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Qual è il miglior modo per far funzionare uno smartphone caduto in acqua?

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Nonostante Sony e Samsung siano diventati in questi anni dei grandi cultori della certificazione IPxx contro le infiltrazioni di polvere e di acqua, la stra-maggioranza degli smartphone ancora non è in grado di resistere ai liquidi. E se per caso uno di essi finisse in acqua, qual è il miglior modo per cercare di farlo funzionare nuovamente?

Lo store statunitense Gazelle ha condotto una ricerca immergendo fisicamente 9 smartphone in acqua e poi tentando, con diversi prodotti, di asciugarli in maniera completa. Il risultato che ne è venuto fuori è veramente interessante.

Prima di proseguire però, vogliamo sottolineare che, nel caso in cui lo smartphone cada in acqua salata (al mare quindi), è indispensabile procedere con la pulizia della batteria e dei suoi contatti mediante un pennellino imbevuto di alcol. Il sale infatti va ad attaccare gli elettrodi della batteria, non permettendo quindi il passaggio di energia elettrica.

I prodotti testati dallo store sono i seguenti:

  • Lettiera per gatti;
  • Lettiera per gatti al silicio;
  • Couscous;
  • Farina d’avena;
  • Farina d’avena istantanea;
  • Riso istantaneo;
  • Riso crudo

Il prodotto più indicato in queste situazioni è la lettiera per gatti in silicio. Essa infatti ha il maggior potere assorbente. Dai test si consiglia di smontare completamente lo smartphone ed adagiare le componenti all’interno della lettiera per gatti in silicio per un periodo di tempo non inferiore alle 24 ore.

Potrebbe sembrare un metodo alquanto strano ed infatti lo è. Tuttavia, sembra che sia il metodo più funzionante per cercare di recuperare uno smartphone caduto in acqua.

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