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Motorola Mobility va a Lenovo per 2,91miliardi

Una grafica curata fin nei minimi particolari e una storia avvincente sono gli ingredienti di Wild Blood, il nuovo gioco targato Gameloft. Direttamente sugli schermi di smartphone e tablet Android

Wild Blood per Android

Gameloft lancia un nuovo gioco su Google Play Store, pronto a conquistare gli utenti Android appassionati del genere fantasy.

Wild Blood, questo il titolo, è ambientato nel Regno di Re Artù e ha come protagonista Sir Lancillotto, che si trova a dover affrontare un'avventura inedita: l'obiettivo è riuscire a sconfiggere la temibile Morgana e liberare così l'amata Ginevra, non senza aver prima ucciso un consistente numero di avversari e superato avversità di ogni genere, ovviamente.

Tra le principali feature di Wild Blood troviamo una curata grafica 3D, forte delle potenzialità garantite dalla tecnologia Unreal, 20 nemici differenti, boss epici, armi di vario genere, 10 livelli da superare con l'aiuto di Galvano (uno dei cavalieri della tavola rotonda), enigmi da risolvere, modalità a squadre per giocare con altri sette amici e il supporto a Gameloft LIVE!

Will Blood per Android può essere acquistato nel Google Play Store. A seguire il video trailer del gioco.

Video: 

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Wild Blood per Android
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motorola-logo-a-google-companySe davvero al giorno d’oggi nulla ci può più stupire la notizia di oggi ci lascia un po’ a bocca aperta: Google vende Motorola Mobility a Lenovo per 2,91 miliardi di dollari!!!

Da oggi Motorola Mobility non sarà più infatti “A Google Company”  mentre nel pomeriggio di ieri si parlava solo di un possibile interesse da parte di Lenovo e solo di eventuali aperture di trattative nella notte appena trascorsa è stato invece ufficializzato l’accordo. La sezione mobile della casa “alata” va a Lenovo per l’irrisoria cifra di 2,91 miliardi di dollari , irrisoria se paragonata ai 12,5 miliardi pagati da Google.

Nonostante i buoni numeri ottenuti sia con Moto X che sopratutto con Moto G ,Google ha preferito liberarsi di Motorola ,considerando che l’azienda dopo l’acquisizione non  ha portato profitti ma addirittura ha i propri conti in rosso. Aggiungiamo inoltre che quello che doveva essere il maggior apporto dall’acquisizione cioè tutte le royalty e soprattuto la grande quantità di brevetti non è stato così utile al fine delle “guerre” legali con le altre aziende.

A fronte di quanto detto entra in gioco Lenovo che, per chi non lo sapesse, è il più grande produttore di computer al mondo e come se fosse roba di poco conto ha comprato per 2,3 miliardi di dollari la divisione low-end server business di IBM ricavandosi in questo modo un ruolo promimente nel mercato americano.L’accordo con Google  è stato chiuso invece per 2,91 miliardi di dollari, di cui 1,41 miliardi immediatamente e i rimanenti nei prossimi tre anni.

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The deal has yet to be approved in the U.S. or China, and this usually takes time.

Come afferma lo stesso Larry Page l’accordo deve ancora essere approvato da entrambi i governi ma si tratta sicuramente solo di tempi di attesa, anche se questi potrebbero essere abbastanza lunghi, come accade sempre in queste situazioni.Anche Motorola ha confermato definitivamente il tutto sul suo Blog ufficiale.

Google manterrà però la maggior parte dei brevetti di Motorola

Chiaramente “sedurre ed abbandonare” Motorola non sarebbe stata una grande mossa se Google non avesse deciso di mantenere la maggior parte dei brevetti già acquisiti in precedenza. primo fra tutti l’ormai noto Project Ara relativo alla possibilità di realizzare uno smartphone modulare nonchè riservandosi i diritti di quelli ancora in via di approvazione.A Lenovo (come se fosse poco) andranno le licenze sui brevetti trattenuti da Google la proprietà di circa altri 2.000 brevetti ,  il marchio Motorola Mobility e  tutti i marchi registrati dell’azienda.

A questo punto non ci resta che ben sperare per la sopravvivenza dell’identità di  Motorola e che Lenovo possa restituire a questo marchio le energie e la forza di ritornare ad essere predominante su campo mondiale come ai vecchi tempi.