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Apple: iPhone 5 al WWDC a Giugno?

HTC Desire, ovvero l'altra incarnazione del Nexus One di Google. Stesso produttore, stessa anima, stessa immutata potenza.

 

Con il Desire HTC ha rinnovato profondamente la sua line-up, introducendo un Android Phone che fissa nuovi standard per quanto riguarda l'aspetto hardware e software. Se, sino ad ora, era stato compito dell'HTC Hero tenere alto il livello degli smartphone Android di casa HTC, con il Desire l'azienda fa salire di livello la fascia di prodotto creandone una nuova che offre feature ancora più evolute.

L'Hero viene così assorbito dal suo erede, ovvero il Legend, che diventa smartphone di fascia medio-alta, mentre al Desire spetta il compito di rappresentare il modello top di gamma, quello che non va incontro ad alcun compromesso sotto il profilo della prestazioni.

Immancabile il confronto con il fratello gemello, ovvero il Nexus One che è stato proprio HTC a realizzare per Google. Vedremo nel corso della recensione che i particolari hardware differenti tra i due modelli sono ridotti al minimo, mentre differenze esistono a livello software sia come supporto (il Nexus One trae tutti i benefici dell'essere uno smartphone direttamente supportato da Google) sia come funzionalità (il Desire presenta il vantaggio dell'interfaccia personalizzata Sense). Particolari differenti ma, come detto in apertura, la natura è la medesima e, senza indugiare oltre, iniziamo subito a scoprirla.

L'esemplare oggetto della recensione è quello regolarmente commercializzato in Italia con la ROM no brand.


La confezione adotta uno stile minimalista senza rinunciare a mettere sin da subito in mostra il suo prezioso contenuto. All' interno troviamo: il caricabatteria, il cavo per la sincronizzazione dei dati e un paio di cuffie oltre alla consueta documentazione cartacea. Non viene fornita alcuna custodia., al contrario di quanto avviene con il Nexus One.


Il frontale dell'HTC Desire è quasi interamente occupato dall'ampio display AMOLED. A differenza di quanto non avviene con il Nexus One però, HTC non ha rinunciato ad integrare 4 pulsanti fisici nella parte bassa del frontale ed un D-pad con track-pad ottico che sostituitsce la track-ball del Nexus One.

Nella parte alta del frontale è collocato l'altoparlante e, nascosti sotto la protezione del display, i sensori di luminosità e prossimità ed il LED di notifica.


Nella parte bassa del frontale troviamo la novità introdotta dall'HTC Desire rispetto al Nexus One, ovvero il track-pad ottico circondato da quattro pulsanti fisici in alluminio.


La parte posteriore è in plastica gommata. La finitura è molto gradevole al tatto, aiuta ad avere un buon "grip" mentre si maneggia il dispositivo e previene efficacemente le ditate, non essendo lucida.

Poco sopra il logo HTC è collocata la fotocamera da 5Mp assistita dal flash a LED. Accanto alla fotocamera troviamo una piccola zona traforata sotto la quale si nasconde l'altoparlante esterno.


L'esame dei due lati dell'HTC Desire mette in evidenza l'inserto in alluminio che circonda lo schermo e che nel nostro esemplare è di colorazione bronzea. I pulsanti fisici sono ridotti al minimo. Non troviamo nè un tasto programmabile, nè uno dedicato all'attivazione della fotocamera.

Come si può notare in queste foto la parte bassa del Desire è leggermente arcuata verso l'alto, un po' come avveniva con l'Hero e come avviene con il Legend. Tale conformazione della scocca rende più comodo l'utilizzo con una sola mano quando si premono i pulsanti fisici o si utilizza il track-pad.


Il bilancere del volume è l'unico pulsante fisico integrato nei lati dello smartphone.


Il pulsante di accensione è collocato nella parte superiore dello smartphone accanto al jack standard da 3,5 mm per le cuffie. Nella parte bassa invece troviamo il connettore per il caricabatterie e per il cavo dati oltre alla piccola fessura del microfono.


L'HTC Desire viene commercializzato con una scheda MicroSD da 4GB per accedere alla quale, così come avviene per la scheda SIM, è necessario rimuovere la cover posteriore.

La cover, come abbiamo ricordato, è interamente in plastica. La rimozione è abbastanza semplice, ma richiede in ogni caso una certa cura, considerato che  tende a flettere mentre la si rimuove ed i particolari che ne assicurano il fissaggio ad incastro potrebbero essere soggetti ad usura se si è soliti cambiare spesso SIM o accedere alla memory card.


Messo a confronto con l'iPhone 3Gs il Desire appare solo leggermente più alto. Lo spessore è equivalente, mentre il Desire presenta una larghezza inferiore che lo rende, a nostro avviso, più comodo da maneggiare.


Il Desire pur appartenendo alla categoria dei "big", ovvero a quella dei dispositivi che non pongono certo la compattezza come target principale, risulta essere molto comodo da maneggiare. Il merito come detto prima è da attribuire alla larghezza ottimale, ad uno spessore contenuto ed al fatto che anche quando bisogna accedere ai pulsanti nella parte bassa del frontale il "grip", reso possibile dalla finitura gommata della parte posteriore, aiuta non poco a tenere comodamente in mano lo smartphone.

