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Sfida: Nokia N8 vs iPhone 4 vs Canon PowerShot A590

nokia n8 iphone 4Continuiamo a mettere alla prova il candidato più quotato per l'ambito titolo di miglior camera-phone, ovvero il Nokia N8, in una comparativa che lo vede affrontare l'iPhone 4 di Apple e la fotocamera compatta Canon Powershot A590.

 

La scelta dei partecipanti

Iniziamo a chiarire quali sono stati i criteri che hanno portato a scegliere i due contendenti del Nokia N8. Sia l'iPhone 4 che la nostra collaudata fotocamera compatta sono prodotti molto diversi dal Nokia N8. L'iPhone 4 di Apple, pur non essendo un camera-phone puro, rappresenta , a nostro avviso, un prodotto molto interessante grazie al  sensore dotato di retroilluminazione che garantisce ottime prestazioni in condizioni di luce scarsa. L'altro candidato scelto è una fotocamera compatta con un paio di anni sulle spalle, ma che ben rappresenta la fascia di mercato che, secondo noi, potrebbe essere presto fagocitata da smartphone come il Nokia N8, ovvero quella delle fotocamere compatte che rientrano nel range di prezzo compreso tra i 100 e i 150 euro.

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Abbiamo riflettuto sull'opportunità di includere nella prova comparativa anche una fotocamera reflex, ma abbiamo concluso che la prova, pur per certi versi interessante, non avrebbe aiutato l'utente a scegliere il prodotto adatto alle proprie esigenze. Una fotocamera reflex è un prodotto che offre, al di là della qualità dell'immagine, delle caratteristiche tecniche che nessuna compatta o camera  phone è in grado di eguagliare  (basti pensare alla rapidità di scatto, alle ottiche intercambiabili, etc ). e l'utente che si orienta verso una fotocamera reflex non si pone nemmeno il dubbio se fosse stato meglio optare su una fotocamera compatta.

L'innalzamento del livello qualitàtivo che negli ultimi mesi abbiamo registrato nel segmento di mercato dei camera-phone, al contrario, potrebbe essere in grado di rendere le fotocamere compatte dei "doppioni" ingombranti dei camera-phone. Per stabilire se tale ultima ipotesi corrisponde a verità, non ci resta che appurare sul campo il divario esistente tra una fotocamera compatta e due ottimi rappresentati degli smartphone con una fotocamera molto prestante.

 

La metodologia di test

Abbiamo cercato di mettere alla prova i tre candidati nei più disparati scenari d'uso, simulando l'approccio che un utente medio ha con le impostazioni della fotocamera, ovvero abbiamo scelto di lasciare attivati il maggior numero di automatismi. Nella descrizione dei risultati dei singoli test, in ogni caso, abbiamo messo in evidenza alcune differenze nel funzionamento dei due smartphone, riassunte ancor meglio nella parte finale della comparativa.

 

Dettaglio e contrasto

L'obiettivo di questa prova  è quello di stablire la quantità di dettagli e il livello di contrasto e microcontrasto che i sensori delle tre fotocamere, unitamente alle ottiche e al software di gestione, sono in grado di restituire.

Preliminarmente è doveroso sottolineare che ci troviamo di fronte a tre dispositivi che presentano una risoluzione molto diversa tra loro: l'iPhone 4 riesce a scattare foto con una risoluzione massima pari a 5MP, la nostra compatta arriva ad 8MP, mentre al Nokia N8 spetta il gradino più alto del podio grazie al sensore da ben 12MP. Per evitare di far pesare eccessivamente la diversa risoluzione nei risultati del test, abbiamo scelto di riportare alla dimensione più bassa (quella dell'iPhone 4) le foto scattate dal Nokia N8 e dalla Canon A590 dalle quali abbiamo ricavato i crop al 100% utili per determinare il livello di dettaglio (in entrambe i casi abbiamo applicato una maschera di contrasto nella misura strettamente necessaria ad annullare la perdita di dettaglio conseguente al ridimensionamento).

Passiamo ad esaminare i risultati che si articolano, per ciascuna fotocamera, in: resa complessiva dell'immagine ( prima foto ), resa al centro ( primo dei due crop al 100%) e resa ai bordi (secondo crop al 100%).

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La performance del Nokia N8  è convincente nonostante un livello di contrasto non particolarmente spinto se si sceglie la modalità auto. Tale circostanza non è necessariamente un male perchè un po' di contrasto si può sempre aggiungere a posteriori, mentre è molto più difficile correggere una scena con bianchi al limite della bruciatura e toni scuri privi di dettaglio.

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Buono il dettaglio al centro, mentre quello ai bordi fa registrare una lieve perdita di definizione.

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L'iPhone 4 riproduce la scena con un livello di contrasto molto alto che aumenta la percezione della nitidezza dell'immagine. Abbiamo notato anche nel corso degli altri nostri test che il contrasto elevato è un tratto distintivo della fotocamera di iPhone 4. Tale tendenza della fotocamera si può rivelare vincente quando la scena all'origine ha poco contrasto, ma può rivelarsi controproducente in presenza di una scena che presenta zone con notevoli differenze di luminosità.

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Esaminando i crop si nota che non è solo il contrasto a migliorare il dettaglio, ma anche il software che sembra privilegiare la riproduzione dei particolari a costo di produrre una scena con un po' più di rumore digitale (che resta in ogni caso entro un range accettabile). Tentuto conto della resa al centro e ai bordi, la foto scattata dall'iPhone 4 appare la più bilanciata in termini di dettaglio su tutto il fotogramma.

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Chiudiamo con la Canon PowerShot A590 che sceglie un approccio simile a quello utilizzato dal Nokia N8 e non forza eccessivamente il contrasto della scena.

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Quando si passano ad esaminare i crop al 100%, ci si accorge che la compatta, soprattutto nella resa al centro è in grado di far emergere dei dettagli in precedenza mai visti. In particolar modo nel crop centrale si nota una trama sul giallo e sull'aracione che non era emersa nelle foto scattate dal Nokia N8 e dall'iPhone 4. La prestazione subisce una lieve flessione ai bordi, ma resta in ogni caso apprezzabile.

Alla fine del test, il Nokia N8, dotato della fotocamera dalla risoluzione più elevata, sembra anche essere quello che ottiene la prestazione peggiore in termini di dettaglio delle foto. Tale conclusione non deve sembrare un paradosso al lettore, ma un'inevitabile conseguenza della scelta di "stipare" su un sensore di piccole dimensioni, un elevato numero di pixel. In tale scenario il software è chiamato necessariamente a ridurre un po' il dettaglio per contenere il rumore digitale. Sensori con risoluzione inferiore, come quelli dell'iPhone 4 sono avvantaggiati da questo punto di vista e bilanciano la risoluzione meno elevata con un maggior numero di dettagli. Lo scettro di vincitore in ogni caso compete alla nostra compattina che è ancora in grado di offrire la prestazione migliore del gruppo.

Da sottolineare, in ogni caso che tali differenze, abbastanza evidenti in fase di test, lo sono molto meno nell'utilizzo reale e variano in relazione alla destinazione d'uso delle foto. In altri termini, è abbastanza evidente che le differenze non saranno percepibili dall'utente se la foto verrà visualizzata solo sullo schermo dello smartphone o condivisa nel web a risoluzione medio-bassa.

 

Bilanciamento del bianco

Per mettere alla prova l'efficienza del meccanismo di bilanciamento del bianco dei nostri tre contendenti, abbiamo scelto una condizione di test particolarmente difficile da affrontare, ovvero una scena illuminata dalla luce artificiale prodotta da un'unica lampada ad incandescenza. Oggetto del nostro test è stabilire quale tra tre partecipanti riesce ad ottenere il miglior risultato in termini di fedeltà cromatica alla scena originale.

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Il Nokia N8 a sinistra, a prima vista produce un risultato apprezzabile, ma è sufficiente riflettere sulla resa cromatica delle castagne, per renderci conto che il bilanciamento del bianco ha introdotto delle tonalità tendenti al rosso e al magenta che sono assenti nella scena originale. L'iPhone 4 a destra sembra fare meglio, anche se continuiamo a riscontrare una  persistente differenza nella resa cromatica tra la foto e la scena originale dovuta in questo caso una maggiore saturazione dei toni gialli.

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La compatta Canon PowerShot A590 produce il risultato migliore in termini di blianciamento del bianco, riproducendo la scena nella maniera più fedele alla scena orginale. Possiamo finalmente osservare il tratto cromatico corretto sia delle bucce delle castagne, sia della carta che le avvolge.

Le nostre conclusioni per quanto riguarda il test sul bilanciamento del bianco si possono sintetizzare con la constatazione del fatto che anche una fotocamera compatta con qualche annetto sulle spalle può risultare più affidabile di un moderno smartphone in condizioni di luce particolarmente difficili da gestire.

 

Modalità macro

Nella prova dedicata alle riprese ravvicinate entrano in gioco dei fattori che penalizzano leggermente il Nokia N8. Ci riferimao in particolar modo ad una distanza minima di messa a fuoco che appare superiore a quella dell'iPhone 4 e della Canon PowerShot A590 e che non consente di spingerci troppo vicino al soggetto. Esistono dei "trucchi" per ovviare a questo limite, come ad esempio, attivare lo zoom digitale che nel caso del Nokia N8 è di ottima fattura, ma dobbiamo in ogni caso sottolineare che senza intervenire manualmente, il Nokia N8 offre meno versatilità degli altri due contendenti. Alla luce dei risultati delle nostre prove è consigliabile inoltre attivare la modalità macro dalle impostazioni della fotocamera, per ottenere i risultati migliori anche dal punto di vista delle prestazioni dell'autofocus, che sembra avere qualche problema in più se opera in modalità auto.

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Il Nokia N8 (foto a sinistra), alla distanza limite oltre la quale avremmo ottenuto un soggetto completamente fuori fuoco, esibisce una buona prestazione in modalità macro, anche in termini di qualità di immagine. Altrettanto fa l'iPhone 4 ( foto a destra) che ha un autofocus molto affidabile e restituisce  un buon dettaglio. La prestazione del melafonino in termini assoluti delude un po' in questa foto per quanto riguarda la resa dei colori, molto più "freddi " di quelli del Nokia N8. A determinare la prestazione non del tutto convincente è intervenuta la lampada fluorescente che ha illuminato la scena, risultata non particolarmente "gradita" alla fotocamera dell'iPhone 4 (con tale illuminazione non sono infrequenti casi di foto con aloni rosati al centro del fotogramma).

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La Canon PowerShot A590 anche in questo caso mostra di avere ancora qualche asso nella manica, offrendo la prestazioni più equilibrata tenuto conto del dettaglio, della resa cromatica, dell'affidabilità dell'autofocus e della distanza minima di messa a fuoco

Non nascondiamo che la scelta effettuata da Nokia per quanto riguarda le specifiche dell'obiettivo non incontrano i nostri favori. Come sarà ancora più chiaro nella prova dedicata ai video, la distanza minima di messa a fuoco del Nokia N8 non è da primo della classe e a nostro avviso, non del tutto adeguata ad uno smartphone che si pone, attualmente, come il miglior camera phone sul mercato. Non ci è piaciuto molto dover ricorrere allo zoom digitale per ottenere un ingrandimento ancora maggiore dei nostri oggetti (anche se i risultati appaiono indubbiamente di alto livello), nè abbiamo gradito dover focheggiare più volte l'oggetto per ottenere una messa a fuoco corretta a causa di un autofocus che non sempre si è rivelato preciso. La prestazione dell'iPhone 4 ci è apparsa più equilibrata, peccando solo nel caso specifico di una fedeltà cromatica al di sotto delle aspettative per le ragioni esposte poc'anzi. Nel complesso la compatta Canon riesce, seppur di poco, a superare gli altri due contendenti tenuto conto dei vari fattori che influenzano la valutazione finale.

 

Flash

Il Nokia N8 parte avvantaggiato rispetto all'iPhone 4 per quanto riguarda la potenza del flash potendo contare su un doppio flash allo Xeno a differenza dell'iPhone 4 che utilizza un modulo basato su un unico flash a LED. Per mettere alla prova i nostri contendenti, abbiamo scattato una foto in un ambiente in penombra, situazione in cui il flash rappresenta la principale fonte di illuminazione della scena. La distanza dal soggetto è stata la medesima per tutte e tre le fotocamere.

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Nella foto a sinistra il Nokia N8 (foto a sinistra) dimostra di essere in grado di illuminare adeguatamente la scena al pari dell'iPhone 4 (foto a destra). La differenza principale di resa tra i due scatti riguarda il differente livello di contrasto. Il Nokia N8 riproduce i colori in maniera più naturale e con meno contrasto rispetto a quanto non faccia l'iPhone 4 che tende ad aumentare il contrasto sino a bruciare la zona centrale della foto. Questo comportamento in ogni caso non è da addebitare al flash, quanto ad un diverso modo di funzionamento del sistema esposimetro/punto di messa a fucoo, come diremo meglio in seguito.

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La nostra Canon Powershot  A590 riesce a fare meglio del doppio flash allo Xeno del Nokia N8 quando si considera la quantità di luce che il flash è in grado di produrre. La scena è illuminata in maniera omogenea e la vignettatura ai bordi è presente in misura molto ridotta.

Parliamoci chiaramente, nessun serio appassionato di fotografia, anche in possesso di una reflex evoluta, considera i flash integrati nelle fotocamere adeguati ad un uso "ragionato" di tale fonte di illuminazione artificiale. Spesso nelle fotocamera professionali il flash integrato manca del tutto, perchè si è soliti ricorrere a flash esterni, molto più flessibili da gestire rispetto a quelli integrati. Il flash integrato nelle fotocamere reflex viene usato solo per "schiarire" l'immagine e quasi mai come principale fonte di illuminazione della scena.

In un contesto differente, ovvero quello "amatoriale" il flash deve fornire potenza sufficiente per porre rimedio a situazioni di "emergenza" (quando non c' è altro modo per portare a casa lo scatto se non quello di ricorrere ad una fonte di luce extra). Da questo punto vista, anche i flash integrati negli smartphone come il Nokia N8 e l'iPhone 4 sono in grado di svolgere questo compito, così come fa la nostra compattina.

