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Huawei IDEOS S7 Slim

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L'Asus EEE Pad Transformer è tra i primi tablet Android Honeycomb 3.0 a giungere nel nostro paese. Avrà quindi la responsabilità di gettare le fondamenta per l'affermazione della prima versione del sistema operativo Android ottimizzata per i tablet.

Asus nel commercializzare l'EEE Pad Transformer utilizza il noto brand "EEE" che, prima ancora che il fenomeno dei tablet esplodesse, aveva contrassegnato i primi netbook a giungere sul mercato, gli ormai storici EEE PC. Il tablet è un oggetto molto diverso da un netbook, ma Asus non vuole rinunciare ad arrivare rapidamente sul mercato nemmeno questa volta. Vero è che i tablet Android sono già  da diversi mesi sulla breccia, ma la vera e propria consacrazione di tali prodotti si avrà solo con quelli di seconda generazione dotati del sistema operativo Android 3.0 Honeycomb come l'Asus EEE Pad Transformer.

Per garantire il successo dell'Asus EEE Pad Transformer nel combattuto segmento di mercato, Asus ha adottato una soluzione tecnica che il nome del prodotto lascia intuire, ovvero la possibilità di trasformarlo in un vero e proprio netbook ricorrendo alla dock disponibile come accessorio. Da questo punto di vista la lunga militanza di Asus nel settore dei netbook si fa sentire. L'Asus EEE Pad Transformer al tempo stesso è un ottimo rappresentante dei tablet Android Honeycomb 3.0 e sarà un buon banco di prova per valutare se le modifiche apportate da Google al sistema operativo sono state in grado di cambiare volto ai tablet Android di prima generazione apparsi come prodotti un po' troppo ibridi ed immaturi

Immagini:

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Il frontale dell'Asus EEE Pad Transformer è dominato dall'ampio display da 10" . Integrata nella cornice superiore troviamo la fotocamera anteriore da 1.3 MP e il sensore di luminosità

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La prima cosa che l'utente fedele ai dispositivi Android nota è l'assenza dei consueti pulsanti fisici (indietro, home, menu e ricerca) inglobati nell'interfaccia grafica di Android 3.0 Honeycomb. La dotazione di serie è in perfetto stile iPad, ovvero decisamente scarna: caricabatterie, cavo dati e stringata manualistica

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Lo spessore del tablet è contenuto per quanto non raggiunga i valori record fatti registrare da alcuni concorrenti. Lungo il lato destro troviamo la griglia dell'altoparlante, lo slot per la scheda di memoria micro-SD, il connettore mini-HDMI, il piccolo forellino per il microfono e il jack da 3.5 mm per le cuffie. Lungo il lato destro si trova il pulsante di accensione e di sblocco e il bilanciere del volume oltre al secondo altoparlante

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Il bordo superiore è del tutto spoglio, mentre quello inferiore ospita il connettore proprietario per il collegamento al caricabatterie e al cavo dati e le sedi per l'ancoraggio alla dock-station 

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La parte posteriore del tablet colpisce per  la particolare finitura zigrinata. Sempre nella parte posteriore troviamo la fotocamera da 5MP sprovvista di flash ma dotata di autofocus

 

Scheda Tecnica 

Potete visionare la scheda tecnica del Asus EEE Pad Transformer a questo link.

 

Utilizzo:

Costruzione

L'Asus EEE Pad Transformer è indubbiamente ben progettato. La struttura costruttiva combina elementi metallici con altri plastici. La cornice che corre lungo il perimetro del dispositivo, infatti, è di tipo metallico ed irrobustisce il tablet. Su di essa si innestano la cover posteriore in plastica rigida e dalla finitura zigrinata antiscivolo e refrattaria alle ditate. A nostro avviso la realizzazione della parte posteriore della scocca è encomiabile. Memori dell'esperienza poco gratificante derivante dall'utilizzo di un tablet con la finitura posteriore in alluminio, la scelta di Asus ci sembra decisamente migliore perchè combina eleganza e praticità d'uso. Sempre sulla cornice in metallo si innesta poi il vetro anteriore a protezione dello schermo. L'assemblaggio è complessivamente di buon livello anche se nel nostro sample abbiamo riscontrato in alcuni punti un non perfetto allineamento tra il vetro anteriore e la cornice metallica.  Non trovandoci poi in presenza di una scocca unibody, ma composta da diversi elementi, qualche sporadico scricchiolio è da mettere in conto.