 

Scheda Tecnica

Sistema Operativo:

  • Google Andorid 2.1 (Éclair) con HTC Sense UI

Funzionalità telefoniche:

  • GSM Quadband 850/900/1800/1900 MHz
  • UMTS/HSDPA Dualband 900/2100 MHz 7,2 Mbps in download e  2 Mbps  in upload
  • GPRS/EDGE fino a 114/560 kbps in download

Display e tastiera:

  • Schermo AMOLED capacitivo multitouch da 3,7" a 480x800 pixel e 16,7 milioni di colori
  • Trackpad ottico

Processore e memoria:

  • Processore a 1 GHz, Qualcomm 8250 SnapDragon
  • RAM 576 MB
  • ROM 512 MB
  • Espandibilità tramite microSD fino a 32GB, inclusa da 8GB

Fotocamera integrata:

  • 5 MPX con flash LED, autofocus, georeferenziazione, macro, rilevamento dei volti
  • Registrazione video fino a 720x480 pixel a 30 fps

GPS integrato:

  • Si, con aGPS e bussola digitale
  • Google Maps preinstallato

Connettività:

  • Bluetooth 2.1+EDR 
  • Wi-Fi 802.11b/g
  • micro-USB 2.0
  • Jack audio da 3,5 mm

Funzioni aggiuntive:

  • Tethering ( condivisione internet tramite USB )
  • Sensori di gravità, prossimità e luce ambientale
  • Integrazione con Facebook
  • Friend Stream
  • Condivisione foto su Facebook, Flickr e Twitter
  • Condivisione video su Youtube
  • HTC Peep per Twitter
  • Radio FM
  • Abbassamento automatico della suoneria quando si prende in mano il telefono
  • La suoneria diventa silenziosa quando si gira il telefono a faccia in giù
  • Back up automatico di alcuni dati e impostazioni nella microSD card, come messaggi SMS/MMS, preferiti, password Wi-Fi e altro

Batteria:

  • Removibile e ricaricabile al Litio da 1400 mAh
  • Autonomia in conversazione GSM fino a 400 minuti, UMTS fino a 390 minuti
  • Autonomia in standby GSM fino a 340 ore, UMTS fino a 360 ore

Dimensioni e peso:

  • 119 x 60 x 11,9 mm
  • 135 grammi

 

Costruzione:

Partiamo dal design, sottolineando che HTC con il Desire ha utilizzato un approccio un po' differente rispetto a quanto mostrato con il Legend e con l'Hero. Se con questi due smartphone l'azienda ha curato particolarmente il design ricorrendo a soluzioni costruttive che lasciano sicuramente il segno (basti pensare alla monoscocca in alluminio del Legend) il Desire mostra una linea più convenzionale pur non trascurando minimamente la cura realizzativa. Per "convenzionale" intendiamo una scocca ben rifinita ed assemblata, ma non particolarmente attraente o forse è meglio usare il termine "sobria" per descriverla.

Passando all'aspetto della qualità della costruzione sottolineamno che l'alluminio del Legend lascia il posto alla prevalenza dei materiali plastici del Desire (eccezion fatta per la cornice in alluminio che circonda il display). La costruzione del Desire in ogni caso non presenta sbavature di rilievo. Lo smartphone restituisce una sensazione di solidità e l'assemblaggio è buono.
Troviamo particolarmente pratica la finitura gommata della parte posteriore che previene le ditate e non lo rende scivoloso. Nessuna sbavatura nemmeno per quanto riguarda i pulsanti fisici che sono di ottima qualità ed hanno un buon feed-back.
L'anello debole della catena è la cover posteriore. Nonostante il sistema di fissaggio sia ben ideato i materiali plastici che formano la cover stessa e gli elementi di fissaggio potrebbero, col tempo, tendere a cedere.
Dopo aver rimosso nel corso del periodo di test la cover una diecina di volte, registriamo i primi scricchiolii.


La cura costruttiva si nota dai piccoli particolari. Molto buono l'assemblaggio dei tasti fisici e del track-pad ottico che sono apparsi sempre molto solidi. Condivisibile la scelta di utilizzare una cornice d'alluminio che rafforza la scocca.

 

Display:

Il display dell'HTC Desire merita un'approfondita valutazione. Appena acceso lo schermo AMOLED  da 3,7"  ci ha subito colpito, anzi, "colpito" è un termine riduttivo, diciamo pure che ci ha mandato al tappeto. Il mix tra risoluzione elevata, densità di pixel e livello di contrasto e saturazione dei colori è un colpo che anche un navigato appassionato di smartphone fatica a sostenere. Si resta subito incantati fissando il wallpaper preinstallato che attrae immediatamente l'utente alla prima accensione con i suoi colori sgargianti.