 

Scatto in notturna senza flash

Abbiamo appena finito di commentare i risultati del test del flash, ma lo scatto in condizioni di bassa luminosità può avvenire anche senza ausilio del flash per una serie di motivazioni. Una delle ragioni che può suggrire di non ricorrere al falsh, ad esempio, può riguardare la scelta di preservare l'atmosfera della scena che potrebbe essere compromessa ricorrendo ad una fonte luminosa non presente in origine. Altro motivo che potrebbe far scegliere la strada dello scatto in notturna senza flash potrebbe riguardare l'esigenza di non mescolare fonti luminose con temperatura di colore differente (es. flash della macchina con luce fredda e illuminazione cittadina dalle tonalità calde).

Scattare una foto in notturna senza flash mette a dura prova diverse sezioni di una fotocamera: il diaframma dell'obiettivo deve essere in grado di aprirsi a sufficienza per far entrare la luce necessaria, il software di gestione deve trovare il giusto bilanciamento per contenere il rumore digitale (che aumenta col diminuire della della luce) senza annientare il dettaglio della scena. Anche lo stesso fotografo è chiamato a prestare ancora più attenzione in fase di scatto, considerato che i tempi lunghi di scatto, possono creare un mosso difficile da controllare, specie se si scatta a mano libera.

Fatta questa doverosa premessa, non ci resta che esaminare i risultati ottenuti dai contendenti, sottolineando ancora una volta la nostra scelta di demandare alla modalità di funzionamento in automatico la gestione della scena.

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Il Nokia N8 esibisce una prestazione sicuramente convincente tenuto conto delle difficoltà della scena. Il rumore digitale si mantiene entro un range accettabile e la foto sembra idonea anche ad una stampa di dimensioni non troppo grandi.


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Buona anche la prestazione del sensore dell'iPhone 4 che, grazie alla retroilluminazione del sensore, riesce a gestire altrettanto bene le difficili condizioni di luce.
 

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La nostra fotocamera compatta mostra un approccio alla scena completamente diverso dagli altri due contendenti e sembra privilegiare uno scatto realizzato con un diaframma più chiuso e un tempo di scatto più breve per evitare il mosso. Molti dettagli mancano rispetto alle altre due foto, ma il risultato è quello che appare il più fedele all'atmosfera originale della scena.

Alla luce dei risultati della prova, possiamo affermare che sia il Nokia N8 che l'iPhone 4 sono stati in grado di offrire una prestazione molto convincente, che ci permette di annoverarli tra i migliori camera phone adatti alle riprese in notturna. Nonostante il risultati in termini di qualità possano essere sostanzialmente sovrapponibili, ci sentiamo di premiare il Nokia N8 che parte notevolmente svantaggiato rispetto all'iPhone 4 a causa della maggiore risoluzione dello sensore. E' bene sottolineare, infatti, che al crescere del numero di megapixel, cresce in genere la quantità di rumore digitale, a parità di dimensione del sensore. Il risultato fatto registrare dal Nokia N8 denota un gran lavoro svolto dal software di gestione che riesce a contenere il rumore entro la soglia di guardia, senza rinunciare a mantenere un buon livello di dettaglio.

 

Zoom

Per quanto riguarda le prestazioni fatte registrare dallo zoom delle tre fotocamera oggetto dell nostra prova, possiamo subito mettere in evidenza alcuni punti fermi, prima di passare ad esaminare nel dettaglio le singole prestazioni. Il Nokia N8 unisce le gioie e i dolori di un'ottica che, se da una parte offre l'angolo di visione più ampio nelle focali grandangolari, dall'altro soffre il confronto con gli altri due contendenti quando si passa ad esaminare le prestazioni delle focali più lunghe. Il dato però deve essere correttamente intenso: la fotocamera del Nokia N8 ha un obiettivo che si spinge poco vicino al soggetto se confrontata con quella dell'iPhone 4 e della nostra fotocamera compatta. Al tempo stesso il livello qualitativo dello zoom digitale è tra i migliori che abbiamo avuto modo di provare nel corso delle nostre prove, tanto che consigliamo di usarlo quando riteniamo eccessiva la distanza che ci separa dal soggetto.

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La prima foto mostra la prestazione del Nokia N8 alla focale minima e massima. Per quanto riguarda le focali grandangolari il risultato è il migliore del gruppo, considerato che l'area inquadrata è più ampia sia di quella dell'iPhone 4 che della nostra fotocamera compatta. Quando passiamo ad esaminare la foto scattate impostando la focale più lunga, restiamo un po' delusi per quanto riguarda il livello di ingrandimento, anche se la qualità si attesta su livelli molto alti.

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Passiamo all'iPhone 4 che da una parte offre una discreta prestazione nelle focali grandangolari e dall'altra permette all'utente di spingersi più vicino al soggetto di quanto non sia possibile fare con il Nokia N8. Il giudizio è un po' meno positivo quando si passa ad esaminare la qualità della foto. Nel secondo scatto, infatti, possiamo notare un fisiologico ed inevitabile degrado della qualità dell'immagine a seguito dell'attivazione dello zoom digitale. Attivare tale feature sull'iPhone 4 è consigliabile solo in situazioni di emergenza quando non c'è altro modo per avvicinarsi al soggetto.

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Chiudiamo questa sezione esaminando i risultati ottenuti dalla nostra fotocamera compatta. La focale grandangolare è un po' meno ampia rispetto a quanto mostrato dal Nokia N8, ma la "vecchia" Canon Powershot A590 stabilisce il record assoluto per quanto riguarda la focale massima che offre il migliore ingrandimento del gruppo con una qualità sufficiente. Il merito va soprattutto allo zoom ottico che si somma a quello digitale.

Alcune considerazioni finali sono necessarie prima di passare al test successivo. Il Nokia N8 è consigliato a chi è solito scattare in ambienti di piccole dimensioni, al chiuso e in tutte quelle situazioni in cui è consigliabile usare un grandangolo (per es. scatti paesaggistici). Al tempo stesso, lo zoom digitale può essere attivato senza troppe remore sulla perdita di qualità. L'iPhone 4 si trova invece meno a suo agio negli scatti in ambienti di piccole dimensioni a causa della focale minima pià lunga di quella del Nokia N8, ma offre uno zoom molto più prestante dello smartphone Nokia (seppur obbligando l'utente ad accettare una consistente perdita di qualità d'immagine). Entrambe gli smartphone perdono poi terreno nei confronti di una fotocamera compatta con qualche anno sulle spalle a dimostrazione del fatto che i vantaggi dello zoom ottico sono tangibili ed ancora non alla portata degli smartphone, costretti a ripiegare sullo zoom digitale.

 

Registrazione video in 720P

Per la prova della registrazione video che conclude la nostra comparativa mettiamo da parte la Canon Powershot A590, incapace di registrare video in HD e lasciamo darsi battaglia il Nokia N8 e l'iPhone 4. L'abbandono della "lotta" da parte della Canon Powershot A590. che si limita ad acquisire video in SD riesce a dare l'idea dei notevoli progressi che negli ultimi anni sono stati compiuti dagli smartphone, oggi in grado di registrare video in alta definizione mandando in pensione le fotocamere compatte di qualche anno fa.

Tornando al test è necessario fare una premessa per mettere in evidenza alcune caratteristiche delle fotocamere del Nokia N8 e di iPhone 4 che emergono in fase di registrazione video. La fotocamera del Nokia N8, come detto già in precedenza, offre l'angolo di visione più ampio che torna molto utile anche in fase di registrazione video, l'iPhone 4 non solo ha un angolo di visione inferiore, ma per ottenere il video in formato 720P utilizza solo  una porzione del sensore, offrendo all'utente un angolo di visione ancora inferiore a quello che si può sfruttare quando si scattano foto. Da questo punto di vista, il Nokia N8 risulta vincitore. Altro aspetto che vede prevalere il Nokia N8 riguarda la possibilità di utilizzare lo zoom durante la ripresa video a differenza dell'iPhone 4 che ha lo zoom bloccato in fase di ripresa. L'iPhone 4 risponde con una feature molto apprezzata da chi è solito cimentarsi in "inquadrature creative", dando la possibilità all'utente di utilizzare il tap-to-focus anche durante la registrazione dei video. Da questo punto di vista il Nokia N8 offre una ripresa a fuoco fisso con un diaframma molto chiuso (per tenere a fuoco la maggior parte della scena).

Ulteriori considerazioni le aggiungeremo dopo avervi lasciato ai due video, girati rispettivamente dal Nokia N8 e dall'iPhone 4 riprendendo nello stesso istante e con la stessa inquadratura la medesima scena:


Nokia N8 registrazione video in HD


iPhone 4 registrazione video in HD

Le differenze nella modalità di funzionamento delle due fotocamere rende meno immediato esprimere un giudizio finale sul vincitore della prova (ammesso che si voglia trovare un vincitore ad ogni costo). Non ci resta che mettere ribadire i punti di forza dei due moduli fotograficii: quello del Nokia N8, grazie al fuoco fisso, consente di ottenere video in 720p di qualità più elevata con il minimo sforzo da parte dell'utente, ma rende difficoltose le riprese ravvicinate. L'iPhone 4, al contrario, richiede all'utente di confrontarsi con la  scelta del punto di messa a fuoco, che può avvenire automaticamente o in modalità manuale con il tap-to-focus. La possibilità di scegliere il punto di  messa a fuoco su iPhone 4 consente di ottenere risultati migliori se ben gestito, ma anche peggiori se non si ha piena consapevolezza della zona esatta su cui "cade" il fucoo. A dimostrazione di quanto detto, facciamo notare che nel video del Nokia N8 i dettagli maggiori emergono dal secondo piano, mentre nei video girati dall'iPhone 4 possiamo scegliere se privilegiare il primo piano o lo sfondo (nella nostra prova abbiamo scelto il primo piano) e girare video anche a pochi cm dal soggetto.

 

Considerazioni finali

Probabilmente giunti a questo punto ci si aspetterebbe l'annuncio del vincitore della nostra prova comparativa o almeno la preferenza verso uno dei due smartphone. Ebbene un vincitore in senso assoluto in realtà non c'è a dispetto del clamore che ha accompagnato la presentazione della fotocamera del Nokia N8 che, indubbiamente, sulla carta, può vantare le caratteristiche tecniche più avanzate. Nel corso del nostro test, abbiamo cercato di mettere in evidenza come ogni contendente ha manifestato dei punti di forza e di debolezza e come non è solo il dato relativo alla quantità di megapixel a fare la differenza.

Veniamo alle nostre certezze. Di certo il Nokia N8 e l'iPhone 4 vantano due moduli fotografici che possono essere annoverati tra i migliori del mercato ed entrambi si candidano come sostituti ideali di una  fotocamera compatta di fascia media. Il Nokia N8 supera l'iPhone 4 per quanto riguarda la maggiore ricchezza di opzioni a disposizione dell'utente, che risulteranno utili soprattutto qualora si decidesse di abbandonare gli automatismi della fotocamera intervenendo manualmente sui vari parametri che determinano la qualità finale dell'immagine. Da questo punto di vista l'iPhone 4 è molto meno versatile e lo è soprattutto in considerazione di un aspetto che spesse volte si è poco sottolineato. Una differenza sostanziale tra i due smartphone riguarda, infatti, il sistema esposimetro-messa a fuoco. Sull'iPhone 4 questo sistema è poco versatile, perchè il punto di messa a fuoco coincide con il punto utilizzato dall'esposimetro per misurare la luce. Per ovviare agli inconvenienti che questa soluzione determina, a partire dal firmware 4.1 è stato introdotta la modalità di scatto in HDR, che per quanto molto efficace, è pur sempre un artificio software per ovviare ai limiti della fotocamera.  Il Nokia N8, al contrario ha un esposimetro più sofisticato e più versatile.

L'ultima certezza è che i migliori camera phone del mercato sono in grado di rendere "opzionale" l'acquisto di una fotocamera compatta di fascia medio-bassa, soprattutto se la destinazione principale delle foto acquisite è il web o l'archiviazione sullo stesso smartphone. La differenza in termini di qualtià tra una fotocamera di fascia-media e un buon camera phone potrebbe essere considerata non tale da giustificare il duplicarsi dei gadget tecnologici che siamo costretti a portare con noi. Il terreno sul quale le fotocamere compatte riescono ancora a fare la differenza, riguardano i vantaggi dell'integrazione di un'ottica e di un sistema di autofocus che non deve andare incontro alle restrizioni legate alle dimensioni di uno smartphone (es. possibilità di integrazione di zoom ottici e di gruppi ottici più complessi), e ad un più complesso e sofisticato software di gestione che si rivolge soprattutto agli utenti abituati ad intervenire manualmente sui parametri di scatto.

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Sincronizzati sulla Nuvola

CloudIl tempo scorre e l'innovazione costante che ogni giorno modifica Internet e il modo di utilizzare i personal computer coinvolge, inevitabilmente, anche gli smartphone. Con l'arrivo della Nuvola quanto è ancora conveniente un processo di sincronizzazione dati basato sulla connessione diretta telefono – PC?

Il normale paradigma di sincronizzazione che per anni ha tenuto aggiornate le nostre rubriche e cartelle dati sembra infatti essere sotto attacco da parte di una serie di servizi pensati per scollegare le informazioni da un oggetto fisico e renderle ubiquitarie. Inevitabilmente, l'unico vincolo è disporre di un accesso a Internet che ci permetta di usare la “nuvola”, l'elemento terzo che si interpone tra i vari dispositivi su cui si vuole ottenere la sincronizzazione. Vincolo che, tuttavia, diventa sempre meno pesante grazie alle offerte che periodicamente gli operatori telefonici propongono.

Il primo risultato è quello di rendere meno importanti i sistemi operativi alla base dei vari dispositivi coinvolti nel processo, siano essi fissi o mobili, dal momento che, se non esistono applicazioni dedicate, è sempre possibile accedere tramite portale web: l'attenzione si concentra quindi principalmente sul “dato” (e, in alcuni casi, sull'informazione), l'unica cosa che davvero interessa all'utente.

Intuitività e immediatezza sono le altre parole chiave che caratterizzano questa piccola rivoluzione: il “drag'n'drop”, operazione alla base delle moderne interfacce grafiche, di un dato da un dispositivo a un altro nasconde solitamente meccanismi complessi di trasferimento che vengono eseguiti in maniera trasparente per l'utente.

Di seguito proponiamo alcune soluzioni che esemplificano nella pratica quanto scritto nei paragrafi precedenti, prediligendo quelle che offrono almeno un servizio base gratuito (motivo dell'esclusione di MobileMe). Si tenga conto che, data la varietà di piattaforme su cui i software che presenteremo girano, alcune delle caratteristiche potrebbero non essere presenti per un determinato client. Il consiglio è di non limitarsi alla semplice lettura dell'articolo, ma provare quanto presentato; magari scoprirete di non poterne più fare a meno...