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L'Asus EEE Pad Transformer è ben progettato e grazie alla finitura della scocca posteriore non deve essere trattato con i guanti bianchi

Il tablet ha un peso di 670 grammi ed un display da 10 pollici. Si tratta di dati che suggeriscono l'utilizzo con due mani, anche se tenere l'Asus EEE Pad Transformer con una sola mano non è operazione del tutto impossibile, soprattutto se lo si deve utilizzare solo per leggere il display senza interagire con il touch-screen (come può avvenire nel caso della consultazione di e-book o di una rivista in forma elettronica). Per quanto riguarda l'aspetto della trasportabilità il tema è un po' differente da quello che trattiamo normalmente occupandoci di smartphone. L'Asus EEE Pad Transformer è un tablet e tra i tablet è un esemplare che sposa la filosofia del display ampio. I suoi ingombri sono sovrapponibili per altezza e larghezza a quelli di un netbook con display da 10" anche se lo spessore è decisamente inferiore; gli strumenti di trasporto saranno grosso modo i medesimi.

 

Display

Lo schermo dell'Asus EEE Pad Transformer ha una diagonale da 10" e risoluzione pari a 1280x800 pixel, un valore quest'ultimo che attualmente rappresenta lo standard dei tablet Android 3.0 Honeycomb. Il display è di tipo LCD, retroilluminato a LED e dotato di tecnologia IPS. I puri dati tecnici si traducono in uno schermo che a nostro avviso riesce a tenere testa egregiamente a quello dell'iPad 2. Le immagini sullo schermo dell'Asus EEE Pad Transformer sono molto definite ed i testi facilmente leggibili in virtù dell'elevata densità di pixel. Buoni anche i valori di luminosità e contrasto, mentre la gamma cromatica adotta tonalità naturali.

Un capitolo a parte deve essere dedicato per l'angolo di visione del display. Da questo punto di vista lo schermo è molto buono ed assicura una visione ottimale anche quando lo si osserva fuori asse. Il merito va alla tecnologia IPS che dà una considerevole marcia in più allo schermo.

Unica piccola pecca che abbiamo riscontrato nel modello oggetto della nostra prova è la presenza del problema della irregolare retroilluminazione del display lungo i bordi. Non bisogna drammatizzare nè enfatizzare eccessivamente il difetto che nell'uso reale non è certo così evidente, ma è nostro dovere segnalarlo. Per quanto riguarda poi la leggibilità in esterno, è innegabile che l'ampia superficie riflettente dello schermo non è l'ideale soprattutto in una giornata di sole, specie se a complicare la situazione si aggiunge qualche ditata di troppo. Di fatto è una problematica comune a tutti i tablet con vetro lucido a protezione del display e schermo LCD.

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La leggibilità in esterna anche nelle condizioni più dure come quella con il sole che colpisce direttamente lo schermo, pur essendo difficoltosa, non  è mai del tutto compromessa

Il display integra un'interfaccia tattile di tipo capacitivo che nei nostri test è stata in grado di registrare sino a dieci tocchi contemporaneamente. Nell'utilizzo reale il touch-screen per precisione e sensibilità è tra i migliori che abbiamo avuto modo di testare.

 

Reattività

L'Asus EEE Pad Transformer sceglie la piattaforma dual core Tegra 2 di Nvidia dotata di GPU GeForce e 1 GB di RAM. Abbiamo già avuto modo di incontrare la piattaforma di Nvidia con altri dispositivi Android, ma è la prima volta che la vediamo sfruttata adeguatamente da un sistema operativo che supporta nativamente i processori dual-core. L'esperienza d'uso del tablet, pur con le ottime premesse iniziali, presenta luci ed ombre.

La reattività non manca e la si percepisce quando si iniziano a scorrere i menu e il lunghi elenchi, quando si lanciano applicazioni ben sviluppate e ottimizzate per il tablet, quando si mette alla prova la GPU con alcuni titoli in 3D o nella riproduzione di contenuti in Flash. A queste note positive però se ne devono aggiungere altre di segno opposto. L'elemento che sembra pesare maggiormente sulle prestazioni è la nuova home di cui parleremo successivamente. La home e il menu principale non danno mai l'impressione di avere un fluidità assoluta. A questo aspetto si deve aggiungere una certa instabilità della piattaforma che penalizza l'utente nello svolgimento di determinate attività. Frequenti sono state, a titolo di esempio, le disconnessioni dal Market, diversi i crash di applicazioni. L'impressione generale è che Android 3.0.1 sia ancora bisognoso di qualche affinamento. Nulla che non sia risolvibile con i futuri aggiornamenti software.

Per quanto riguarda i risultati del benchmark possiamo notare come in  Quadrant l'Asus EEE Pad Transformer riesca a superare i 2000 punti, un valore un po' distante da quello ottenuto dai primi smartphone dual-core con Tegra 2 che però devono gestire una risoluzione molto meno impegnativa. Stesso dicasi per il risultato del test Nenamark nel quale l'Asus EEE Pad Transformer totalizza 35.5 fps.

