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Dopo l’accelerazione del governo per la riduzione delle slot machine… cosa faranno gli Enti Locali ?

Senza ombra di dubbio il Governo si è mosso sul percorso del riordino e sul modus operandi di giocare al casino. La riduzione delle apparecchiature da intrattenimento, inserita nella manovrina, farà riflettere gli Enti Locali sull’indirizzo che vuole prendere il Governo nei confronti del gioco ed ora le Regioni e gli stessi Enti Locali non potranno rimanere fermi a guardare mentre l’Esecutivo prende iniziative così importanti anche se, praticamente, non concordate nella proposta di riforma sottoposta in Conferenza Unificata: ma cosa faranno questi Enti?

Sembra quasi che il Governo abbia gettato una sorta “di guanto di sfida”, un messaggio che deve arrivare agli Enti Locali ed agli altri protagonisti che intervengano a vario titolo in Conferenza Unificata dove, con troppa fatica, si sta cercando di arrivare ad un accordo. Con la manovrina il Governo, dopo tanti annunci relativi a questo benedetto riordino, prova a “fare la prima mossa” iniziando a “tagliare le slot” del 34% ed eliminarli dai locali pubblici in quella percentuale.

Il Governo ritiene fortemente che la propria proposta sia tutt’altro che banale e non coraggiosa e questo per tacciare coloro che richiedono, a gran voce, interventi concreti per limitare il gioco nel Paese. Il sottosegretario Pier Paolo Baretta, poi, si prepara a cancellare metà della rete distributiva del gioco, anzi, più esattamente si prepara ad eliminare il 50% degli apparecchi da intrattenimento visto che il riordino parte esclusivamente da queste apparecchiature con vincita in danaro e gli altri giochi, invece, continuano a non essere interessati da alcuna riforma.

Ora, quindi, tutto si potrà dire ma il Governo ha fatto il primo passo concreto verso un riassestamento della distribuzione dell’offerta di gioco e non solo. Proprio in questi giorni vi è stato anche un nuovo contingentamento predisposto dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli dal quale automaticamente verrà ridimensionata la distribuzione negli esercizi.

In realtà, a questo punto, tocca agli Enti Locali fare la propria parte: non si può più respingere la proposta di riduzione a meno che dietro questa “respinta” non si celi la volontà di lasciare inalterata la situazione attuale relativa alla distribuzione.

La credibilità del Governo relativamente alla proposta di riordino del mondo-gioco sembra, a questo punto, incontestabile visto questo primo passo effettuato a mezzo della “manovrina”, anche se lo stesso Governo si è appena impegnato con Bruxelles a reperire nuove entrate proprio dal mercato dei giochi per il prossimo triennio: le Regioni, però, dovranno trovare nuovi argomenti o “nuove riflessioni” se vorranno respingere anche l’ultima proposta.

Non vi è chi non veda d’altra parte che tutta questa “altalena” di proposte e dinieghi abbia messo il comparto delle slot machine in sobbuglio, così come le associazioni che sono già scese in piazza, lo faranno ancora a breve ed hanno “minacciato” persino di arrivare allo “sciopero della raccolta” per manifestare contro la politica iniqua e scriteriata che penalizza soltanto una parte dei giochi.

La politica, invece, dovrebbe essere sempre lungimirante relativamente al futuro di qualsiasi settore e dovrebbe prevedere, anche, i rischi connessi alla applicazione delle sue regole in uno scenario economico e produttivo dell’intero territorio: quando si è scelto di “colpire solo le apparecchiature da intrattenimento”, certamente, non si è pensato a questi rischi, a tutta la filiera, agli operatori ed alle imprese. É stata pensata “solo una manovrina”…