 

Dropbox

Dropbox è uno dei più famosi servizi di sincronizzazione file e cartelle tramite Internet; come si intuisce dall'immagine a lato, può essere usato su praticamente qualsiasi sistema operativo esistente, inclusi quelli che ci interessano di più: Android, iPhone, iPad e Blackberry (in arrivo). Esiste, inoltre, un client non ufficiale per Windows Mobile (CloudFiles).

L'azienda offre un servizio gratuito che mette a disposizione 2 GB di spazio; per coloro a cui non bastasse ci sono piani a pagamento che partono da 9.99$ al mese per 50 GB.

Le caratteristiche principali di Dropbox, oltre alla già citata pervasività, sono gli automatismi per la sincronizzazione, realizzati in maniera da essere trasparenti all'utente, e l'efficienza nell'uso della connessione, vero valore aggiunto quando la banda è limitata.

In aggiunta Dropbox permette anche la condivisione dei file tra utenti, feature che può rivelarsi molto utile nello scambio di file con grosse dimensioni.

La sicurezza dei dati sembra essere tenuta in grande considerazione: tutte le trasmissioni tra i client e i server sono criptate e lo stesso avviene per i file memorizzati al loro interno. Un meccanismo di permessi e autorizzazioni vi permetterà, invece, di decidere se e come condividere i vostri file.

DropboxDropbox
Una volta installato il client su Windows, apparirà una piccola icona sulla System Tray da cui sarà possibile accedere alle varie opzioni del software. Durante l'installazione sarà possibile scegliere la grandezza della nostra "scatola" tra alcuni piani definiti.

Dropbox
All'interno della propria cartella Documenti il software crea una directory chiamata My Dropbox all'interno della quale dovranno essere messi i file da sincronizzare. Su ogni icona di cartella viene indicato con un piccolo simbolo lo stato della sincronizzazione. Notate il file "Getting Started.pdf" che ritroveremo successivamente nel client del nostro smartphone.

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Nelle immagini presentiamo il client per Android. Se non avete un account per il sistema sarà possibile crearlo direttamente dall'applicazione. Dal software potrete effettuare il browsing della vostra cartella sincronizzata: come è possibile notare, al suo interno si trova lo stesso file "Getting Started.pdf" precedentemente visto nella cartella su Windows. Qualsiasi operazione fatta su questo (o altri file) su qualsiasi sistema, si ripercuoterà su tutti gli altri.

DropboxDropbox
La cartella Public permette di sincronizzare facilmente file anche con chi non è utente Dropbox: ogni file ha infatti un suo link che può essere condiviso in diversi modi (ad esempio via mail o Twitter).

DropboxDropbox
Dropbox permette anche di creare gallerie di immagini da condivere: le immagini, oltre che accessibili da qualsiasi client, potranno essere anche visualizzate con un browser web accedendo all'apposita pagina. Il client Android gode anche di un'immediata sincronizzazione con quanto realizzato tramite la fotocamera del dispositivo.

 

box.net

Servizio simile a Dropbox, dotato di funzionalità in più per la gestione e condivisione dei file con altri utenti, ma meno attento agli automatismi per la sincronizzazione nella versione Free, che, per inciso, offre solo una piccola parte di quanto è possibile avere.

Il piano base mette a disposizione 1 GB di spazio, fortunatamente accessibile anche tramite dispositivi mobili, con un limite di 25 MB come dimensione massima di ciascun file. Pagando una quota mensile che parte da 9.95$ otterrete maggiori funzionalità (come, ad esempio, l'aumento di velocità in upload o la già citata sincronizzazione automatica dei file).

Una caratteristica interessante di Box.net è l'integrazione con altri utili servizi online (tra cui Gmail e LinkedIn): per fare un esempio, dal vostro account LinkedIn potrete rendere scaricabili file presenti nella vostra personale Box (come, ad esempio, un curriculum).

Esistono applicazioni ufficiali per Blackberry, iPhone, iPad e Android. Tutti gli altri sistemi mobili dovranno fare riferimento a una web application ottimizzata per gli smartphone.

box.net

Anche in questo caso particolare attenzione è stata data alla sicurezza, nonostante non si capisca bene se il criptaggio dei file all'interno dei server sia riservato soltanto agli utenti della versione Enterprise.

box.netbox.net
L'interfaccia web per l'applicazione su sistemi desktop; si noti la cartella presente, collegata al profilo Linked In: la ritroveremo sul software in uso nello smartphone di test. Nella seconda immagine si ha una lista parziale delle diverse web application collegabili a un account di box.net.

box.netbox.net
Una volta fatta partire l'applicazione per Android troveremo la "scatola" relativa al nostro account con i file sincronizzati: per ciascuno di questi sarà possibile visualizzarlo, aggiornarlo e condividerlo.

box.netbox.net
I modi con il quale condividere un file saranno diversi; curiosamente, se avrete installato nel vostro sistema Dropbox potrete usarlo per condividere un link al file: potenza del sistema di comunicazione tra processi di Android. Nella seconda immagine è mostrato il file browser utilizzato per identificare un file da condividere.

 

SugarSync

Con caratteristiche analoghe ai due servizi precedentemente descritti, SugarSync si nota per avere anche il supporto a smartphone dotati di Symbian S60 5th edition (oltre che per Android, iPhone, iPad, Blackberry e Windows Mobile). Anche in questo caso viene poi messo a disposizione un indirizzo per browser di dispositivi mobili.

Il meccanismo è simile a quanto già descritto: un pacchetto base free offre 2 GB di spazio (ma è limitato all'uso solamente su due dispositivi), tuttavia è possibile, a partire da 4.99$ al mese, avere un upgrade dell'account e godere di più funzionalità.

Rispetto agli altri concorrenti, SugarSync sembra avere più automatismi e flessibilità nella sincronizzazione dei file: la possibilità su desktop di utilizzare non un'unica directory predefinita, ma qualsiasi l'utente desideri non è da trascurare. In aggiunta il software tratta con particolare cura le immagini e i file musicali, permettendo di organizzare i primi in album e consentendo lo streaming dei secondi.

SugarSync
Sicurezza garantita da criptaggio in tutti gli anelli della catena (upload, storing e download).

SugarSyncSugarSync
SugarSync dispone probabilmente della migliore interfaccia web all'account. La directory di default che viene costantemente sincronizzata tra tutti i sistemi è chiamata dal software "Magic Briefcase": è comunque possibile aggiungere altre cartelle da mantenere sincronizzate.

SugarSyncSugarSync
Anche dal punto di vista delle gallerie immagini SugarSync si dimostra un gradino sopra ai concorrenti; come per gli altri servizi la condivisione degli album è a portata di singolo click.

SugarSyncSugarSync
All'avvio del client per Android vi verrà chiesto se desiderate effettuare il backup delle foto presenti nel dispositivo. L'approccio user-friendly continua con un'applicazione molto curata dal punto dell'interfaccia grafica: peccato per il limite al numero di dispositivi sincronizzabili nella versione Free (solo 2).

SugarSyncSugarSync
Mediante un comodo file browser sarà semplice identificare il file da sincronizzare: una volta scelto la voce di menu "Upload to SugarSync" farà il resto.

SugarSyncSugarSync
Interessante la possibilità di vedere il contenuto di ciascun dispositivo collegato a un determinato account. Come accadeva per la web-application, anche nel client su smartphone il pannello di gestione degli album di foto è accattivante.

 

Google

Chiaramente se c'è un pioniere in questo campo, questo non può che essere Google, dal momento che il suo business è principalmente incentrato sui servizi online. Diventa d'obbligo citare quindi la gestione dei contatti tramite Gmail e quella degli appuntamenti tramite Calendar.

Nel primo caso sarà semplicemente possibile salvare un contatto non nella memoria nel telefono, bensì su Gmail in maniera da potervi accedere in qualsiasi sistema dotato di browser (o client email evoluti). In un colpo solo si eviteranno i classici problemi causati dalla perdita (o rottura) del telefono e le difficoltà di sincronizzazione.

Allo stesso modo sfruttando quanto messo a disposizione da Calendar sarà possibile avere la vostra agenda sincronizzata su tutti i dispositivi di interesse.

Si noti che l'accesso a Internet è necessario solo al momento della sincronizzazione: se per qualche motivo la connessione non dovesse essere attiva, potrete comunque utilizzare quanto già sincronizzato sul vostro smartphone.

GoogleGoogle
Come si può facilmente intuire, i telefoni Android sono privilegiati per quanto riguarda l'accesso ai servizi Google: nelle due immagini potete vedere alcuni delle schermate per configurare le operazioni di sincronizzazione.

GoogleGoogle
All'atto di creazione di un contatto, tra le varie opzioni di memorizzazione, sarà disponibile anche quella "Account Google" che permetterà di avere le informazioni del contatto memorizzate in remoto. Nella seconda immagine è possibile vedere l'applicazione fornita con i telefoni HTC per gestire il servizio Calendar di Google, di indubbia utilità.

 

Funambol

Concludiamo la nostra carrellata con un servizio (forse sarebbe più corretto parlare di ecosistema) che ha avuto origine da cervelli italiani e possiede l'interessante caratteristica di avere alla base dell motore che compie il duro lavoro di sincronizzazione un software open-source.

Funambol, oltre al nome dell'azienda, è un server di sincronizzazione per email push, contatti, calendario, dati e gestione remota, orientato ai dispositivi mobili e basato su uno standard aperto riconosciuto dalla Open Mobile Alliance (SyncML).

Costruito modularmente, sono disponibili i client per le più importanti piattaforme mobili (non tutti con lo stesso livello di funzionalità) e desktop (sono ad esempio disponibili plugin per Thunderbird, Outlook, Google Mail...).

Ovviamente l'aspetto più interessante è quello di poter mettere in piedi il proprio server di sincronizzazione: sul sito dell'azienda troverete i pacchetti per l'installazione di Funambol per Linux e Windows, oltre che il codice sorgente. Esiste, inoltre, una nutrita serie di plugin per sincronizzare dati da un groupware server, rendendo la soluzione altamente professionale dal momento che sono presenti tutti i nomi più importanti: MSExchange, OpenExchange, Zimbra, Domino, Yahoo, Gmail... Se poi mancasse proprio quello da voi desiderato, nessun problema perchè è stato rilasciato il Software Development Kit (in Java e C++) che permette di estendere le caratteristiche del server.

La comunità ha come punto di incontro il sito FunambolFORGE da cui, oltre a poter scaricare i vari software, si potrà recuperare una buona dose di documentazione e leggere il blog di Fabrizio Capobianco, CEO di Funambol, che porta spesso interessanti spunti di riflessione.

Come la gran parte delle compagnie che basa il suo business su prodotti open-source, esistono due versioni del software: la Community Edition, rilasciata con licenza AGPLv3 quindi con tutte i diritti e doveri da essa descritti, e la Commercial Edition che include funzionalità e supporto tali da rendere adatto il software alla gestione di grandi numeri. Il software è stato spesso preso come base per costruire servizi da parte di OEM e ISV e ha ricevuto un numero significativo di premi e riconoscimenti dai vari attori del settore.

Funambol mette a disposizione su my.funambol.com una trial di 90 giorni per provare il servizio dopodichè, dal momento che la società non ha un'offerta commerciale diretta agli utenti finali, per utilizzarlo si dovrà cercare qualche altro provider che ha sviluppato la sua soluzione prendendo Funambol come base.

FunambolFunambol
Il client web della versione demo di Funambol rivaleggia con quello di SugarSync per completezza (gestione contatti, calendario, foto e mail) e aspetto dell'interfaccia grafica. Si noti che, tuttavia, utilizzando il servizio da un altro operatore il pannello potrebbe non essere esattamente lo stesso.

FunambolFunambol
Al primo avvio del programma vi verrà proposto di importare nel vostro account Funambol i contatti provenienti da diverse rubriche. Inoltre con il client Android potrete decidere di mantenere sincronizzate anche le vostre immagini.

FunambolFunambol
Alcune delle impostazioni per il client: è possibile decidere di effettuare la sincronizzazione in modalità manuale o automatica. Si noti, poi, la possibilità di scegliere la “direzionalità” della sincronizzazione e l'opzione per resettare i dati di uno tra il client o il server prendendo le informazioni dall'elemento che non è stato azzerato.

 

Conclusioni

Non c'è dubbio che questo cambiamento nelle modalità di sincronizzazione, se accompagnato dalla tendenza di tutti gli attori coinvolti a spostarsi sempre più verso modalità d'uso degli smartphone basate su connessioni always-on (e mi riferisco, in particolare, agli operatori di rete che possono incentivare tale comportamento con l'economicità dei piani dati), potrà portare grandi vantaggi agli utenti, semplificando notevolmente la loro vita.

Anche i big del settore hanno chiaro come la partita per la “dominazione” del mercato smartphone passi anche per la strada della sincronizzazione online e accompagnano l'offerta hardware/software con servizi del genere (si pensi al neonato in casa Redmond, in gran parte incentrato sulla nuvola).

Unico, grosso, dubbio su cui riflettere: potremo ancora considerarci padroni dei nostri dati e delle nostre informazioni oppure la tanto desiderata semplicità si può avere soltanto al prezzo di cedere un po' della nostra privacy a chi gestisce i vari servizi? Come al solito sarà il mercato, cioè noi, a decidere, ma personalmente un'occhiata ai termini di utilizzo del servizio scelto la darei sempre...

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Intervista a Raffaele Cinquegrana: Product Manager di LG

logo LGLG è entrata nel mercato degli smartphone in grande stile presentando modelli basati su Android e su Windows Phone 7. Per conoscere meglio questo nuovo e importante player abbiamo incontrato Raffaele Cinquegrana, Product Manager di LG, che ci ha gentilmente concesso questa intervista in esclusiva.

Raffaele Cinquegrana 

Buongiorno Raffaele, iniziamo con una domanda generica per presentarti ai nostri lettori: cosa fa esattamente un Product Manager?

Il Product Manager nella divisione telefonia di LG (nello specifico il Product Portfolio Manager) è lo specialista di prodotto che funziona da interfaccia fra le varie parti dell’azienda, ovvero il marketing (per definire le proposizioni di vendita), le vendite (per il portafoglio prodotti) la parte di validazione dei terminali (per verificare che i prodotti arrivino secondo nostre specifiche) e via discorrendo. In particolare, uno dei compiti più importanti consiste nel comunicare quotidianamente aggiornamenti, problemi e richieste all’headquarter in Corea, considerato che la gran parte della ricerca e sviluppo di LG è sita in estremo oriente.

