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Dipendente Apple licenziato per i suoi commenti ironici su Facebook

E' una cosa piuttosto normale che le compagnie proibiscano ai propri dipendenti di fare o dire qualcosa che possa in qualche modo mettere a rischio i segreti aziendali o la stessa credibilità della società.

Apple

Ed è in quest'ottica che va valutata la vicenda del dipendente Apple recentemente licenziato a causa delle sue "esclamazioni" sull'iPhone, pubblicate sulla pagina Facebook dedicata al personale dell'azienda di Cupertino.

L'ex impiegato, uno specialista di uno store di Norwich, aveva commentato "ironicamente" un'applicazione per iPhone (colpevole di aver fatto impazzire il fuso orario del melafonino) e la pubblicazione su iTunes della collezione dei Beatles.

Nonostante il dipendente abbia lamentato che si sia trattato di un licenziamento privo di giusta causa c'è da evidenziare che la politica di Apple in materia è piuttosto radicale e non sono permesse critiche di qualsiasi tipo al marchio.

E, a quanto pare, il tribunale ha dato ragione all'azienda di Cupertino.

Fonte: Metro (via pocketnow,com)

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E’ una cosa piuttosto normale che le compagnie proibiscano ai propri dipendenti di fare o dire qualcosa che possa in qualche modo mettere a rischio i segreti aziendali o la stessa credibilità della società.

Apple

Ed è in quest’ottica che va valutata la vicenda del dipendente Apple recentemente licenziato a causa delle sue “esclamazioni” sull’iPhone, pubblicate sulla pagina Facebook dedicata al personale dell’azienda di Cupertino.

L’ex impiegato, uno specialista di uno store di Norwich, aveva commentato “ironicamente” un’applicazione per iPhone (colpevole di aver fatto impazzire il fuso orario del melafonino) e la pubblicazione su iTunes della collezione dei Beatles.

Nonostante il dipendente abbia lamentato che si sia trattato di un licenziamento privo di giusta causa c’è da evidenziare che la politica di Apple in materia è piuttosto radicale e non sono permesse critiche di qualsiasi tipo al marchio.

E, a quanto pare, il tribunale ha dato ragione all’azienda di Cupertino.

Fonte: Metro (via pocketnow,com)

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