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Ricarica ad ultrasuoni: sembra fantascienza ma…

Una delle tecnologie più innovative per quanto riguarda la ricarica della batteria dei nostri smartphone è sicuramente quella ad induzione o, più comunemente chiamata, wireless. Tale tecnologia però prevede che lo smartphone ed il carica batteria siano a contatto l’uno con l’altro. Negli ultimi tempi però sono emersi dei progetti alquanto interessanti che eliminano anche il problema del contatto.

ubeam-ricarica ad ultrasuoni

Il primo si chiama uBeam e sfrutta la ricarica ad ultrasuoni per alimentare la batteria del nostro smartphone. Recentemente è stato realizzato anche il primo prototipo funzionante. Il funzionamento pratico di questa ricarica ad ultrasuoni è abbastanza semplice. Non appena entriamo in una stanza in cui vi è questo carica batteria acceso ed abbiamo uno smartphone abilitato, l’energia elettrica del caricatore sarà trasformata in ultrasuoni e viaggerà nell’aria fino al nostro device. Dopo di che, il chip che avremo installato sul telefono farà il processo inverso, ovvero trasformerà gli ultrasuoni in energia elettrica.

Il secondo progetto invece, realizzato in collaborazione tra Nokia ed i ricercatori della Queen Mary University di Londra, va ancora un passo in avanti rispetto alla ricarica ad ultrasuoni. In questo caso infatti, qualsiasi rumore ambientale viene trasformato in energia elettrica. Questo è possibile grazie ad un terminale da collegare allo smartphone (in futuro potrebbe essere presente tra le componenti) riempito di nanogeneratori in grado di trasformare le vibrazioni prodotte dalle onde sonore in energia elettrica. Nei primi test, si è riusciti ad accumulare dell’energia elettrica a 5V, sufficiente per ricaricare uno smartphone.