 

Quali sono i vantaggi e le problematiche, dal punto di vista di un grande produttore, dell'integrazione di un sistema operativo avanzato in un telefono?

L’integrazione di un sistema operativo “aperto” (come Android e Windows Phone) non comporta differenti problematiche nello sviluppo rispetto a un sistema operativo proprietario. Di certo in principio c’è un lavoro non indifferente di implementazione, ma la difficoltà più grande rimane quella di garantire la vendibilità del prodotto finale, creando una proposizione che sia competitiva sia dal punto di vista tecnologico, sia da quello economico. Avere un sistema operativo aperto infatti significa aderire a delle specifiche minime che invece con un sistema proprietario risultano più malleabili.
(1) Vedi nota a fondo pagina.

 

L'attuale catalogo LG prevede feature phone e smartphone. I rapporti numerici tra le due tipologie di prodotto vedono oggi prevalare i feature phone. Questo rapporto è destinato a restare immutato anche per i mesi che verranno?

Il fatto di aver presentato una gamma importante di Smartphone che delineano il nostro ingresso in questo mercato è rappresentativo di quanto l’azienda punti su questi nuovi prodotti. Il rapporto fra feature phones e smartphone sarà quindi destinato a ri-bilanciarsi già dai prossimi mesi.

 

Abbiamo inziato a consocere la line-up LG  con il trittico di smartphone della serie Optimus: One, Chic e GT recentemente presentati. A quale target si riferiscono i nuovi smartphone Android?

Mi fa piacere che si parli di target, in quanto è proprio questa la nostra filosofia: dare a ciascuno il proprio smatphone. Optimus GT nasce quindi per chi ha poca confidenza con le applicazioni e con Android in generale. Le 17 applicazioni suddivise in 7 schermate tematiche sono state ideate proprio per rendere l’ingresso in questo nuovo mondo molto più semplice e intuitivo. Optimus One invece è stato pensato per gli intenditori di Android, per questo abbiamo incluso l’ultima versione, la 2.2, con ben 512MB di RAM, display multitouch da 3,2’’ e la suite Google al completo. Optimus Chic invece vuole sdoganare il concetto di smartphone come oggetto per tecnofili, includendo specifiche di alto livello –Android 2.2, fotocamera da 5Mpixel, HSUPA 2.0 e l’innovativa funzione On-Screen  Phone – in un design ricercato ed essenziale che da sempre caratterizza LG. A ciascuno il suo, quindi.

 

Un problema importante del mondo Android, e molto sentito dagli utenti, è quello della frammentazione delle varie versioni del sistema operativo. Determinante è il supporto del produttore per garantire longevità al prodotto. Qual'è la posizione di LG in merito?

Compatibilmente con le possibilità offerte dall’hardware, l’impegno di LG è quello di fornire aggiornamenti costanti alle nuove piattaforme rilasciate. Questo non significa, però, aggiornamenti a tappeto su tutti i modelli: se la nuova versione di Android non “gira” a livelli soddisfacenti su un prodotto, preferiamo evitare l’aggiornamento. Dal nostro punto di vista il prodotto deve mantenere sempre un’esperienza d’uso di alto livello. Avere più funzionalità a discapito dell’usabilità non è per noi un valore per i nostri clienti.

 

Nel mese di Luglio è stato annunciato il primo Tablet LG basato su Android in uscita entro la fine dell'anno. Ci può dare qualche anticipazione? Cosa pensa di questo nuovo tipo di dispositivi?

L’argomento Tablet è uno dei più discussi ultimamente e credo che sia un mercato molto interessante perchè estende il concetto di vita in mobilità. LG sta attualmente lavorando a braccetto con Google per creare un sistema operativo ottimizzato per i tablet e integrarlo in quello che sarà un dispositivo di altissimo livello.

 

Microsoft ha presentato il nuovo Windows Phone 7 e LG è in prima linea nel produrre smartphone con questo nuovo sistema operativo. Quali sono le aspettative di LG per l'Optimus 7 e per Windows Phone 7 in generale?

Siamo fieri di essere i primi a lanciare Windows Phone 7 con LG Optimus 7 in quanto offre un’esperienza d’uso davvero innovativa, sia sul piano dell’interfaccia, sia su quello dell’integrazione dell’eco-sistema Microsoft e delle applicazioni. Ci aspettiamo un riscontro più che positivo da parte degli utenti, che troveranno in LG Optimus 7 un prodotto ideale sia per l’intrattenimento, sia per la propria vita lavorativa.

 

L'Optimus 7 ha le stesse caratteristiche degli smartphone concorrenti ma viene offerto ad un prezzo di vendita nettamente inferiore. Come è possibile?

LG è il partner principale di Microsoft per il lancio in tutto il mondo. L’economia di scala ci ha permesso di raggiungere un prezzo che porta effettivamente l’innovazione di Windows Phone 7 a un pubblico molto più vasto.

 

Lancerete altri smartphone Windows Phone 7 entro la fine dell'anno?

Al momento ci focalizziamo su LG Optimus 7 per trasformarlo in un prodotto di successo. Non a caso sarà presente nei listini dei maggiori operatori italiani.

 

Gli smartphone 10 anni fa non esistevano, quali innovazioni tecnologiche ci dobbiamo aspettare nei prossimi anni? Esisteranno ancora gli smartphone nel 2020?

Gli smartphone rappresentano l’incarnazione della visione “mobile internet” immaginata diversi anni or sono. Le evoluzioni tecnlogiche dei prossimi anni a mio avviso si concentreranno sulla rapidità del trasferimento dati (LTE avrà un ruolo importante in questo senso) e sul miglioramento dell’integrazione dei servizi sul web con quelli mobile. L’augurio per il futuro è che non ci sia più differenza fra il PC di casa e il dispositivo portatile. Se questo si chiamerà ancora Smartphone o avrà un altro nome sarà tutto da vedere, ma il concetto rimarrà pressochè inalterato.

Raffaele Cinquegrana

Termina qui questa breve intervista con Raffaele Cinquegrana, Product Portfolio Manager di LG.
Ringraziamo Raffaele per la cortesia e la disponibilità dimostrata verso AgeMobile ma, sopratutto, verso i nostri lettori.

 

(1) NdR. Sistema operativo "aperto" non significa open source ma aperto ad altri produttori di smartphone, come lo sono appunto i sistemi Android e Windows Phone 7.

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Nokia N8 vs Nexus One vs iPhone 4: Navigazione web

nokia n8 comparativa browserIniziamo a mettere alla prova il Nokia N8 nella navigazione web, confrontandolo con il Nexus One e l'iPhone 4. Symbian^3 si scontra con i campioni della categoria in un' avvincente comparativa che non ha mancato di riservarci diverse sorprese.

Le aspettative del nuovo browser di Symbian^3 sono molte. La nuova release di Symbian, sulla carta, dovrebbe migliorare sensibilmente sia le prestazioni velocistiche del precedente browser sia le funzionalità.
Symbian^3 è, tra l'altro, il primo sistema operativo Symbian che supporta in maniera nativa il multitouch e tale caratteristica si riflette sulle possibilità di navigare agevolmente tramite l'interfaccia tattile.
Il browser del Nokia N8 supporta il multitouch, la navigazione a schede e Adobe Flash Lite e nei nostri test ha esibito prestazioni più convincenti rispetto alle precedenti edizioni di Symbian.

Come cambia lo scenario quando affianchiamo al nuovo nato di casa Nokia due veri e propri campioni della categoria smartphone internet-oriented? Per rispondere alla domanda abbiamo realizzato un prova comparativa che ha cercato di prendere in esame vari scenari d'uso nella navigazione web: dai siti ottimizzati per la navigazione mobile a quelli più complessi, per arrivare ai siti che integrano Adobe Flash.

nokia n8 comparativa browser

La metodologia di test ha previsto il collegamento in Wi-Fi di tutti e tre i nostri smartphone allo stesso router. Sottolineamo che abbiamo lasciato attiva la visualizzazione dei contenuti in Flash sia sul Nokia N8 che sul Nexus One (la differenza tra i due smartphone, come anticiapato, è che il Nokia N8 supporta solo Flash lite, mentre il Nexus One, come tutti gli Android 2.2, Flash 10.1). I siti che abbiamo scelto per la prova sono: 

  • Gazzetta dello Sport. Lo abbiamo scelto perchè rappresenta bene la categoria dei siti ottimizati per i dispositivi mobili.
  • Nokia. Un sito molto articolato, ricco di immagini e e link
  • Phone Arena. Altro sito complesso con varie colonne di testo, molte immagini e collegamenti. Lo abbiamo usato, come si noterà nel video, per valutare la validità dello zoom e del meccanismo di riformattazione del testo
  • YouTube. Altro sito che si apre in versione mobile, consentendoci di valutare la prestazione dei tre smartphone con lo streaming video via internet
  • Alfa Romeo. Un sito in Flash che viene aperto anche dai dispostivi che utilizzano Adobe Flash Lite e non Adobe Flash 10.1
  • Kongregate Un sito che racchiude molti giochi in Flash che abbiamo inserito nella prova per valutare la bontà del Flash Player integrato nel Nokia N8.

A questo punto vi lasciamo al video e, successivamente, vi illustreremo le nostre conclusioni.


Nokia N8 vs Nexus One vs iPhone 4: Navigazione web

Cerchiamo di tracciare alcuni punti fissi:

  • Nei test condotti con i siti ottimizzati per l'utilizzo mobile, non c'è un grosso divario di prestazioni tra i tre smartphone. La velocità di caricamento è molto simile, le operazioni di riformattazione del testo limitate proprio per la natura mobile del sito. Il Nokia N8 in questa prova riesce a tenere testa ai suoi concorrenti.
  • Veniamo ad una piccola sorpresa. La prestazione peggiore il Nokia N8 la ottiene proprio nella velocità di caricamento della home del sito Nokia.it. Ad un tratto il browser sembra bloccarsi, salvo poi ripredere dopo qualche secondo. Abbiamo ripetuto in più occasioni il test, ma il risultato è stato analogo. Una volta caricata la pagina, il Nokia N8 continua a restare indietro rispetto al Nexus One e all'iPhone 4 per quanto riguarda la velocità di scrolling della pagina che appare un po' più scattosa.
  • L'apertura del sito Phone Arena, a nostro avviso, mette in evidenza un altro punto di debolezza del browser del Nokia N8, ovvero il meccanismo di riformattazione della pagina. Nexus One e iPhone 4 sono mediamente più accurati nell'adattare il testo zoomato allo schermo. Il browser del Nokia N8, al contrario, taglia spesso la pagina e obbliga a scrollare lo schermo a sinistra e a destra. La risoluzione dello schermo, inferiore a quella di Nexus One e iPhone 4, può avere inciso da questo punto di vista.
  • L'apertura del client di YouTube avviene in maniera molto rapida per i tre smartphone essendo, anch'esso, ottimizzato per l'uso mobile. In streaming i tre smartphone si equivalgono. Se delle differenze devono essere messe in evidenza riguardano principalmente una minore flessibilità dell'interfaccia utente del Nokia N8 che fa partire il video solo in landscape (poco male, perchè nella maggior parte dei casi si finirà per orientare in quel modo qualsiasi smartphone durante la visualizzazione dei video).
  • Il sito Alfa Romeo vede prevalere il Nokia N8. Premesso che il sito si dimostra pesante da gestire per entrambi gli smartphone, dobbiamo ammettere che, nella nostra prova il Nexus One ha"alzato bandiera bianca" e si è bloccato sulla home del sito. Sporadico o meno che sia il difetto, in questo caso il Nokia N8 riesce a portare a casa il risultato migliore. Dimenticavamo: iPhone alza la bandiera bianca molto prima ed esce di scena impossibilitato a riprodurre il contenuto in Flash.
  • Per quanto riguarda i giochi in Flash, dobbiamo registrare che il meccanismo di funzionamento su Nexus One e Nokia N8 è differente. Il Nexus One che supporta Flash 10.1 riesce ad aprire senza soluzione di continuità il titolo, mentre il Nokia N8 lo scarica e lo fa funzionare con il Flash Player. Le prestazioni in tal caso vedono prevalere il Nexus One che riproduce il titolo a frame rate molto elevati.
  • nokia n8 browser

 

Conclusioni:

Il passo in avanti rispetto alle precedenti edizioni di Symbian è percepibile, ma non è ancora sufficiente ad eguagliare le prestazioni di Android 2.2 e iOS. Il browser di Symbian^3 per ora presenta tre elementi di debolezza : rapidità di caricamento, accuratezza del rendering  e meccanismo di riformattazione del testo. Tali debolezze scompaiono completamente quando si accede a siti ottimizzati per l'uso mobile, ma riappaiono quando di cerca di aprire siti in versione destkop, complessi, con un formattazione del testo e delle pagina articolata. Buone le prestazioni invece con lo streaming di contenuti video (che non fanno rimpiangere la concorrenza) ed accettabili quelle con Flash (pur restando siti pesanti, è pur sempre meglio avere a disposizione tale compatibilità che non averla del tutto).

Per ora i nostri test si fermano qui. Siamo consapevoli che la situazione potrebbe cambiare nelle prossime settimane con eventuali affinamenti del firmware del Nokia N8 e del browser, ma per ora Symbian^3 deve accontentarsi di un buon terzo posto.

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Tutorial: Fotografia in HDR con Apple iPhone 4

iphone 4 logoTra le novità introdotte dalla release 4.1 di iOS figura la possibilità di effettuare degli scatti sfruttando la tecnica dell'HDR. Cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta, come è stata integrata in iOS 4.1 e come sfruttarla al meglio per ottenere foto di qualità elevata.

 

Cos'è l'HDR

HDR letteralmente significa High Dynamic Range. È una tecnica usata nella fotografia digitale per cercare di superare alcuni limiti dei sensori delle fotocamere che, a differenza dell'occhio umano e della vecchia pellicola analogica, non sono in grado di leggere con altrettanta facilità delle scene caratterizzate forti contrasti di luce. Per gamma dinamica (o latitudine di posa, per usare un termine caro ai fotografi a pellicola), si intende la capacità del supporto su cui si imprime l'immagine di restituire il maggior numero di toni: da quelli più scuri a quelli più chiari. Tanto più i toni intermedi sono numerosi, tanto più la gamma dinamica si definisce estesa. Il nostro supporto può essere rappresentato da un sensore digitale, da una pellicola analogica o dal nostro occhio. Il sensore delle fotocamere digitali è il supporto che se la cava peggio perchè è quello con la gamma dinamica più limitata. 

occhio pellicola cam
L'occhio umano, la pellicola analogica e i sensori delle fotocamere digitali hanno latitudini di posa differenti.