 

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I risultati del test Quadrant e Nenamark

Al multitasking Android 3.0 Honeycomb dedica un nuovo pulsante che consente di accedere all'apposita sezione completamente rinnovata rispetto a quella di Android 2.X. Lo schema di funzionamento del multitasking è sostanzialmente analogo a quello già visto nella versione smartphone del sistema operativo di Google. Le applicazioni vengono poste in uno stato di "sospensione" per poi essere richiamate successivamente. Il passaggio da un'app all'altra in ogni caso avviene molto rapidamente grazie al nuovo menu.

 

Interfaccia utente

Tocchiamo uno dei punti cruciali dell'Asus EEE Pad Transformer passando alla valutazione dell'interfaccia utente. Le aspettative per quanto riguarda i miglioramenti di Honeycomb sono state molto alte. Possiamo subito anticipare che il lavoro di BigG a noi è sembrato molto convincente ed articolato in due punti principali: da una parte migliorare gli elementi che compongono l'interfaccia rendendoli più pratici da attivare ed in parte ancora più gradevoli esteticamente rispetto alle versioni di Android per smartphone, dall'altra la volontà di non dimenticare quelli che sono i punti di forza di Android a partire dalle elevate possibilità di personalizzazione anche grazie ai widget. Complessivamente considerata la nuova interfaccia è indubbiamente ben riuscita, funzionale ed attraente esteticamente più di quanto non lo erano le prime release di Android per smartphone.

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Particolare della schermata di sblocco. Per accedere alla home è sufficiente accostare alla circonferenza il piccolo cerchio luminoso che appare a seguito della pressione del display

Se volessimo riassumere sinteticamente Android 3.0 Honeycomb potremmo dire che si tratta di Android alla massima potenza. Portare al massimo livello il potenziale del sistema operativo di Google è stato possibile proprio in virtù dell'ampia superficie dello schermo in alta risoluzione. Per rendersene conto basta iniziare a popolare di widget la schermata home. Con un semplice colpo d'occhio ad un'unica schermata è possibile, ad esempio, tenere sotto controllo la posta (aggiornata in tempo reale ovviamente), il meteo, Twitter, il calendario, il player musicale e così via. Tutto senza essere costretti ad  accedere al menu principale o a lanciare alcuna applicazione. I singoli elementi dell'interfaccia possono poi essere spostati a piacere con un semplice drag'n'drop, esattamente come avviene con le attuali versioni di Android 2.X.

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La nuova home colloca ai quattro angoli dello schermo i principali controlli e si caratterizza per la barra in basso  che svolge funzioni in parte analoghe alla barra delle notifiche degli smartphone Android, integrando però anche i consueti pulsanti indietro, home e menu. Bastano pochi minuti per popolare la home di widget ed iniziare ad apprezzare le potenzialità di Honeycomb.

Due elementi della tradizionale interfaccia utente degli smartphone Android sono stati sensibilmente migliorati: ci riferiamo al menu per la gestione delle applicazioni aperte in memoria e alla sezione dedicata alle notifiche e al menu rapido (che si trova nell'angolo in basso a destra dello schermo). Il tasto dedicato al multitasking appare molto più funzionale del tradizionale pulsante home degli smartphone Android e consente di spostarsi tra le app in maniera molto rapida. Il sistema di notifiche è decisamente efficiente, mentre il nuovo menu rapido contiene le scorciatoie alle principali funzioni come l'attivazione della modalità aereo, la gestione del WiFi o il blocco dell'orientamento dello schermo.

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Il nuovo menu dedicato alle applicazioni residenti in memoria (a sinistra ) e il menu rapido (a destra )

Android 3.0 Honeycomb resta la naturale evoluzione per tablet del sistema operativo nato su smartphone e non trascura di riaffermare le notevoli possibilità di personalizzazione dell'interfaccia. La personalizzazione delle 5 schermate in cui è articolata la home però avviene con una schermata appositamente dedicata, molto curata graficamente e facile da gestire. Tramite essa si possono aggiungere widget, personalizzare gli sfondi, aggiungere scorciatoie, etc. Il menu principale raggruppa tutte le applicazioni presenti nello smartphone consentendo di suddividerle in base al fatto che siano preinstallate o scaricate successivamente.

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La schermata di personalizzazione delle 5 schermate che compongono la home e il menu principale

Chiudiamo la nostra valutazione dell'interfaccia utente con una nota sulla modalità portrait. Sia l'interfaccia, sia gran parte delle applicazioni preinstallate supportano tale modalità. L'impressione che abbiamo ricevuto, tuttavia, è che con Honeycomb l'interfaccia utente si stata progettata per essere sfruttata al meglio in landscape. Almeno per il momento ci sono parti dello schermo che restano vuote quando si passa alla modalità portrait e applicazioni, anche molto importanti, come l'Android Market che non supportano tale modalità. A questo dato si aggiunge il fatto che l'orientamento in landscape di un tablet con uno schermo da 10" non sempre è operazione che incide favorevolmente sull'ergonomia di utilizzo.

