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iPad mini e iPad 4: esordio sul mercato senza il botto

Niente file interminabili questa mattina davanti agli Apple Store per l'esordio dell'iPad mini e dell'iPad 4. Un preoccupante campanello d'allarme per il produttore statunitense

iPad mini

Dalle 08,00 di questa mattina è ufficialmente iniziata l'era dell'iPad mini e dell'iPad 4 (o iPad con Retina Display), che possono essere finalmente acquistati nei vari Apple Store italiani, sul sito del produttore statunitense o nei principali negozi di elettronica.

Rispetto al lancio di altri prodotti dell'azienda di Cupertino, tuttavia, è mancato quell'effetto ressa a cui ci siamo abituati ogni volta che arriva nei negozi un nuovo dispositivo con il logo della mela morsicata stampata sul retro della scocca.

Nei vari Apple Store italiani non si sono create file interminabili di appassionati (un paio di decine al massimo) nè ampio spazio all'evento è stato dato dai principali organi di informazione. iPad mini e iPad 4, in sostanza, sono arrivati sul mercato senza il solito clamore dei prodotti Apple, snobbati da utenti e mezzi di informazione.

Difficile stabilire quali possano essere le ragioni di tale mezzo flop. Ad azzardare un'ipotesi, per l'iPad mini un prezzo troppo elevato (si parte da 329 euro per la versione solo WiFi con 16GB di memoria) rispetto a quello della concorrenza e una dotazione hardware pari a quella dell'iPad di due generazioni fa potrebbero aver influito sulla voglia di provare il tablet più compatto dell'azienda di Cupertino.

Più difficile, invece, stabilire lo scarso interesse generato dall'iPad 4. Probabilmente ai possessori dell'iPad 3 non è andata giù la presentazione di un nuovo modello a distanza di sei mesi da quello precedente, scartando a priori l'ipotesi di fare un upgrade. Se a ciò si aggiungono i prezzi elevati (si parte da 499 euro per la versione solo WiFi con 16GB di memoria) e una concorrenza che si fa sempre più agguerrita (Android e Windows 8), il gioco è fatto.

Probabilmente nelle prossime settimane, qualora la situazione non dovesse cambiare, a Cupertino potrebbero iniziare a recitare il mea culpa. Senza escludere l'ipotesi che possa saltare qualche altra testa.

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Niente file interminabili questa mattina davanti agli Apple Store per l'esordio dell'iPad mini e dell'iPad 4. Un preoccupante campanello d'allarme per il produttore statunitense

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Dalle 08,00 di questa mattina è ufficialmente iniziata l'era dell'iPad mini e dell'iPad 4 (o iPad con Retina Display), che possono essere finalmente acquistati nei vari Apple Store italiani, sul sito del produttore statunitense o nei principali negozi di elettronica.

Rispetto al lancio di altri prodotti dell'azienda di Cupertino, tuttavia, è mancato quell'effetto ressa a cui ci siamo abituati ogni volta che arriva nei negozi un nuovo dispositivo con il logo della mela morsicata stampata sul retro della scocca.

Nei vari Apple Store italiani non si sono create file interminabili di appassionati (un paio di decine al massimo) nè ampio spazio all'evento è stato dato dai principali organi di informazione. iPad mini e iPad 4, in sostanza, sono arrivati sul mercato senza il solito clamore dei prodotti Apple, snobbati da utenti e mezzi di informazione.

Difficile stabilire quali possano essere le ragioni di tale mezzo flop. Ad azzardare un'ipotesi, per l'iPad mini un prezzo troppo elevato (si parte da 329 euro per la versione solo WiFi con 16GB di memoria) rispetto a quello della concorrenza e una dotazione hardware pari a quella dell'iPad di due generazioni fa potrebbero aver influito sulla voglia di provare il tablet più compatto dell'azienda di Cupertino.

Più difficile, invece, stabilire lo scarso interesse generato dall'iPad 4. Probabilmente ai possessori dell'iPad 3 non è andata giù la presentazione di un nuovo modello a distanza di sei mesi da quello precedente, scartando a priori l'ipotesi di fare un upgrade. Se a ciò si aggiungono i prezzi elevati (si parte da 499 euro per la versione solo WiFi con 16GB di memoria) e una concorrenza che si fa sempre più agguerrita (Android e Windows 8), il gioco è fatto.

Probabilmente nelle prossime settimane, qualora la situazione non dovesse cambiare, a Cupertino potrebbero iniziare a recitare il mea culpa. Senza escludere l'ipotesi che possa saltare qualche altra testa.

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