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Fujitsu potrebbe lanciare il primo smartphone con scanner delle vene

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Crediamo un po’ tutti che sia l’azienda di Cupertino ad aver inaugurato l’era della biometria nel settore mobile, integrando un sensore per il riconoscimento delle impronte digitali nel suo top di gamma iPhone 5S e, allo stesso tempo, pensiamo che questa tecnologia sia stata migliorata dall’azienda sudcoreana, presentando allo scorso Mobile World Congress di Barcellona il Samsung Galaxy S5, dotato di uno scanner simile, ma perfezionato rispetto a quello dello smartphone avversario.

Quello che non sappiamo, però, è che Fujitsu, già da un po’ di tempo, ha iniziato ad adottare questa tecnologia in alcuni sui dispositivi mobili, come ad esempio il tablet Arrows Tab FJT21, ma non è tutto e, infatti, il produttore nipponico si è spinto oltre, ritenendo che è possibile ottenere una sicurezza maggiore con la scansione delle vene del palmo della mano.

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Fujitsu PalmSecure: lo scanner biometrico del palmo della mano

Da diversi anni Fujitsu offre lo scanner biometrico PalmSecure in alcuni prodotti quali notebook o chiavette USB, nonché una versione dello scanner dell’azienda giapponese è utilizzati anche negli ATM di alcune banche per identificare le persone e prevenire le frodi.

La dimensione degli scanner biometrici delle vene del palmo della mano, però, non ne ha consente l’integrazione nei dispositivi mobili, ma recentemente è stata prodotta una versione del dispositivo grande come un francobollo che è già stata stata integrata nel tablet Arrows Q704/H.

Per poter usare la tecnologia di scansione delle vene del palmo della mano in uno smartphone, però, è necessaria un’ulteriore miniaturizzazione e, contrariamente a quanto potremmo pensare, tale tecnologia non richiede un’ampia superficie.

Infatti, PalmSecure sfrutta la luce con lunghezza d’onda vicina al sensore a raggi infrarossi per confrontare il palmo della mano con il campione memorizzato nel chip.

Secondo Fujitsu la scansione delle vene garantisce risultati migliori rispetto a quella delle impronte digitali, ottenendo una percentuale di falsi positivi pari allo 0,00008%, ritenendo anche che questo tipo di autenticazione potrebbe essere bypassata, ad esempio, staccando un dito alla vittima, mentre con PalmSecure il processo di riconoscimento sarebbe più sicuro in quanto funziona solo se il sangue scorre nelle vene della mano.

Al momento non è noto quando PalmSecure di Fujitsu sarà adottata sugli smartphone, né se verrà concessa in licenza a produttori di terze parti, ma le ultime indiscrezioni ci suggeriscono che l’azienda sarebbe già al lavoro su un telefonino intelligente dotato di questa tecnologia.

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