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Apple vuole brevettare l’in-app purchase

Apple ha depositato presso l'USPTO (l'autorità statunitense che si occupa di brevetti e marchi) la richiesta di un brevetto che potrebbe "sbaragliare" la concorrenza.

Apple

Pare, infatti, che l'azienda di Cupertino voglia brevettare il metodo di acquisto di contenuti aggiuntivi direttamente dall'interno di un'applicazione e noto con l'espressione "in-app purchase".

In particolare, questa la descrizione in astratto della richiesta di Apple:

The present technology provides a purchasing interface within an application that allows users to purchase a product from another source without leaving the application. The application offers a product for purchase, and a user, desiring to purchase the product can provide an input effective to cause a purchasing interface to be displayed...

Se la richiesta dell'azienda di Cupertino dovesse essere accolta dall'USPTO, Google, Microsoft, RIM, Amazon e qualsiasi altro produttore che desidera continuare (o cominciare) ad utilizzare questo metodo di acquisto nel proprio store di applicazioni mobile non avrebbe altra scelta che pagare una licenza ad Apple.

Fonte: USPTO (via pocketnow.com)

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Apple ha depositato presso l’USPTO (l’autorità statunitense che si occupa di brevetti e marchi) la richiesta di un brevetto che potrebbe “sbaragliare” la concorrenza.

Apple

Pare, infatti, che l’azienda di Cupertino voglia brevettare il metodo di acquisto di contenuti aggiuntivi direttamente dall’interno di un’applicazione e noto con l’espressione “in-app purchase”.

In particolare, questa la descrizione in astratto della richiesta di Apple:

The present technology provides a purchasing interface within an application that allows users to purchase a product from another source without leaving the application. The application offers a product for purchase, and a user, desiring to purchase the product can provide an input effective to cause a purchasing interface to be displayed…

Se la richiesta dell’azienda di Cupertino dovesse essere accolta dall’USPTO, Google, Microsoft, RIM, Amazon e qualsiasi altro produttore che desidera continuare (o cominciare) ad utilizzare questo metodo di acquisto nel proprio store di applicazioni mobile non avrebbe altra scelta che pagare una licenza ad Apple.

Fonte: USPTO (via pocketnow.com)

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