiare le carte nel minor tempo possibile.

Il croupier rappresenta una garanzia per tutti i giocatori e non gli è permesso sbagliare. La sua precisione è chirurgica, tanto che nel gioco della roulette ci si domanda: è vero e, se si, come fa il croupier a prevedere dove andrà la pallina?. La maggior parte dei croupier compie lo stesso identico gesto al momento del lancio, che quindi, alla lunga diventa praticamente automatico.

Dal momento che ogni ruota delle roulette è diversa, però, osservare il croupier per pronosticare quale numero uscirà non si può rivelare con certezza una scelta felice. La posizione di partenza, il punto di caduta, il punto di ingresso e il numero di giri sono solo alcune delle variabili da tenere in considerazione in questi casi.

Un bravo croupier deve essere esperto di statistica, legislazione sul gioco d’azzardo. Bisogna conoscere sia la teoria sia la pratica. Non a caso, i corsi di preparazione e formazione sono totalmente immersivi: durano dalle 6 alle 8 settimane e sono finalizzati allo sviluppo delle capacità tecnico-manuali. Il croupier deve saperci fare, non è ammesso perdere tempo di fronte al tavolo verde.

Oltre che mediante un compenso fisso concordato l’organizzazione del casinò, comunque, tanta professionalità viene ripagata anche attraverso le mance lasciate dai giocatori e che confluiscono in un fondo comune che viene tra tutti i croupier di una sala. Spesso il guadagno maggiore arriva proprio attraverso le mance che con il loro stipendio.

Il croupier non ha alcun interesse sullo svolgimento del gioco ed è totalmente neutrale. In sua assenza, però, non sarebbe possibile sedersi a un tavolo di casinò per iniziare a giocare e comunque non si potrebbe avere certezza della correttezza di tutte le fasi di gioco. Chi aspira a diventare croupier, in ogni caso, deve sperare di riuscire ad andare all’estero quanto prima: l’attività può essere considerata a tutti gli effetti internazionale.

Generalmente si seguono orari di lavoro standard, di circa 40 ore alla settimana, con turni da 8 ore al giorno, compresi ovviamente weekend e festivi. Le soddisfazioni non sono immediate, ma una volta che si è presa la giusta confidenza con le sale da casinò quello del croupier può diventare un mestiere estremamente affascinante.