Per ovviare ai limiti delle odierne fotocamere digitali ed estendere la gamma dinamica dei sensori, è stata introdotta la tecnica dell'HDR che sfrutta al meglio le possibilità offerte dagli strumenti di manipolazione digitale delle immagini

 

Come si realizza l'HDR

Quando si parla di HDR propriamente detto la tecnica utilizzata consiste nell'unire più fotogrammi acquisiti dallo stesso punto di ripresa, che variano solo per la differente esposizione. Immaginiamo una scena come quella che mostriamo di seguito:

0ev

In questa scena abbiamo ricreato un situazione di luce difficile. Il nostro soggetto è in ombra e la luce riflessa proviene da dietro. La zona in cui figura la nostra scritta è quella più luminosa, mentre la nostra compatta resta in ombra. Lasciando lavorare la fotocamera reflex in automatico, otterremo una scena esposta correttamente solo in un punto (o nella zona in ombra, con conseguente bruciatura della zona della scritta, oppure nella zona di luce, con conseguente sottoesposizione della zona in ombra e perdita dei dettagli del nostro oggetto). Per superare il limite intrinseco del sensore, effettuiamo più scatti, variando l'esposizione e servendoci di un cavalletto per mantenere inalterata l'inquadratura. Per una resa accettabile dell'HDR sono necessari almeno 3 scatti.

-2ev0ev+2ev

Dopo aver acquisito i nostri 3 scatti effettuati a 0, -2  e +2EV di esposizione, possiamo "assemblarli" insieme, tramite appositi programmi, tramite plug-in di Photoshop oppure, per chi ha dimistichezza con i programmi di fotoritocco anche manualmente. Il risultato finale è quello che segue, ovvero una scena che risulta leggibile in ogni sua parte e non presenta forti contrasti di luce.

hdr

A questa nozione di HDR se ne sono aggiunte altre nate dall'uso pratico della tecnica che in alcuni casi è stata stravolta, producendo dei risultati a dir poco innaturali; risultati che possono anche piacere ad alcuni ma che rischiano di tradursi più in giochi "grafici" che "fotografici". La nozione di HDR di cui vogliamo parlare in questo tutorial è quella che serve a migliorare le foto, correggendo l'esposizione. Tralasciamo l'accezione creativa di HDR che produce risultati che a noi personalmente non piacciono, perchè troppo artificiali e dalla resa "plasticosa".

hdr effettohdr effetto
Usando il nostro programma per l'HDR, Photomatix, possiamo produrre, a partire dalle stesse immagini iniziali, delle varianti molto "pittoresche". Anche questa particolare resa è frutto della tecnica dell'HDR, però il risultati finali appaiono abbondantemente innaturali.

 

L'HDR di iOS 4.1

Passiamo ora ad esaminare come le tecnica è stata integrata in iOS 4.1 e con quali risultati. Premettiamo subito che effettuare uno scatto in HDR con iOS4.1 ha il non trascurabile vantaggio di essere un'operazione che si effettua del tutto automaticamente e non richiede interventi extra di fotoritocco sul PC. Altra preliminare sottolineatura è che, a differenza di altre soluzioni software concorrenti per dispositivi mobili, l'HDR integrato nativamente in iOS 4.1 non è un semplice filtro applicato all'immagine, ma un HDR vero e proprio basato sulla somma di 3 immagini.

 

Come si attiva

Le impostazioni da settare sono veramente poche a tutto vantaggio della semplicità di utilizzo. Prima di cominciare dobbiamo solo stabilire se vogliamo conservare in memoria anche lo scatto originale oppure solo quello frutto dell'elaborazione in HDR. Almeno all'inizio, noi consigliamo di mantenere entrambi gli scatti anche per valutare la resa dell'intervento. Quando avremo capito come l'HDR di iOS4 interviene sulle nostre foto, allora potremo anche decidere di produrre direttamente lo scatto in HDR per evitare di consumare memoria.

impostazioni hdr ios 4.1
L'unica opzione relativa all'HDR si trova nella sezione impostazioni -> immagini. Possiamo scegliere di salvare o meno la foto con l'esposizione normale oltre quella in versione HDR.

impostazioni hdr 2
Consigliamo di salvare anche la versione originale per valutare la differente resa

impostazioni hdr 3impostazioni hdr 4
L'utente è chiamato ad effettuare ben poche operazioni e questo rende tutto molto intuitivo. Nel mirino troviamo il pulsante per attivare e disattivare l'HDR, nella galleria le foto elaborate in HDR vegono segnalate da una piccola icona collocata nell'angolo in alto a sinistra. Tutto qui.

 

I risultati sul campo

Dopo tutta questa teoria, non ci resta che provare nell'utilizzo reale la funzione HDR di iOS4.1. Abbiamo provato a mettere in difficoltà la fotocamera come meglio potevamo, cercando di trovare tutte quelle situazioni di luce che riescono a mandare in crisi anche la migliore fotocamera reflex. Sfruttando le possibilità offerte da iOS4.1, abbiamo scelto di salvare sempre il file originale che negli scatti che seguono è quello posizionato a sinistra.

 

1) Forte controluce. In questo scatto possiamo già apprezzare l'intervento dell'HDR che ci ha permesso di recuperare in maniera del tutto indolore il cielo completamente bruciato della foto scattate senza HDR. Anche i particolari del vialetto illuminato dal sole in secondo piano emergono più nitidamente.

iphone 4 no hdr 5iphone 4 hdr 5

 

2) Scena con forti contrasti tra zone di luce e zone d'ombra. Anche nel secondo scatto l'HDR non ci delude. La scena presenta delle differenze di luce importanti tra le zone illuminate dai raggi solari e quelle all'ombra degli alberi del viale. Senza attivare l'HDR i dettagli del marciapiede e di parte del muretto sono completamente perduti. Con l'HDR i dettagli riemergono e, particolare che ci ha sorpreso, l'intervento appare molto naturale. Siamo lontani dalla resa "ad effetto" di alcuni filtri "HDR". Qui la priorità è salvare le parti bruciate, restando nell'ambito di una resa finale credibile e verosimile.

iphone 4 no hdr 3iphone 4 hdr 3

 

3) Soggetto principale in ombra. In questo scatto per restituire i dettagli del soggetto in ombra  la fotocamera misura la luce nella zona in ombra, sovraesponendo il resto della scena. Il comportamento è del tutto fisiologico, però grazie all'HDR possiamo "contenere i danni". L'HDR riequilibra il contrasto e lo riporta ad un livello medio, salvando sia lo sfondo, sia il soggetto in primo piano.

iphone 4 no hdr 4iphone 4 hdr 4

 

4) Primo piano in ombra e sfondo illuminato. Questo esempio è quello dimostra l'efficacia dell'HDR anche quando si è in presenza di una scena che presenta un primo piano in ombra e uno sfondo fortemente illuminato. Se si esaminano i dettagli della foto in HDR si noterà che buona parte dello sfondo è stato letteralmente "ricostruito". In realtà non si tratta di una ricostruzione, ma, come detto, la foto è frutto della somma di tre scatti fatti con differenti esposizioni.

iphone 4 no hdr 2iphone 4 hdr 2

 

5) Scena con luce laterale ed esposizione errata. Abbiamo lasciato per ultimo l'esempio che, a nostro avviso, dimostra ancora più degli altri le potenzialità dell'HDR di iPhone 4. Questa scena presentava una luce molto forte che proveniva da destra ed è stata scattata sbagliando volutamente il punto di esposizione. Abbiamo infatti spostato l'esposizione, tramite il tap-to-focus, sul punto meno luminoso, bruciando buona parte della scena. Di fatto si sarebbe trattato di una foto da cestinare, ma grazie all'HDR i risultati sono decisamente accettabili: il palazzo sulla sinistra è visibile, i dettagli sul muro sono presenti, la sovraesposizione generale molto attenuata ed il cielo è riapparso quasi completamente. 

iphone 4 no hdr 1iphone 4 hdr 1

 

Alcuni consigli pratici per sfruttare al meglio l'HDR di iPhone 4

Abbiamo cercato di descrivere alcune situazioni in cui l'intervento dell'HDR può risultare molto utile per migliorare la qualità degli scatti effettuati con  iPhone 4. Com' è facilmente intuibile, l'intervento dell'HDR è comunque più evidente negli scatti in luce diurna caratterizzati da forti differenze tra luce ed ombra. Più limitato è l'intervento negli scatti in nottura.

Il nostro consiglio in ogni caso è quello di sperimentare l'intervento lasciando abilitato l'HDR in caso di dubbio. Consumeremo un po' di memoria in più, ma potremo valutare sin da subito la resa ed eventualmente cestinare gli scatti che non servono. Consigliamo di lasciarlo abilitato inoltre quando non si ha troppo tempo per riflettere su quale punto luminoso misurare tramite il tap-to-focus (che, come sappiamo oltre al punto di messa a fuoco sceglie simultaneamente anch quello di esposizione).

Come già detto l'HDR di iPhone 4 per funzionare correttamente richiede l'esecuzione di tre scatti. Partendo da questa considerazione  diventa indispensabile dare il tempo alla fotocamera di eseguirli. Non si tratta di tempi lunghi, grazie anche alla potenza di calcolo dello smartphone, però bisogna prestare attenzione e non muovere la fotocamera fino a quando l'operazione di acquisizione delle foto non viene terminata o almeno di limitare al massimo le vibrazioni. Il consiglio deve essere seguito con ancora maggiore attenzione quando la luce diminuisce e i tempi di scatto si allungano. Gli HDR ,quando si realizzano con una fotocamera reflex o compatta  si eseguono con l'ausilio di un cavalletto proprio per evitare di cambiare inquadratura complicando l'operazione di "assemblaggio" delle varie foto. I software per PC che permettono di realizzare HDR, poi, hanno quasi sempre una funzione per allineare correttamente le immagini, funzione non presente nell'HDR di iPhone 4.

Il rischio se non si cura la fase di scatto è quello che mostriamo di seguito, ovvero la presenza di "aloni" intorno ad alcuni dettagli delle foto che emergono in fase di assemblaggio.

hdr ghostings
I tre scatti vegono assemblati dall'algoritmo software. Un leggero cambio di inquadratura, del mosso o un tempo di scatto più lungono possono creare un non perfetto allineamento delle immagini creando degli effetti di "ghosting" (foto a sinistra senza hdr, foto a destra con hdr e leggero cambio di inquadratura).

Come corollario  a quanto appena detto aggiungiamo che l'HDR è sconsigliato quando si scattano delle foto a soggetti in movimento (a meno che non si voglia sfruttare il ghosting per fini creativi).

Ultima riflessione generale deve essere fatta sul quando utilizzare l'HDR. Non è corretto affidarsi all'HDR sempre e comunque sperando di ottenere scatti migliori. L'HDR aiuta in condizioni di luce difficile, ma non può fare miracoli, quindi per ottenere buone foto diventa prima di tutto indispensabile, con iPhone 4 così come anche con qualsiasi altra fotocamera, imparare a "vedere" ed a gestire la luce.

 

Conclusioni

A nostro avviso la funzione HDR di iOS4 è stata integrata nel migliore dei modi. Apple non ha scelto la strada "facile" della resa ad effetto come altri software di terze parti hanno fatto. L'intensità dell'effetto infatti non è mai tale da stravolgere la resa della scena. I risultati sono sempre apparsi naturali e, anche se talvolta gli artefatti digitali non sono mancati per l'assenza di un algoritmo di allineamento dei bordi, bisogna riconoscere che il software fa miracoli quando rende comunque presentabili delle foto che altrimenti sarebbero da destinare al cestino. Altro vantaggio non da poco è che tutta l'operazione avviene automaticamente e senza necessità di intervento da parte dell'utente (chi effettua HDR al PC sa che la procedura è molto più laboriosa).

A noi personalmente l'HDR di iOS 4.1 è piaciuto così tanto che vorremmo poter utilizzare l'algoritmo sulla nostra fotocamera digitale e non solo su iPhone 4, quindi feature per noi promossa e disponibile a costo zero con il firmware 4.1.

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iPhone 4: unboxing e primo contatto

iphone 4Non sappiamo ancora se l'iPhone 4 passerà alla storia come il miglior iPhone mai realizzato, di certo ha buone possibilità per essere ricordato come quello più chiacchierato. Per acquietare gli animi non c'è niente di meglio che un unboxing ed un primo contatto con il tanto atteso iPhone 4 che è da poco arrivato anche nella redazione di AgeMobile.

Disponibile in due tagli di memoria differenti  (16 e 32 GB) e, teoricamente, in due differenti colorazioni, bianca e nera, il modello oggetto della nostra prova è un iPhone 4 da 16GB con colorazione nera. I modelli con colorazione bianca non sono attualmente disponibili e non lo saranno ancora per diverso tempo.

Apple con il packaging dell'iPhone 4 sembra essere andata ancor di più alll'essenziale rispetto al passato. La confezione, infatti, ha dimensioni inferiori rispetto a quella dell'iPhone 3GS, pur includendo lo stesso set di accessori.

iphone_4_confezione_fronte
Questa volta sulla confezione fa subito capolino il frontale dell'iPhone 4. L'enfasi posta sul nuovo design è evidente e l'attenzione viene subito catturata dalle nuove linee dello smartphone.

iphone_4_confezione_lato
Confezione minimalista e ancora più sottile rispetto al passato per l'iPhone 4

iphone_4_confezione_aperta
Eccoci al cospetto di uno dei dispositivi più chiacchierati ed attesi del 2010. Lo smartphone, come di consueto, viene fornito con una plastica di protezione che non è una vera e propria pellicola ma una semplice protezione provvisoria destinata a durare al massimo qualche giorno.

iphone_4_accessori
La dotazione di accessori, secondo tradizione Apple, è essenziale. L'alimentatore, il cavo dati, un paio di cuffie e la manualistica ridotto all'osso chiudono il quadro degli accessori presenti nella confezione.

iphone_4_fotocamera_frontal
L'esame del frontale mette in evidenza la prima novità introdotta dall'iPhone 4, ovvero la fotocamera frontale che è possibile sfruttare sia con FaceTime, la soluzione introdotta da Apple per effettuare videochiamate via WiFi, che tramite Fring, già disponibile per il download in App Store.