 

Strumenti di input

Nel passaggio ad Honeycomb sono scomparsi i consueti pulsanti fisici degli smartphone Android. Scelta comprensibile e condivisibile visto che la superficie dello schermo è ampia e l'interfaccia tattile molto sensibile. L'Asus EEE Pad Transformer mette a disposizione due differenti tipi di tastiera e due layout per ogni tastiera ( QWERTY in portrait e in landscape ). La prima tastiera è quella nativa di Honeycomb e funziona al meglio nella modalità landscape grazie ai tasti di dimensioni generose. La seconda è quella personalizzata da Asus. 

La tastiera di Asus è risultata più scomoda di quella originale se tenuta in landscape per via dei tasti più piccoli, ma più adatta all'utilizzo in portrait. A queste note però se ne deve aggiungere un'altra relativa al metodo di immissione rapida del testo scelta da Asus. Da una parte il produttore taiwanese ha previsto un sistema di input del testo basato su un sistema simil-T9, dall'altra consente all'utente di scrivere semplicemente selezionando le singole lettere con un unico gesto senza mai sollevare il dito dallo schermo (una soluzione sostanzialmente analoga a quella di Swype).

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Le due tastiere virtuali in portrait : a sinisra quella nativa di Honeycomb, a destra quella personalizzata da Asus. Come si nota nello screenshot a destra la tastiera Asus  traccia una linea blu in corrispondenza delle lettere selezionate per l'immissione tramite il meccanismo simile a Swype

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I due layout della tastiera in landscape: a sinistra quella nativa Android e a destra quella di Asus che integra un sistema di suggerimenti delle parole

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I pulsanti fisici sono ridotti al minimo e comprendono esclusivamente quello di accensione e il bilanciere del volume

 

Connettività

La sezione connettività appare molto completa. All'Asus EEE Pad Transformer manca un modulo telefonico e quindi per connettersi alla rete utilizza esclusivamente l'interfaccia WiFi. Il dato apparentemente penalizzante lo è un po' meno tenuto conto della sempre maggiore diffusione di terminali Android 2.2 e superiori che integrano la modalità hotspot WiFi e che potrebbero entrare a far parte del set di strumenti tecnologici già posseduti dagli utenti che rientrano nel target dell'Asus EEE Pad Transformer. Oltre al WiFi è presente l'interfaccia Bluetooth, uno slot micro-SD e l'uscita video HDMI. A voler trovare il pelo nell'uovo si potrebbe obiettare che manca un connettore USB come avviene, ad esempio, nel caso dell'Acer Iconia Tab A500, ma per questo scopo Asus ha previsto l'introduzione della dock-station che integra 2 porte USB. Proprio la possibilità di connettere l'Asus EEE Pad Transformer alla dock-bar rappresenta un altro aspetto positivo che migliora la valutazione di questa sezione.

Alle soluzioni hardware vanno poi aggiunte quelle software che consentono di far dialogare il tablet sia con la rete, sia con gli altri PC presenti nella rete domestica. Torneremo sul punto nella sezione dedicata al software preinstallato.

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  Il pannello di gestione delle connessioni wireless

 

Funzioni telefoniche e messaggistica

Manca una sezione telefonica e manca quindi la possibilità di effettuare e ricevere chiamate, così come di inviare e ricevere SMS. Anche questo aspetto rappresenta un netto taglio con il passato. I tablet Android 2.2 infatti per funzionare correttamente necessitavano di una sezione telefonica proprio perchè Android 2.2 non era stato progettato per funzionare con dispositivi diversi dagli smartphone. Come conseguenza di tale scelta sul mercato sono stati immessi o tablet "castrati" (es. senza Market) oppure dispositivi con funzioni di opinabile utilità come l'integrazione di una sezione telefonica in un oggetto che deve affiancarsi allo smartphone e che non può essere maneggiato con la stessa comodità di uno smartphone. Asus non ha seguito nemmeno la strada dell'integrazione di un modulo telefonico per la sola modalità dati e questa scelta per alcuni utenti potrà forse risultare penalizzante (anche se, come ricordato prima, sono sempre più diffusi gli smartphone con funzioni di hotspot WiFi).

La sezione messaggistica si concentra quindi esclusivamente sulle e-mail e dobbiamo dire che anche da questo punto di vista il miglioramento reso possibile dallo schermo più ampio dell'Asus EEE Pad Transformer e dal rinnovato client mail di Honeycomb è tangibile, conservando la consueta efficienza del sistema di push mail di Google. 

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Il nuovo client di gestione della posta elettronica sfrutta in maniera intelligente l'ampia superficie del display

E'  sufficiente impostare il proprio account di Google per popolare con i propri contatti la sezione ad essi dedicata. Anche in questo caso lo spazio della nuova interfaccia utente è stato sfruttato in maniera ottimale.

