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Google obbliga i produttori a rilasciare le patch di sicurezza

Google sembra aver intrapreso finalmente azioni concrete per eliminare o almeno attenuare il problema della frammentazione Android. Pensate che a maggio 2018 solo il 5% circa degli smartphone Android sul mercato può contare su Android 8.0 o 0 8.1 Oreo. L’introduzione di Project Treble, il rilascio di Android P Beta anche su smartphone non Pixel e anche con un software pesantemente personalizzato dal produttore e il crescente interesse verso il progetto Android One dovrebbero iniziare a dare i primi frutti proprio nel passaggio da Oreo ad Android P.

Ma se gli avanzamenti di versione Android sono spesso complessi da gestire, Google ha deciso che non ci sono più scuse per non rilasciare le patch di sicurezza. E così al Google I/O si sta discutendo in merito a questo argomento: pare che Google voglia inserire il rilascio delle patch di sicurezza nei termini dell’accordo con i vari produttori che utilizzano Android come sistema operativo.

Al momento non sono stati diffusi dati e informazioni sull’entità di questo accordo che potrebbe quindi prevedere il rilascio di patch di sicurezza mensili per un determinato periodo dal lancio sul mercato, un po’ come avviene sui Google Pixel 2 che riceveranno patch di sicurezza per tre anni ma avanzamenti di versione garantiti solo per due anni.

La cosa certa è che con tutte le app dannose che continuano ad arrivare sul Play Store Google non può permettersi di trascurare l’aspetto della sicurezza e se i produttori non ci arrivano da soli, ogni tanto una bella strigliata ci vuole. Speriamo ora che i vari brand non facciano i furbi mentendo sulle patch di sicurezza come avvenuto qualche settimana fa.

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