La parte posteriore svela due ulteriori novità: la prima è la presenza del flash della fotocamera; la seconda è il materiale stesso con cui è realizzata la parte posteriore del dispositivo che è di vetro esattamente come il frontale. I possessori di un iPhone conoscono il grado di resistenza del vetro frontale ed è lecito attendersi le stesse prestazioni di durata anche dalla parte posteriore dell'iPhone 4 che dovrebbe essere molto più resistente delle scocche dei passati modelli.

iphone_4_lato_sinistro
Lungo il lato sinistro si trovano i pulsanti per aumentare e diminuire il volume, completamente ridisegnati rispetto al passato e, a prima vista, molto più comodi rispetto al vecchio bilancere del volume. Accanto ai pulsanti del volume troviamo il piccolo interruttore per silenziare lo smartphone. La cornice di acciaio che corre lungo tutta la scocca contribuisce in maniera netta a caratterizzare il look dell'iPhone 4 che appare ancor più raffinato rispetto ai modelli precedenti.

iphone4_lato_destro
Il lato destro ospita l'alloggiamento per la scheda SIM che anche nel caso dell'iPhone 4, così come per l'iPad, è in formato micro-SIM. Le soluzioni per conservare il numero della propria SIM in formato tradizionale sono due: richiedere al proprio operatore la sostituzione della SIM con una Micro-SIM (sappiamo per certo che TRE offre già questa opportunità) oppure passare alle "maniere forti", tagliando la SIM originale, qualora si abbia un gestore che non ha ancora a catalogo le micro-SIM (come nel caso di Wind). Il secondo metodo lo indichiamo solo se si conoscono i rischi a cui si va incontro: il danneggiamento della propria SIM card in primo luogo.

iphone_4_lato_superiore
La parte superiore ospita sia il pulsante di accensione che il jack per le cuffie. Una piccola nota la spendiamo per parlare delle sensazioni che trasmette l'iPhone 4 una volta che lo si inizia a maneggiare. Diciamo subito che è uno smartphone che in mano fa sentire il suo peso e trasmette un senso di solidità che ci sembra da primato (ma non possiamo ancora lanciarci in analisi più approfondite). Lo spessore ridotto è stato uno dei punti su cui si è incentrata la campagna pubblicitaria ed in effetti l'iPhone 4 ha uno spessore veramente contenuto; anche in tale ultimo caso si sfiora il record della categoria.


Nella parte inferiore si trova l'altoparlante, il consueto connettore per il collegamento al cavo dati/alimentatore e la zona dedicata al microfono. In realtà l'iPhone 4 integra un doppio microfono, adottando una soluzione molto simile a quella utilizzata, ad esempio, sul Nexus One di Google. Il secondo microfono viene impiegato per la soppressione del rumore di fondo.

Un'altra piccola nota la spendiamo invitandovi a fare attenzione ad un particolare visibile in questa foto, ovvero la guarnizione di plastica che blocca il vetro inferiore e superiore. Quando l'iPhone 4 è stato introdotto non sono mancate perplessità legate al fatto che i vetri non fossero "incastonati" nella scocca, ma avessero, al contrario,  gli spigoli esposti. Le preoccupazioni per evenutali danni non sono mancate. È bene sottolineare sin da ora che gli spigoli dei vetri non sono scoperti ma protetti dalle due guarnizioni in gomma.

iphone_4_itunes
Noi ci avviamo a concludere la nostra anteprima, iniziando ad usare l'iPhone 4. La prima cosa da fare è, come di consueto, l'attivazione dello smartphone tramite iTunes.

E lo schermo ? e la ricezione ? e la fotocamera e tutto il resto ? Vogliamo essere un po' cattivi questa volta. In realtà è solo una piccola cattiveria, considerato che dell'iPhone 4 si sapeva già molto ancor prima che arrivasse sul mercato. Se però volete conoscere anche il nostro parere sul valore del nuovo nato di casa Apple non vi resta che attendere la nostra prossima recensione.

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Good for You e Good For Enterprise: Suite per la gestione dei dati in mobilità

Good TechnologyAttraverso le applicazioni della Suite Good, Good Technology crea nuove possibilità per aziende, istituzioni e singoli utenti, di massimizzare la produttività lavorativa e personale fornendo accesso in mobilità sicuro, immediato e facile a dati, applicazioni e servizi di centinaia di dispositivi mobile.

Good Technology è uno dei leader provider di soluzioni open per la mobilità rivolte al mercato business, della Pubblica Amministrazione, delle istituzioni e consumer. Importanti aziende, realtà governative e operatori mobile si affidano a Good Technology per ampliare le proprie possibilità.

Good Technology ci ha presentato Good for You e Good for Enterprise, due Suite per la gestione dei dati in mobilità.

 

Good for You

Good for You è la soluzione proposta da Good Technology per la gestione della comunicazione in mobilità in tutti i suoi aspetti, concepita tenendo in mente le esigenze di utenti “end-user”, produttori di dispositivi mobile e operatori telefonici.

Good for You

Si tratta di una suite multipiattaforma che offre la possibilità di estendere la comunicazione in mobilità superando il concetto ormai superato di email come strumento unico di comunicazione sul web, consentendo di rimanere in contatto in tempo reale con colleghi, amici, familiari in diversi modi: email, social network, SMS, instant messaging, condivisione di appuntamenti ed immagini.

Good for YouGood for You
La gestione della posta su sistemi Symbian e Windows Mobile.

Good for You è compatibile con più di 400 dispositivi; questo assicura la possibilità di utilizzare questa suite sulla quasi totalità dei device mobile disponibili.

 

Good for You è compatibile con:

  • Android
  • Symbian S60 v3.0
  • Windows Mobile PocketPC e Smartphone
  • BREW
  • Java (J2ME)
  • Embedded per altri sistemi operativi mobile

Good for You è modularmente strutturata in quattro componenti:

 

Good Mobile Email

Good Mobile Email consente la gestione in mobilità delle email. Grazie alla tecnologia Good ConstantSync è infatti possibile sincronizzare il proprio smartphone con qualsiasi mail aziendale e personale si desideri (sia che sfrutti POP, IMAP o sistemi proprietari di gestione delle email).

Good for You
La visualizzazione della posta in arrivo sotto Windows Mobile.

Good Mobile Email consente il massimo della libertà dal momento che si possono impostare più account di posta, ciascuno gestito tramite una differente mailbox, e supporta i maggiori provider di posta elettronica come GMail, Yahoo! Mail, Hotmail (il quale è supportato da pochissimi altri software), e MS Exchange.

Good for YouGood for You
Due esempi di gestione di account di posta multipli.

 

Good Mobile Social Networking

Good Technology ha bene in mente il futuro del Web e i servizi online che si stanno facendo sempre più “virali” sulla rete: i più importanti tra questi servizi sono i Social Network.

Good for You

Good Mobile Social Networking consente un accesso diretto ai più importanti Social Network come Facebook, Twitter, Flickr, Photobucket e anche a servizi di email, attraverso la tecnologia Good Connected Address Book. In questo modo si sarà sempre aggiornati su che cosa succede in tempo reale, ottimizzando l’utilizzo dei Social Network per la navigazione in mobilità.

 

Good Mobile Portal

Tramite Good Mobile Portal è possibile archiviare sul web dati personali come l’agenda, la rubrica personale e informazioni importanti. Tutti questi dati, che consentono al cellulare di essere sempre in sincronia con quanto è presente nel repository personale (i dati vengono infatti salvati su Internet, in modo totalmente cifrato, solitamente presso l’operatore telefonico), possono essere visualizzati e modificati tramite qualsiasi browser web previa autenticazione. I dati modificati via web si aggiornano automaticamente sul cellulare e viceversa.

 

Good Mobile Exchange Access

Tramite questo servizio è possibile la completa sincronizzazione con Microsoft Exchange di posta elettronica, contatti, agenda, calendari e appuntamenti, rendendo non più necessari l’installazione di appositi server o avere il PC connesso costantemente.

 

La suite Good for You si rivolge in modi diversi ai settori del mercato mobile, in base alle differenti esigenze:

Produttori di dispositivi: tramite la tecnologia Good Mobile Embedded i produttori di smartphone possono integrare versioni personalizzate della suite Good for You, ottimizzate per il particolare tipo di cellulare in produzione. Tramite Embedded, gli sviluppatori hanno accesso alla più vasta gamma di servizi di social networking e di messaggistica, consentendo di sviluppare una user experience unica e personalizzata. Vi è infatti una API specifica che consente l’ottimizzazione dello sviluppo e l’abbattimento dei costi e dei tempi di produzione.

Operatori Telefonici: gli operatori telefonici, grazie alla personalizzazione della suite Good for You, sono in grado di aumentare la soddisfazione dei clienti tramite l’integrazione di email, messaggistica istantanea, social networking e l’estensione del parco applicazioni tramite app di terze parti sviluppate con logica web 2.0 (Good Technology ha incentrato tutto lo sviluppo di Good For You sul web 2.0, infatti). La possibilità di personalizzare l’interfaccia grafica della suite tramite l’SDK web 2.0 concede agli operatori telefonici la possibilità di scegliere la disposizione delle applicazioni, l’aspetto e la logica push o on-demand dei servizi di messaggistica e social networking, incrementando e potenziando dinamicamente la user experience, eventualmente integrandola con piani tariffari internet-based.

Utenti “end user”: i privati che desiderano utilizzare la suite Good for You hanno la possibilità di installare clients specifici creati da Good e distribuiti solitamente dagli operatori telefonici, che si auto-installano sui propri device in pochi minuti. Inoltre possono scegliere cellulari o operatori telefonici che integrano all’interno del device o del piano tariffario programmi derivati dalla suite Good for You.

 

Good for Enterprise

Good for Enterprise è la soluzione “state of the art” per la comunicazione in mobilità, concepita per le aziende. Good for Enterprise garantisce agli IT Manager delle aziende che decidono di optare per la suite Good una piattaforma scalabile per la gestione dei dati in mobilità, e offre molteplici funzioni come la condivisione e la sincronizzazione dei dati tra il PC e il cellulare smartphone, la gestione di email, calendari, appuntamenti, rubriche, informazioni sensibili e l’accesso a reti ed applicazioni dietro i firewall aziendali.

Good for Enterprise

Good for Enterprise consegna nelle mani dell’IT Manager dell’azienda uno strumento altamente specializzato per la gestione degli accessi alla VPN aziendale, dal momento che può specificare una policy di accessi estremamente scalabile e personalizzabile.

 

Inoltre Good for Enterprise si fregia della possibilità di trasformare l’iPhone in un vero strumento di produttività, dal momento che la suite è stata sviluppata in piena compatibilità con il dispositivo Apple. La suite Good for Enterprise – iPhone consente all’IT Manager, tramite Good Mobile Control for iPhone, di gestire l’iPhone in tutti i suoi aspetti più peculiari: può impostare una policy molto aperta, consentendo l’apertura di allegati di qualsiasi tipo e l’installazione di programmi di terze parti, oppure scalare la policy fino al punto, ad esempio, di disabilitare l’accesso ad iTunes, assicurando totale sicurezza nel device, per la preservazione dei dati.

Good for Enterprise

 

Good for Enterprise è compatibile con:

  • Apple iPhone originale, 3G, 3GS, iPod Touch e iPad (per l’iPad sarà presto disponibile anche la versione HD)
  • Android
  • Symbian S60
  • Windows Mobile
  • Palm webOS

Per poter utilizzare la suite Good for Enterprise, è necessario installare in azienda un server dedicato di Good Technology, che opera in parallelo al server aziendale e consente il traffico, la crittografia e la gestione dei dati scambiati tra i mobile device che utilizzano Good for Enterprise e la VPN aziendale.

La sicurezza dei dati è assicurata da una cifratura AES a 192 bit, dalla necessità di accedere con una password alla suite Good for Enterprise e alla possibilità di effettuare una cancellazione totale dei dati da remoto nel caso di smarrimento o furto del cellulare.

 

Good for Enterprise è composta da 3 moduli:

 

Good Mobile Messaging

Good Mobile Messaging garantisce l’accesso all’email e ai dati personali direttamente dal cellulare. Le operazioni di lettura e scrittura di email, il download e la visione di allegati, la pianificazione di meeting e appuntamenti di lavoro, avvengono con il massimo della semplicità dal momento che Good for Enterprise è studiato e adattato alle interfacce dei diversi cellulari e sistemi operativi, onde ottimizzarne l’utilizzo.

Inoltre, a parte l’interfaccia grafica, che chiaramente differisce per aspetto in base ai diversi cellulari, le funzioni sono assolutamente identiche in tutte le versioni del programma (nelle immagini le versioni per iPhone, Android e Windows Mobile), in modo tale da non modificare la user experience del prodotto anche nel caso in cui l’utente cambi cellulare dopo qualche tempo.

Good for EnterpriseGood for Enterprise
La gestione dei messaggi su iPhone e Android.

La gestione degli allegati è estremamente ottimizzata, dal momento che questi ultimi vengono scaricati non automaticamente, ma solamente nel momento in cui l’utente decide di scaricarli: questo ottimizza la velocità di sincronizzazione delle email, ed essendo una logica “pull”, in cui è l’utente a decidere quando scaricare gli allegati, ottimizza il tempo passato connessi alla rete internet in mobilità, che spesso ha dei costi non trascurabili.

Good for Enterprise
Ecco un esempio di gestione degli allegati su Windows Mobile.

La sincronizzazione delle mail avviene in logica push, di conseguenza viene notificata automaticamente la presenza di nuove email, appuntamenti o richieste di conferma. Ad esempio sull’iPhone, nel momento in cui sono presenti nuove mail, sull’icona del programma sul desktop dell’iPhone appare una notifica che segnala la presenza di nuovi contenuti; su Android, è possibile inserire sul desktop dei “gadget” che segnalano la presenza di nuovi contenuti.

Good for Enterprise

Good Mobile Messaging ottimizza anche la gestione degli appuntamenti: si possono creare nuovi appuntamenti direttamente dal calendario integrato, e richiedere la partecipazione di altri colleghi dei quali, se dispongono anch’essi di Good Mobile Messaging, è automaticamente notificata la disponibilità o indisponibilità: a quelle persone è contemporaneamente e automaticamente inoltrata una notifica in cui si richiede la partecipazione al meeting che è stato appena creato.

Good for EnterpriseGood for Enterprise
La gestione degli appuntamenti su iPhone e su Android.