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La schermata di composizione di una nuova mail e la rubrica contatti

 

Browser

Il browser di Honeycomb é stato sostanzialmente modificato rispetto a quello nativo di Android 2.X. Il rinnovamento non solo ha riguardato l'interfaccia utente, molto più simile a quella di Google Chrome in versione desktop, ma anche le funzionalità. Con pochi click è possibile impostare la navigazione in incognito, le funzioni sperimentali  che consentono di utilizzare un'interfaccia a tutto schermo con i controlli a scomparsa ai bordi del display e settare l'user agent per far rilevare il tablet dai vari siti web come un sistema desktop senza andare incontro alle restrizioni tipiche dei dispositivi mobili.

Uno dei punti di forza del browser è la compatibilità con i siti in  Flash. Dobbiamo ammettere che se la navigazione non risulta ancora fluida quanto quella di un sistema desktop i passi in avanti si stanno facendo e i risultati si iniziano a vedere anche grazie al prestante hardware dell'Asus EEE Pad Transformer. A tal riguardo dobbiamo sottolineare che Adobe Flash Player ha da poco ricevuto un nuovo aggiornamento in grado di abilitare l'accelerazione grafica anche con i video in Flash in alta risoluzione sulle future versioni del sistema operativo. Proprio lo streaming video in 720p inizia per ora a mostrare qualche incertezza che, crediamo, potrà essere risolta con i successivi aggiornamenti della piattaforma Android.

Per il resto il browser offre prestazioni velocistiche sicuramente in grado di non far rimpiangere quelle che è possibile ottenere con un netbook con il vantaggio di poter fare affidamento all'interfaccia tattile multitouch per rendere l'esperienza di navigazione ancora più immediata. Aggiungiamo che se con tablet dalla risoluzione dello schermo inferiore l'operazione del pintch-to-zoom avviene frequentemente, con l'Asus EEE Pad Trasformer, di fatto, sia in modalità landscape che in modalità portrait, lo zoom della pagina non sempre è indispensabile. L'elevata densità di pixel e la diagonale dello schermo rende le lettura sempre piacevole.

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La nuova interfaccia utente del browser, in questa schermata ritratto in modalità landscape. Nello screenshot a destra l'organizzazione dei preferiti

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Anche in modalità portrait la visualizzazione della pagina avviene senza costringere l'utente a zoomarla per leggerne alcune parti

 

Software preinstallato

La dotazione di software preinstallato nel tablet comprende le nuove applicazioni native del sistema operativo e alcuni software esclusivi sviluppati da Asus. Il software preinstallato copre non solo le esigenze più comuni, ma comprende anche strumenti in grado di soddisfare task specifici come l'ottima suite di strumenti office o i software per la condivisione e l'archiviazione dei contenuti in rete. Per quanto riguarda poi le nuove applicazioni di Google (galleria multimediale, cliente YouTube, file manager, calendario, market, etc ) notiamo la particolare cura per l'aspetto grafico e l'ottimizzazione per l'utilizzo con i tablet.

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La galleria multimediale raccoglie sia le immagini che i video e li organizza in cartelle a loro volta articolate in una struttura a mosaico. Il tema del mosaico contraddistingue il rinnovato client di YouTube che colpisce immediatamente per la nuova interfaccia che si può scorrere con un semplice gesto

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Sempre dedicato al multimedia è il nuovo player musicale. Nello screenshot a destra il file manager con una grafica chiara e in grado di sfruttare pienamente l'ampia superficie che il tablet mette a disposizione. Android si riconferma un sistema operativo molto flessibile che consente all'utente di compiere senza restrizioni le tradizionali operazioni di modifica dei file

Tra i software che sono stati introdotti da Asus in esclusiva per l'EEE Pad Transformer ricordiamo My Cloud e My Net. Il primo è una suite composta da tre applicazioni: My Content, che permette di accedere al servizio di archiviazione remota offerto gratuitamente per 1 anno da Asus, My Desktop, grazie al quale sarà possibile controllare in remoto il proprio PC tramite il tablet e il software Slashtop Remote ed infine @vibe per l'ascolto di internet radio e brani musicali in streaming. MyNet è l'applicazione dedicata alla condivisione dei contenuti multimediali all'interno della rete domestica.

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MyCloud e MyNet

Tra i software di Google sottoposti al "lifting" con Honeycomb figura anche il calendario, mentre è merito di Asus l'introduzione dell'applicazione MyLibrary che organizza in un'unica "libreria virtuale" gli e-book e le riviste in forma elettronica scaricate.

