Dopo un importante reportage del New York Times, si è aperto un dibattito sul presunto comportamento poco etico di Apple, che mirerebbe al solo guadagno, ignorando le condizioni di lavoro degli operai delle ditte fornitrici che operano principalmente in Cina e in altri paesi asiatici.

La questione etica è emersa dopo che sono stati resi pubblici dati allarmanti sulle condizioni di lavoro degli operai cinesi, impiegati dalle ditte fornitrici di Apple: Numerosi suicidi, nessuna protezione contro incidenti e lavoro per 12 ore consecutive sei giorni alla settimana, tutto questo sia a persone adulte sia a minorenni.
Un ex dirigente Apple sostiene: "il sistema funziona. I fornitori avrebbero cambiato tutto il giorno dopo se Apple gli avesse comunicato che non c'era altra scelta".
A questa affermazione ha risposto il CEO di Apple, Tim Cook: "Ogni voce che sostiene che a noi non importa è palesemente falsa ed offensiva. Come saprete meglio di chiunque altro, accuse come queste sono contrarie ai nostri valori. Noi non siamo così".
Dopo questo reportage è iniziata una petizione per chiedere ad Apple di fare pressione ai fornitori affinchè cambino le condizioni di lavoro degli operai.
Le firme sono già 40 mila e l'obiettivo dei promotori è di arrivare almeno a 50 mila firme.

Segui @agemobile