 

Good Mobile Access

Good Mobile Access consente l’accesso in totale sicurezza alle applicazioni, alle risorse e ai dati residenti dietro il firewall aziendale. In questo modo è possibile accedere alle intranet aziendali, ai server di compagnia e ai database. La sicurezza è garantita da una cifratura AES a 192 bit. Mobile Access consente l’accesso a tutte quelle applicazioni che utilizzano un sistema di comunicazione TCP standard (la maggior parte delle applicazioni web-based).

 

Good Mobile Control

Good Mobile Control è lo strumento tramite il quale l’IT Manager dell’azienda crea e gestisce le policy di sicurezza e di accesso ai dati da parte dei vari device dell’azienda che utilizzando Good for Enterprise. La gestione dei dati avviene attraverso un portale di amministrazione web-based, attraverso il quale è possibile modificare ed impostare diversi livelli di accesso ai dati, limitare o inibire alcune funzioni dei device (ad esempio il già menzionato controllo degli allegati o la gestione di iTunes sull’iPhone) e impostare vincoli di sicurezza aggiuntivi (ad esempio la possibilità di chiedere la password sul device ogni 30 minuti di utilizzo, o la possibilità di effettuare il wipe dei dati del cellulare da remoto).

 

Good for Enterprise è quindi una soluzione ottimale, stabile, cross-platform e completamente scalabile per la gestione dei dati aziendali in mobilità, con una forte attenzione alla sicurezza dei dati e alle policy di amministrazione da parte degli IT Manager delle aziende. Good Technology, con Good for Enterprise, trascende le email come unico strumento di comunicazione aziendale, aprendo alle nuove tecnologie mobile il mondo del lavoro.

 

Per maggiori informazioni su Good for Enterprise, contattare:

Good Technology
Via Monte di Pietà 21
20121 Milano
goodit@good.com

 

Link Utili:

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iPad: a chi e a che cosa serve?

L’iPad, il tablet dei sogni made in Apple, è finalmente arrivato anche in Italia. Subito si è scatenato un battage pubblicitario e promozionale di proporzioni paragonabili solamente al lancio dell’iPhone, e tutta questa pubblicità ha dato i suoi frutti: Apple dichiara di aver venduto, dopo due mesi di commercializzazione dell’iPad (prima in America e adesso in Europa) , circa 2 milioni di unità.

Numeri che fanno girare la testa, e il primo pensiero che sopraggiunge in modo naturale è che presto vedremo ogni giorno tanti iPad quanti sono gli iPhone ad oggi.

A questo punto vale la pena fermarci un attimo e porci la domanda che molti in questi giorni, presi dalla frenesia dell’acquisto indiscriminato, non si sono ancora posti: a cosa serve effettivamente l’iPad?

Le recensioni tecniche del nuovo gioiello Apple in questo periodo sono letteralmente spuntate come funghi, ne hanno parlato giornali, televisione, radio e web: di conseguenza pare superfluo elencare le caratteristiche dell’iPad.

Da subito è chiaramente emerso come questo tablet sia estremamente carente se paragonato ad un comune computer portatile. E’ privo di tastiera fisica ed è limitato dal punto di vista della connettività, dal momento che dispone solamente di connessione wifi e 3G, oltre alla connettività Bluetooth. Per non parlare della connettività fisica: privo di qualsiasi lettore di schede SD e soprattutto privo di porte USB e di uscita video VGA o HDMI.
Dispone solamente di una porta dock proprietaria Apple, con la quale si può connettere l’iPad ad un computer. A questo punto molti di voi salteranno sulla sedia: come, collegare l’iPad ad un computer? Ma allora non è un computer! E a che cosa mi serve, se non è un computer?

Per rispondere in una volta sola a queste domande: di fatto l’iPad è una periferica o, per meglio dire, un dispositivo mobile dipendente da un computer.

Se arrivati a questo punto dell’articolo vi è salito il sangue alla testa e state imprecando contro Apple per frode pubblicitaria, calmate i bollenti spiriti. Anche se l’iPad non è un computer, questo non vuol dire che sia inutile, anzi, tutt’altro.

L’iPad deve essere considerato non tanto un sostituto del computer, ruolo per il quale non è stato concepito, bensì come un dispositivo mobile destinato alla fruizione di contenuti.

Chi di voi ha avuto la possibilità di provarlo con mano, si sarà certamente reso conto della difficoltà che si ha nello scrivere dei testi lunghi con la tastiera on-screen; negli store Apple non ci si rende bene conto di questo problema, dal momento che furbescamente gli iPad sono presentati appoggiati su dei comodi supporti inclinati, i quali forniscono l’impressione di una certa comodità d’uso. Il vero test consiste nel tenere in una mano l’iPad e nello scrivere con l’altra: dopo qualche minuto il braccio che regge l’iPad cominca a stancarsi (l'iPad pesa comunque mezzo chilo), e si deve cercare una superficie su cui appoggiare il dispositivo per riposare le mani.

Sorge quindi un altro problema: dove appoggiare l’iPad, se escludiamo i supporti forniti dagli iStore, comodi da tenere in casa ma un po’ poco pratici da trasportare? Escludendo contorsionismi circensi o pose poco eleganti, come appoggiare le gambe sul tavolo tenendo l’iPad in grembo come si vede in svariate pubblicità Apple, cosa che possiamo fare tranquillamente nella nostra abitazione ma difficilmente al bar o sul posto di lavoro, l’unica soluzione possibile resta adoperare l’iPad reggendolo con una mano e scrivendo con l’altra, nella posizione che Mr. Jobs ci mostra nella foto qua sopra.

Ed è qua che l’iPad rivela le sue reali potenzialità: è un formidabile e-book reader, e consente una fruizione dei contenuti multimediali senza paragoni nel mondo del mobile computing.

 

iBook, l’applicazione per leggere i libri virtuali, è a dir poco sensazionale. Dopo qualche minuto di utilizzo, sfogliando il libro con un dito, ci si rende conto che l’ebook può essere davvero una realtà alternativa al libro cartaceo. La risposta dell’iPad allo sfogliare delle pagine dell’utente è assolutamente perfetta, e se si tiene una illuminazione dello schermo adeguata in modo da non stancare gli occhi, l’illusione di leggere un vero libro è notevole. Reggendo il dispositivo con due mani durante la lettura, esso non pesa quanto se lo si tiene con una mano sola,  e anzi si rivela piuttosto comodo.

Per ora i libri disponibili non sono molti, ma se Apple ha intenzione di mettere lo stesso impegno nella creazione di una libreria virtuale di quanto ce ne ha messo nello sviluppare iTunes come store musicale, allora da questo punto di vista ne vedremo certamente delle belle.

Per quanto riguarda la difficoltà di appoggio, è opportuno l'acquisto della custodia originale Apple, la quale integra un supporto che consente di mettere l'iPad come su un piano inclinato, analogamente ai supporti visti negli iStore. Comoda per il trasporto e per l'utilizzo prolungato.

La fruizione di Internet merita un discorso a parte. Dimentichiamo per un attimo la navigazione tramite tastiera e mouse e immergiamoci in un nuovo concetto di navigazione: quello tramite multitouch. Il cosiddetto Web 2.0, quello di Facebook, Twitter e delle applicazioni online sembra che sia stato concepito da anni per essere fruito tramite iPad: grandi bottoni cliccabili, navigazione a scorrimento, gallerie fotografiche, tutto questo tramite iPad rende molto di più che navigare con tastiera e mouse, i quali anzi sembrano obsoleti e lenti, in confronto. Per zoomare in una pagina web con l’iPad bastano due dita, mentre con tastiera e mouse occorrono combinazioni di tasti e tempi di risposta più elevati, dato che il web browser deve adattarsi al comando che gli viene fornito. Con Safari per iPad tutto questo è alle spalle, gli zoom sono immediati ed il multitouch risponde perfettamente agli input dell’utente. Chiunque abbia provato Google Maps con l’iPad sa di che cosa parlo.

Anche se l’assenza di Flash su iPad è una gravissima carenza, YouTube è tranquillamente visionabile sia sul sito ufficiale (dal momento che ha riconvertito tutti i video in HTML5) sia tramite un’applicazione dedicata, e bisogna dire che vedere un video sullo schermo dell’iPad è piuttosto soddisfacente. Se fosse integrato Flash, la navigazione internet tramite iPad non avrebbe eguali, perlomeno nel mercato del mobile attuale.

L’iPad ha in dotazione delle applicazioni che consentono di stilare delle note e dei promemoria, ha una comoda agenda/schedario/rubrica, ma queste applicazioni risentono comunque della difficoltà nella produzione dei testi descritta precedentemente. Ciò che non è stato implementato da Apple, e grave mancanza dell’iPad, è l’impossibilità di usare una penna digitale per scrivere sul tablet. Questo aveva fatto in un primo tempo la forza del progetto Microsoft Courier, antagonista dichiarato dell’iPad, progetto su cui Microsoft ha fatto harakiri e che probabilmente non vedremo mai negli scaffali dei negozi.
Se ci fosse la possibilità di scrivere e non solo di digitare, l’iPad diventerebbe il fantastico strumento completo di fruizione/produzione testi che ora non è, e potrebbe seriamente ambire a diventare un valido sostituto del computer portatile, cosa che evidentemente non è nelle attuali mire di Cupertino.

Inutile soffermarsi sulla carenza dal punto di vista telefonico dell’iPad, il quale non dispone nemmeno di una piccola webcam o di un microfono (sebbene abbia un jack per le cuffie e per un microfono). Integra tutte le funzioni dell’iPod già viste nell’iPhone, e quindi non ci soffermeremo sulla riproduzione musicale, materia in cui Apple sta dettando legge da quasi un decennio. Impeccabile, comunque.

Lo spazio in memoria dell'iPad non è molto, e ricorda i primi modelli di Eeepc: 16, 32 o 64GB di memoria Flash SSD. Non paragonabili ai 500 GB di cui ormai dispone buona parte dei portatili in commercio, tuttavia sufficienti, se non si considera l’iPad un computer ma un’altra cosa. Inoltre, la memoria Flash è molto più veloce e reattiva di un normale hard disk di memoria analoga.

In conclusione, l'iPad non è un computer, non è un tablet, non è un cellulare. A chi e a che cosa serve dunque? Possiamo dire che l’iPad è un dispositivo nuovo, alternativo e non sostitutivo ai suddetti, che offre nuove possibilità e soprattutto nuove modalità di fruizione dei contenuti multimediali, i quali si stanno facendo sempre più invadenti e presenti nella nostra quotidianità. E’ uno strumento adatto a persone che non hanno paura di mettere in discussione il loro punto di vista sui contenuti digitali e sono disposti a cambiare il loro modo di acquisire, fruire, produrre e rapportarsi con questi contenuti.

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Symbian rilancia la sfida con l’open source

SymbianIl recente completamento del processo di apertura del codice relativo al più diffuso sistema operativo per smartphone ci offre l'occasione per fare il punto sulla situazione presente e, soprattutto, futura della piattaforma...

Il 4 Febbraio del 2010, infatti, la Symbian Foundation (organizzazione che annovera tra le sue fila nomi del calibro di Nokia, Samsung, Sony Ericsson...) ha “liberato” l'intero codice sorgente della piattaforma, mettendolo a disposizione di chiunque volesse utilizzarlo.

Non un risultato da poco se si tiene conto che la migrazione di Symbian, piattaforma in sviluppo da oltre dieci anni, da software proprietario a open-source è stata la più grande transizione di questo tipo, compiuta anche in anticipo di alcuni mesi sui tempi programmati.

La scelta della licenza è ricaduta sull'EPL (Eclipse Public License), benedetta anche dalla Free Software Foundation di Richard Stallman: in parole povere qualsiasi compagnia o individuo potrà utilizzare e modificare il codice sorgente della piattaforma per creare un nuovo smartphone, ma anche, ad esempio, per realizzare un tablet pc o qualsiasi altro dispositivo si voglia. Si spera in questo modo di innescare un circolo virtuoso tra sviluppatori e utenti che permetta il miglioramento complessivo dell'intero sistema.

Non solo: la Symbian Foundation si impegna a garantire completa trasparenza verso la comunità relativamente all'evoluzione della piattaforma, con particolare attenzione alla roadmap e alle funzionalità da implementare nel prossimo futuro (2011).

Ma quali sono questi piani futuri?

Tutti sappiamo come, attualmente, Symbian sia una piattaforma solida e affidabile, ma non troppo al passo con i tempi, soprattutto dal punto di vista dell'interfaccia grafica. Certo, le applicazioni per i social network sono presenti, così come interessanti capacità multimediali (come la gestione dei flussi HD), ma alla Symbian Foundation sanno bene che non basta per rubare la scena mediatica a concorrenti sempre più invadenti come l'agguerritissimo Android, il neonato Windows Mobile 7 e l'onnipresente iPhone OS. Spazio, dunque, alle proposte della fondazione, alcune al limite del visionario.

 

Il Symbian di domani

Simbyan di domani

  • Location Alert: con questa funzionalità si indica la capacità del telefono di comunicare alle applicazioni il raggiungimento o l'abbandono di una certa zona. I possibili utilizzi sono limitati soltanto dalla fantasia degli sviluppatori e sarebbero facilmente integrabili con l'enorme quantità di informazioni accumulata in servizi come Google Maps.
  • Touch Connection: identifica lo scambio di informazioni tra dispositivi, il cui avvio è iniziato da un semplice tocco tra essi. Alcuni esempi: scambio di biglietti da visita virtuali, accoppiamento tra un auricolare Bluetooth e telefono, scambio di musica. Tutto questo mediante un semplice sfioramento, senza bisogno di complicate configurazioni. Nelle attuali versioni di Symbian è già presente la tecnologia “Near Field Communication”, utilizzata nei sistemi di pagamento tramite cellulare.
  • Parallel Calendars: la capacità del telefono di gestire diversi calendari d'impegni (ad esempio uno lavorativo, l'altro privato) mantenendo sempre la corretta sincronizzazione senza d'aver bisogno di strumenti aggiuntivi (come ad esempio un computer).
  • Timezone Detector: con questo nome si indica la capacità del telefono di riconoscere il fuso orario della posizione geografica in cui ci si trova e, di conseguenza, rimodulare autonomamente gli eventi associati.

 

Il Symbian del futuro

Le seguenti idee sono contenute in una sezione del sito Symbian Foundation, caratterizzata da un piglio umoristico, dedicata a quanto il futuro (non prossimo!) ci potrebbe riservare per i nostri telefoni mobili.