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Il calendario e MyLibrary

La suite Polaris Office, dedicata alla visualizzazione e alla creazione di documenti in formato Word, Excel e Powerpoint rappresenta un valore aggiunto non da poco per un tablet che ha l'ambizione di rimpiazzare il tradizionale netbook. Il valore della suite è indiscutibile e a nostro avviso è tra le migliori mai realizzate per un dispositivo mobilie. Alla ricchezza di funzioni si somma un'elevata compatibilità anche con documenti in formato Office caratterizzati da una formattazione del testo abbastanza ricca.

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Senza particolari accortezze ci siamo limitati ad effettuare un copia-incolla di due file  in formato Word ed Excel presenti nel nostro PC ottenendo la perfetta riproduzione del contenuto grazie a Polaris Office

Anche l'Android Market ha subito un lifting grafico e da questo punto di vista appare in ottima forma. Il quadro diventa meno positivo quando passiamo ad esaminare le applicazioni ottimizzate per l'utilizzo con Android 3.0 Honeycomb. Non è solo il fatto che numericamente siano abbastanza limitate (il che è comprensibile e fisiologico tenuto conto della giovane età della piattaforma) quanto piuttosto che sono mescolate insieme a quelle destinate agli smartphone e non contenute in un'apposita sezione. La compatibilità con le applicazione sviluppate per Android 2.X inoltre non è impeccabile: alcune applicazioni non si avviano del tutto, altre non sono completamente fruibili per la scarsa compatibilità ed altre ancora si aprono correttamente ma non valorizzano di certo l'ampio schermo del tablet. Dobbiamo aggiungere per chiarezza che la situazione delle app dedicate ad Honeycomb è in evoluzione e sembra volgere al meglio.

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L'interfaccia grafica del Market ha ricevuto con Honeycomb un ritocco estetico che l'ha resa ancora più fruibile sui tablet

 

Fotocamera

La fotocamera principale dell'Asus EEE Pad Transformer utilizza un sensore da 5MP, è sprovvista di flash ma dotata di autofocus. Le operazioni di esposizione vengono affidate principalmente agli automatismi dell'esposimetro integrato, mentre per la preliminare messa a fuoco si ricorre alla prolungata pressione del pulsante di scatto integrato nell'interfaccia. Il software anche se non propriamente scarno non è così ricco di opzioni e di conseguenza la versatilità della fotocamera non raggiunge livelli elevati. Più nello specifico è possibile intervenire sui seguenti parametri:

  • Zoom ( digitale ovviamente )
  • Bilanciamento del bianco ( selezionandolo tra automatico, incandescenza, diurna e neon)
  • Effetto colore ( che processa le immagini applicando una conversione in BN, in seppia o in negativo)
  • Impostazioni del software ( possibilità di attivare e disattivare il geo-tag delle foto, correggere manualmente l'esposizione, selezionare la dimensione delle foto in MP e la qualità delle immagini tra normale, fine e superfine)

Non è supportata la funzione tap-to--focus (per selezionare manualmente il punto di messa a fuoco), nè  quella tap-to-expose (per scegliere il punto in cui la fotocamera dovrà misurare la luce). E' possibile però "switchare" in qualsiasi istante tra la fotocamera posteriore e quella anteriore.

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  L'interfaccia della fotocamera

Fatta questa premessa, passiamo ai risultati che purtroppo non ci hanno convinto pienamente. Gli anelli deboli della fotocamera a nostro avviso sono da identificare nell'ottica  sensibile a flare e riflessi, nell'esposimetro e nel meccanismo del bilanciamento del bianco che si sono rivelati in più occasioni tutt'altro che affidabili il Il primo in condizioni di scarsa luminosità tende a privilegiare le zone poco illuminate sovraesponendo quelle che lo sono di più e non offre la possibilità di modificarne il funzionamento se non intervenendo manualmente sull'esposizione. Il bilanciamento del bianco in più occasioni ha manifestato la tendenza ad introdurre colorazioni fredde anche con luce diurna se lasciato lavorare in automatico (ved prima foto macro). L'autofocus al contrario è apparso sempre pronto e reattivo.

I risultati con luce diurna ottimale e bilanciando manualmente il bianco non sono disprezzabili, per quanto non manchino accenni di rumore digitale anche nelle parti più illuminate . Gli stessi risultati tendono a peggiorare in maniera inversamente proporzionale alla quantità di luce. Negli scatti in interni e in quelli notturni il rumore digitale inizia a diventare molto evidente e fastidioso soprattutto perchè si tratta di rumore di crominanza. Discorso a parte meritano le macro che in virtù della distanza minima di messa a fuoco adeguata consentono di spingersi molto vicino al soggetto ed offrono un livello di dettaglio adeguato.

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Foto in esterno

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Foto in interno

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Foto Macro (foto a sinistra con bilanciamento del bianco in automatico)

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Foto notturna (esposizione manuale -1)

L'Asus EEE Pad Transformer è in grado di acquisire video alla risoluzione massima di 720p. Dal punto di vista della versatilità la sezione dedicata alla registrazione video riduce ulteriormente le opzioni a disposizione non consentendo lo zoom (nè prima, nè durante la ripresa) e scegliendo l'impostazione a fuoco fisso dell'ottica piuttosto che il ricorso all'autofocus. Questo ultimo dato si traduce nell'impossibilità di ottenere riprese macro perfettamente a fuoco, perchè il piano di fuoco supera i 30 cm di distanza. Per quanto riguarda i risultati si ripropongono le incertezze del bilanciamento del bianco in maniera ancora più netta ed evidente (un conto è un'immagine fissa con bilanciamento del bianco errata, altro è un flusso video con fotogrammi registrati con tonalità differenti). Il frame rate si mantiene su discreti livelli, anche se non manca qualche incertezza. Note finali purtroppo dolenti vengono dalla registrazione audio di scarsa qualità e, almeno nel nostro esemplare, contraddistinta da un fastidioso disturbo di fondo, e dal livello di dettaglio delle immagni non propriamente di alto livello.


Asus EEE Pad Transformer

 

GPS

L'Asus EEE Pad Transformer integra un modulo GPS che si è rivelato molto prestante. Dopo pochi secondi dall'avvio del nostro consueto software diagnostico del GPS,  nell'area visibile nella screenshot in basso a destra, da considerare un vero e proprio campo aperto pur collocato in un centro abitato, il tablet è riuscito ad agganciare 9 dei 10 satelliti visibili con una buona intensità del segnale. Anche Android 3.0 Honeycomb integra sia Google Maps che il Navigatore già visto su smartphone. Quasi superfluo sottolineare come la visualizzazione delle mappe su uno schermo da 10" ad elevata risoluzione è molto più gradevole e dettagliata di quella ottenibile su uno smartphone con display di piccole dimensioni. Resta inteso il fatto che la soluzione preinstallata di Google dedicata alla navigazione GPS assistita richiede una connessione al web per essere sfruttata al meglio e questo crea qualche problema in più nel caso dell'Asus EEE Pad Trasformer che non può utilizzare un modulo dati 3G. Noi abbiamo utilizzato uno smartphone Android dotato di funzione hotspot WiFi, ma siamo consapevoli che la soluzione potrebbe non essere praticabile da tutti gli utenti.

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L'Asus EEE Pad Transformer aggancia 9 dei 10 satelliti visibili in campo aperto dopo pochi secondi dall'avvio del modulo GPS. Il navigatore integrato nel sistema operativo necessità della connessione al web per scaricare le mappe

 

Autonomia

Avevamo sottolineato come Android 3.0 possa essere considerato a tutti gli effetti Android 2.X alla massima potenza. Quando passiamo ad esaminare i risultati dell'autonomia ne abbiamo conferma. Utilizzando gli smartphone Android ne abbiamo apprezzato la notevole possibilità di personalizzazione resa possibile dai numerosi widget aggiornati in tempo reale, ma spesso non abbiamo osato appesantire eccessivamente la home o abusare delle applicazioni che prevedono aggiornamenti periodici dei contenuti connettendosi al web. Con Android 3.0 Honeycomb tutto questo è possibile e lo è grazie alle batterie di generose dimensioni che possono essere installate in tablet come l'Asus EEE Pad Transformer. Per una volta abbiamo dato libero sfogo alle nostre esigenze attivando le notifiche, gli aggiornamenti dei widget ogni 2-3 ore e soprattutto abbiamo letteralmente riempito di widget la home del nostro tablet come abbiamo sempre sognato di fare con lo smartphone Android che usiamo di solito. Anche in questo difficile scenario d'uso abbiamo proceduto a ricaricare il terminale in media ogni 2 giorni. Tra le attività più avide di energia figura il browser chiamato a gestire siti in Flash in grado di far calare rapidamente il livello di  batteria, ma in conclusione possiamo ritenerci soddisfatti dalle prestazioni dell'Asus EEE Pad Transformer e dalla sua batteria.

 

Conclusioni

Giunti alla fine della nostra prova ci sentiamo di promuovere l'Asus EEE Pad Transformer seppur con qualche riserva legata in particolar modo all'apparente immaturità della piattaforma. Il dispositivo dal punto di vista hardware appare ben bilanciato e presenta solo alcune sbavature nell'assemblaggio e una fotocamera un po' sottotono. Il display ci ha convinto della scelta di aumentare ancor di più la risoluzione rispetto allo schermo dell'iPad che attualmente rappresenta di fatto lo standard con cui confrontarsi. Un'elevata densità di pixel non fa altro che ampliare le possibilità di impiego del tablet rendendo sempre più godibile lo svolgimento di attività come la lettura di un ebook o di una rivista digitale o la semplice navigazione web senza necessità di zoomare le pagine. Tegra 2 ci è sembrato un po' affaticato in determinate occasioni a muovere l'interfaccia e forse inizia a mostrare prematuramente i suoi limiti quando è chiamato a gestire la notevole massa di pixel dello schermo. Sarà interessante valutare i miglioramenti apportati dai successivi aggiornamenti della piattaforma a livello di driver.