Symbian del futuro

  • Holographic display: le tre dimensioni spaziali nei display della telefonia mobile.
  • Phone locator: la capacità del telefono di essere sempre fisicamente raggiungibile dal proprietario. Come giustamente fatto notare dalla fondazione, l'implementazione di questa caratteristica richiede, innanzitutto, qualche piccolo passo avanti nella tecnologia del teletrasporto...
  • GPS and Maps: niente di nuovo, si potrebbe pensare... Il sistema di navigazione pensato da Symbian è, invece, abbastanza evoluto, essendo in grado di considerare un elevato numero di informazioni eterogenee (come, ad esempio, la salute incerta di un utente che potrebbe sconsigliare un percorso troppo affaticante).
  • Identity device: forse, l'idea meno remota di tutte. Il telefono diventa carta d'identità personale e repository delle principali informazioni relative alla persona. L'interazione con cose e altri esseri umani si semplifica notevolmente (trasporti, banking, informazioni mediche), il tutto con un occhio di riguardo per la sicurezza.

 

Manca qualcosa?

Symbian Ideas

Se per caso pensate di avere un'idea geniale che potrebbe rivoluzionare il mondo della telefonia mobile (o più semplicemente potrebbe semplificare la vita agli utenti) e volete portarla all'attenzione degli sviluppatori Symbian, niente di più semplice: concretizzando il nuovo corso del processo di sviluppo, la fondazione ha messo a disposizione il sito Symbian Ideas nel quale chiunque potrà suggerire funzionalità da implementare per migliorare la piattaforma.

Non solo: esiste anche un sistema di valutazione e commenti per ciascuna proposta degli utenti. In questo modo è possibile conoscere quale idea è più gradita alla comunità, con forti probabilità che verrà inclusa in una delle prossime release del sistema operativo.

 

La roadmap

Tornando con i piedi per terra può essere utile dare un'occhiata alla roadmap della piattaforma, in modo da capire lo stato attuale e quello prossimo futuro.

Symbian roadmap

Dopo essere stato completato il già citato processo di apertura della piattaforma, il 15 Febbraio 2010 la Fondazione ha rilasciato la release Symbian^3: si prevede che i primi dispositivi con a bordo tale versione escano durante il terzo trimestre dell'anno.

Tra le novità introdotte troviamo:

  • Maggiore usabilità ottenuta sfruttando un paradigma di utilizzo a singolo click, il supporto del multi-touch, un migliore uso della memoria e un'interfaccia basata sulla nuova architettura grafica (NGA).
  • Symbian^3Symbian^3

    Symbian^3Symbian^3

  • Rinnovato home screen, capace di supportare un numero illimitato di pagine (ovviamente in base alla memoria del sistema). Scontata la presenza dei widget: meno comune è invece la possibilità di avere più istanze di ciascuno di essi (si pensi a un notificatore per le mail lanciato più volte in modo da controllare diverse caselle). Allo stesso modo risulta interessante la presenza di un manager che si occuperà dell'individuazione e scaricamento dei nuovi widget.
  • Uscita HDMI verso i televisori di nuova generazione su cui redirigere l'output dei vari media player o giochi.
  • Gestione del player multimediale tramite headset grazie al Bluetooth Audio/Video Remote Control Profile.
  • Integrazione tra un'eventuale radio FM del dispositivo e gli store online, in modo da poter acquistare istantaneamente la canzone che si sta ascoltando.
  • Processo di connessione a Internet semplificato che include il roaming trasparente da rete cellulare a WiFi se disponibile.
  • Gestione intelligente delle risorse di rete (come ad esempio la larghezza di banda), in base alle indicazioni fornite da ciascun'applicazione.
  • Nuovo stack di rete, pronto a supportare le future reti ad alta velocità.

Per quanto riguarda la release Symbian^4, si prevede che possa essere completata entro la seconda metà del 2010, in modo tale da immettere sul mercato i primi telefoni con essa durante la prima metà del 2011.

La lista delle caratteristiche è ancora poco dettagliata, ma qualche punto fermo può essere già trovato.

Si sa infatti, con una buona dose di certezza, che l'interfaccia grafica verrà completamente ridisegnata, focalizzandola completamente su dispositivi touch. Tutte le applicazioni subiranno, inoltre, un massiccio restyling non soltanto cosmetico, ma anche sostanziale.

Symbian^4

Di seguito viene presentato qualche possibile mock-up dell'interfaccia:

Symbian^4Symbian^4

Symbian^4Symbian^4

Molte delle migliorie introdotte saranno dovute all'adozione del nuovo application framework Qt 4.6.1, il cui uso era già stato introdotto in Symbian^3, ma reso obbligatorio per la release numero 4. Le Qt dovrebbero portare a una semplificazione nella scrittura del software, accompagnata da maggiore velocità e diverse migliorie estetiche.

Qt

Tirando le somme si può concludere che la Symbian Foundation ha messo davvero molta carne al fuoco: da utenti si può solo sperare che tutte le intenzioni vengano confermate in modo da avere sempre maggiore qualità nel mercato degli smartphone.

A chi fosse interessato consiglio di visitare il sito della Fondazione, davvero ottimo sia per quanto riguarda i contenuti che la forma: uno strumento che riesce a trasmettere il forte entusiasmo che la comunità sembra avere per questa nuova strada intrapresa da Symbian.

 

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Bada, un oceano di possibilità da Samsung

Bada logoLa guerra delle piattaforme software nella telefonia mobile si combatte senza esclusione di colpi: Samsung, tradizionalmente legata all'hardware, invade il territorio delle software house proponendo Bada. Vediamo meglio di cosa si tratta...

L'obiettivo di Samsung è dichiarato: rendere gli smartphone alla portata, anche economica, di tutti, in modo tale che chiunque possa godere dei vantaggi di questi dispositivi evoluti, attualmente disponibili solo per una piccola percentuale di utenti.

Bada, descritta come una piattaforma smartphone per le masse, è lo strumento che, nella visione di Samsung, permetterà la realizzazione di questo scenario (pomposamente definito dall'azienda coreana “la smartphone era, una nuova democrazia per miliardi di persone”).

What is Bada

Ma, sostanzialmente, di cosa stiamo parlando?

Una volta spazzato il fumo che avvolge il sito ufficiale del progetto, si capisce che abbiamo di fronte il tentativo di Samsung di seguire la strada intrapresa, ormai, da tutti i maggiori player nell'ambito della telefonia mobile: ottenere la fidelizzazione del cliente.

Quali sono gli strumenti per raggiungere questo risultato?

  • La creazione di ambienti software sempre più pervasivi (che, spesso, vanno oltre il dispositivo fisico rappresentato dal telefono, si pensi a Vodafone 360).
  • La connettività totale (si pensi, ad esempio, al supporto a programmi di instant messenger e social network, un modo per ottenere una compatibilità sulle informazioni non avendo quella sulle applicazioni).
  • Fornire applicazioni e servizi che coprano tutte le esigenze del consumatore (fulcro dei quali sono i vari market da cui recuperare i software).

La battaglia non si combatte più confrontando soltanto il dispositivo in se (per quanto questo abbia ancora importanza), ma si sposta sempre più verso ciò che permette di fare.

Ovviamente una strategia del genere non può avere successo se non si pensa anche all'altra faccia della medaglia: gli sviluppatori. Come già sottolineato nell'articolo dedicato all'ambiente di sviluppo per Android personalizzato da Motorola, chi crea il software ha un ruolo fondamentale nella formazione di quell'ecosistema mobile che, per forza di cose, non può basarsi unicamente su quanto messo a disposizione dai progettisti della piattaforma.

Anche Bada non sfugge a questa regola, mettendo a disposizione degli sviluppatori un IDE (Integrated Development Environment) e un SDK (Software Development Kit) che puntano a facilitare il più possibile la creazione di software. In aggiunta è stato creato anche un sito dedicato agli sviluppatori che rappresenta un buon punto di partenza per capire la piattaforma da un punto di vista tecnico.

Partiamo dall'architettura del sistema come descritta nella seguente immagine:

Bada architecture

Alla base di tutto c'è il kernel, o per meglio dire, un kernel. Infatti una delle più interessanti caratteristiche della piattaforma è quella di non essere strettamente legata a un certo tipo di kernel, il cui unico obbligo è quello di essere real-time (cioè, per dirla semplicisticamente, avere la capacità di compiere le operazioni in tempi deterministici). Come ovvio Linux si suppone sarà una delle scelte più gettonate per lo sviluppo dei nuovi dispositivi Bada (voci di corridoio suggeriscono che anche il nuovo Wave abbia il Pinguino al suo interno).

Il Device Layer si occupa di implementare alcune delle più importanti funzioni del dispositivo tra cui la parte strettamente telefonica e quella relativa al sistema di gestione della grafica.

Allontanandosi dal kernel l'astrazione aumenta sempre di più: il terzo layer (Service) si occupa di implementare una delle idee portanti di Bada, cioè quella di essere una piattaforma service-centric, dunque fondata sui servizi, siano essi locali o remoti.

Per ultimo abbiamo lo strato Framework, il più importante per gli sviluppatori perché l'unico con il quale si possa effettivamente interagire: questo livello mette infatti a disposizione un'API (Application Programming Interface) per creare applicazioni e sfruttare quanto messo a disposizione dagli strati sottostanti.

C++ è il linguaggio che, al momento attuale, è previsto si utilizzi per la scrittura delle applicazioni. La documentazione mette in mostra una serie di namespace (che potremmo definire, in maniera poco ortodossa, contenitori) all'interno dei quali troviamo le classi che ci permetteranno di sfruttare le potenzialità dello smartphone.

Tralasciando i namespace principalmente dedicati agli aspetti tecnici della programmazione (come ad esempio Base che fornisce i tipi di dato, l'implementazione dei thread, i meccanismi per la sincronizzazione...), andiamo a descrivere alcuni di quelli che, invece, possono essere considerati interessanti dal punto di vista delle funzionalità.

  • Graphics: il framework mette a disposizione classi per la gestione della grafica sia 2D (primitive, bitmap e font vettoriali) che 3D (OpenGL ES 1.1 e 2.0, EGL). Sembra che Samsung punti molto su Bada anche come piattaforma per il gioco in mobilità, quindi questa parte dovrebbe essere di qualità elevata.
  • Ui: namespace dedicato alla creazione di interfacce grafiche. Oltre alla gestione degli eventi e all'utilizzo dei normali elementi a cui gli attuali sistemi operativi per smartphone ci hanno abituato, lo sviluppatore ha la possibilità di utilizzare tutto quanto messo a disposizione da TouchWiz 3.0, l'interfaccia utilizzata da Samsung per la sua linea di telefoni Bada enabled. Stiamo parlando di controlli avanzati contenenti elementi Flash, mappe, animazioni, pagine web (sfruttando la tecnologia Webkit), ma anche di elementi tipici del sistema operativo, come ad esempio, il tastierino virtuale o il multi-touch. Sembra inoltre che si potrà sfruttare un tool grafico (UI Builder) per costruire le GUI (Graphical User Interface).
  • Bada UI

  • Uix: fornisce classi che facilitano l'interazione avanzata con l'utente. In sostanza permettono la gestione di componenti come i vari tipi di sensori presenti in un telefono (accelerazione, magnetico, di prossimità...), il GPS, la fotocamera... In aggiunta troviamo funzionalità avanzate come il riconoscimento di pattern di movimento o la localizzazione di visi mediante la fotocamera.
  • Media: per la gestione di file e flussi multimediali. Si potranno, quindi, usare le funzionalità che permettono la riproduzione e registrazione di stream audio/video e l'elaborazione di immagini. Interessante il supporto a diversi tipi di file (tra gli altri H.263, H.264, MPEG-4 e VC-1).
  • Bada Media

  • Social: namespace che permette di gestire i dati personali dell'utente come, ad esempio, la rubrica contatti, il calendario e i log delle varie attività intraprese dal proprietario del telefono. Non solo: la piattaforma ha implementato, tramite i bada Server, quello che viene chiamato SNS (Social Network Service) gateway, cioè un'interfaccia comune ai vari servizi di social networking (al momento attuale supportato solo Twitter). Ciò significa che, potenzialmente, da un unico punto di accesso si avrà la possibilità di gestire le informazioni dirette verso i vari servizi (ma anche da essi provenienti), come ad esempio la buddy list. Allo stesso modo si centralizzeranno le operazioni in maniera trasparente (pensiamo all'indirizzamento di un messaggio verso un utente, fatto senza la necessità di conoscere il “veicolo”).
  • Bada Social

  • Content: classi dedicate alla gestione dei contenuti (e alla loro ricerca) sia in locale (cioè dati fisicamente presenti nel telefono) che in remoto (dati presenti nella “nuvola”), funzionalità ottenuta sempre tramite l'intermediazione dei bada Server.
  • Bada Content

  • Locations: insieme di classi per la gestione dei servizi di posizionamento (associati al GPS). Tra le altre interessanti caratteristiche c'è la possibilità di conoscere la posizione relativa a dispositivi remoti (quindi, ad esempio, gli smartphone dei vostri amici) da individuare, poi, nelle mappe (servizio offerto da deCarta). Il tutto avendo sempre un occhio di particolare riguardo verso la privacy.
  • Bada Locations

  • Web: per ultimo ricordiamo le classi che permettono di utilizzare le funzionalità di un browser web all'interno della propria applicazione, in speciali elementi dell'interfaccia grafica.
  • Bada Web

Da questa breve panoramica si può capire come la piattaforma abbia buone potenzialità, in particolare tenendo conto della focalizzazione sui servizi provenienti dalla “nuvola”, compresi quelli di social networking.

Quale è la principale nota stonata in tutto questo?

Fondamentalmente il fatto che, nonostante la parola open sia ripetuta in lungo e in largo in tutti i siti dedicati a Bada, al momento attuale l'SDK e l'IDE possono essere scaricati soltanto da membri del gruppo Bada Developers che hanno ottenuto la qualifica di Partner. Non siamo riusciti a trovare nel sito i requisiti necessari per raggiungere tale status (se non si considerano generiche frasi più legate al marketing che alla sostanza): si può supporre che soltanto aziende con un interesse immediato nella piattaforma al momento possano accedere agli strumenti citati precedentemente e, di conseguenza, valutare efficacemente Bada. Agli sviluppatori non partner rimane soltanto la possibilità di spulciare gli ottimi tutorial in pdf messi a disposizione nel Developer site.

Ricordiamo inoltre come l'IDE e l'SDK vengano forniti, al momento, per i soli sistemi Windows; colpisce l'assenza di strumenti di sviluppo su Linux, in particolare se si tiene conto che la toolchain è basata su software GNU.

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