Veniamo al lato software, ovvero ad Honeycomb. La nuova struttura dell'interfaccia utente ci ha convinto, così come ci hanno convinto le nuove applicazioni personalizzate per il tablet. Honeycomb a nostro avviso ha delle notevoli potenzialità ma deve correggere gli immancabili difetti di giovinezza come gli sporadici freeze, le disconnessioni dall'Android Market e l'interruzione improvvisa anche delle applicazioni preinstallate. Sia chiaro che tutti i problemi appena descritti sono perfettamente risolvibili con interventi software che speriamo verranno rilasciati al più presto. Stesso augurio facciamo all'Android Market che dovrà popolarsi di sempre maggiori applicazioni dedicate ad Honeycomb. I segnali positivi in tale direzione per fortuna non mancano.

Passiamo al target di utenti ai quali consigliamo  l'Asus EEE Pad Transformer. Come ricordato nel corso della recensione, Android 3.0 Honeycomb amplifica al massimo le caratteristiche peculiari di Android 2.X (widget, personalizzazione, supporto a Flash, servizi di Google, etc). Chi è già fidelizzato ai prodotti Android non avrà difficoltà ad effettuare il passaggio all'Asus EEE Pad Transformer, a tutti gli altri suggeriamo di provare il prodotto prima di effettuare l'eventuale acquisto.

Chiudiamo con la domanda che probabilmente molti si staranno ponendo, ovvero se l'Asus EEE Pad Transformer è in grado di essere un serio concorrente dell'iPad di Apple. Personalmente nella "guerra" tra le opposte fazioni non entriamo non tanto perchè  essere neutrali è una posizione molto diplomatica, ma perchè a nostro avviso competizione non c'è trattandosi di prodotti profondamente diversi. La filosofia "app-centrica" di Apple non si può scontrare con quella del concentrare in poche schermate il contenuto di numerose applicazioni e widget,  non è confrontabile la natura blindata di iOS con quella aperta anche al modding estremo di Android, non lo è per finire il diverso approccio alla navigazione internet contro o pro Adobe Flash. All'utente la scelta in base alle sue personali esigenze sperando di essere riusciti a dare degli utili input in tal senso.

 

Pregi

  • Display da 10" con elevata densità di pixel
  • Costruzione curata
  • Sistema operativo con supporto nativo ai processori dual-core
  • Interfaccia grafica curata e personalizzabile
  • Uscita HDMI integrata
  • Autonomia
  • Suite office preinstallata con possibilità di editing dei file
  • Compatibilità con dock station con tastiera QWERTY e batteria aggiuntiva

 

Difetti

  • Qualche sbavatura nell'assemblaggio
  • Sistema operativo bisognoso di affinamenti
  • Prestazioni della fotocamera migliorabili

 

Voto di AgeMobile: 8

  • Costruzione: 7,2
  • Display: 9
  • Prestazioni: 7,8
  • Ergonomia: 8,5
  • Connettività: 8
  • Multimedia: 8,2
  • Fotocamera: 6.5
  • Autonomia: 9
Sistema Operativo: 
Contenuto
Altro: 

huawei ideos s7 slimScheda Tecnica – Huawei IDEOS S7 Slim
Tablet
Google Android 2.2

 

Categoria:

  • Tablet

Sistema Operativo:

  • Google Android 2.2 Froyo

Funzionalità telefoniche:

  • UMTS, EDGE , GPRS e GSM velocità HSDPA 7.2 Mbps
  • Funzionalità dati e voce

Display e tastiera:

  • 7” pollici, WVGA, Touch capacitivo

Processore e memoria:

  • Processore Qualcomm dual core da 1 GHz
  • RAM 512 MB
  • ROM 8 GB
  • Espandibilità tramite microSD

Fotocamera integrata:

  • 3.2 MP
  • Fotocamera anteriore per le videochiamate

GPS integrato:

  • Si

Connettività:

  • Bluetooth 2.1
  • Wi-Fi 802.11n
  • Uscita video micro HDMI
  • microUSB
  • Jack audio da 3,5 mm

Funzioni aggiuntive:

  • Facebook, MSN e Twitter preinstallati
  • Tutte le applicazioni Google (Gtalk, Gmail, Google Search, Maps e Calendar) e le migliaia di App disponibili sull’Android market

Batteria:

  • 3250 mAh agli ioni di litio
  • Fino a 6 ore di playback audio, oltre 48 in stand-by

Dimensioni e peso:

  • 210 × 109 × 12.5mm
  • 440 grammi batteria inclusa

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Immagini:

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Sistema Operativo: 
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Soggetto: 
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