Dopo esserci ripresi dallo "shock" e ritornati nei panni dei redattori disincantati, possiamo fare delle valutazioni in parte differenti. La saturazione è indiscutibilmente uno dei punti di forza degli AMOLED, ma rischia di essere in certi casi addirittura eccessiva sul Desire.
È sufficiente visualizzare delle foto a noi familiari per concludere che il display riproduce i rossi con una saturazione "fuori scala". L'effetto si attenua abbassando la luminosità, ma resta ugualmente presente. Niente di trascendentale e probabilmente i gusti personali di ognuno potrebbero portare a valutare diversamente questa resa: ad alcuni potrebbe piacere, ad altri un po' meno.

Altra piccola "pecca" del display legato alla trama dei pixel impiegata sul Desire è la resa con una luminosità molto bassa. Se si setta il display ad un livello di luminosità inferiore al 20-25% emerge una certa tendenza ad introdurre una dominante rosata visibile specialmente sui toni grigi.

La "delusione" finale è la resa in esterna. Bastano pochi raggi di sole per modificare l'oggetto della nostra osservazione dalle informazioni contenute sullo schermo, al nostro viso riflesso sul display dello smartphone. Anche in questo caso l'AMOLED mostra i suoi limiti, ingenerando nell'utilizzatore, in certi casi, lo stesso grado di frustrazione che si prova con i dislpay resistivi. A complicare il quadro si deve aggiungere la tendenza dello schermo ad accumulare ditate. In assenza di un trattamento oleorepellente il consiglio è quello di utilizzare una pellicola anti-glare.

Il risultato finale, nonostante alcuni aspetti negativi messi in evidenza, resta apprezzabile . L'AMOLED integrato nell'HTC Desire ha una personalità molto forte ed è quindi naturale che raggiunga delle punte estreme di eccellenza (contrasto, luminosità e saturazione), mostrando al tempo stesso dei limiti che, con le attuali tecnologie, sono il prezzo da pagare per ottenere quei risultati.

Bilanci a parte, nel corso del periodo di test l'idea di dover riaccendere il display per usare lo smartphone è sempre stata preceduta da una poco professionale ed irrazionale "gioia" di potersi rituffare nel mare dei suoi colori. Crediamo che a molti il display potrebbe fare lo stesso effetto.


Basta poco per complicare la visione del display in esterna. Nella foto a sinistra anche senza la luce diretta del sole, ma semplicemente con quella riflessa, inziano a manifestarsi i primi problemi. La superficie del display AMOLED si trasforma molto spesso in un vero e proprio specchio rendendo molto difficoltosa la lettura.

Giudizio completamente opposto esprimiamo quando osserviamo il display al chiuso. Non c'è passaggio graduale tra i due livelli di prestazioni in esterna ed al chiuso, quanto piuttosto uno stacco netto. Al chiuso si toccano punte di eccellenza per quanto riguarda saturazione dei colori, contrasto e livello di luminosità massima.

 

Reattività:

Sul  terreno delle prestazioni velocistiche pure il Desire vince a man bassa su quasi  tutti gli smartphone Android sino ad ora in commercio. I dati sulla carta parlano chiaro: un processore da 1Ghz lascia il segno, specie se coadiuvato da una dotazione di memoria sopra la media e da una sistema operativo reattivo e stabile.

La velocità la si avverte in ogni istante: dall'avvio delle applicazioni, all'esplorazione delle varie schermate della home, all'apertura delle pagine web o del Market. Il Desire è veramente fulmineo e per rallentarlo un po' ci siamo dovuti attrezzare attivando gli sfondi animati, tutte le animazioni dell'interfaccia, comprese quelle dell'aggiornamento meteo, il player musicale e il client Twitter in background. Anche così però il calo di prestazioni è minimo e si può continuare a scorrere le schermate lanciando applicazioni senza incorrere in rallentamenti che pregiudicano significativamente l'esperienza d'uso.

Un potenziale notevole, quindi, che trova l'unico limite nell'impatto sulla batteria che un processore da 1Ghz mostra di avere.

 

Interfaccia utente:

Un differenza molto netta con il Nexus One si segnala nel momento in cui si inizia ad usare lo smartphone e si incontra la rinnovata interfaccia personalizzata di HTC, ovvero, "Sense". L'interfaccia può piacere o non piacere, l'utenza Android sul punto è divisa. C'è chi vorrebbe al più presto rimuoverla liberando risorse, c'è chi la vorrebbe ad ogni costo anche sul Nexus One.
Noi abbiamo apprezzato "Sense" sin dai suoi esordi sugli smartphone Windows Mobile, piattaforma sui cui aveva, forse, un'utilità ancora maggiore stante la scarsa propensione di Windows Mobile ad essere usato senza lo stilo. Su Android, che offre elevate possibilità di personalizzazione ed è ottimizzato per l'uso con le dita, forse alcuni non la ritengono necessaria, ma noi abbiamo continuato ad apprezzarla anche in questa ulteriore incarnazione.


Per accedere al sistema è sufficiente scorrere verso il basso la barra che riporta la data e l'ora. Il lock-screen supporta gli sfondi live e permette di visualizzare in anteprima i messaggi ricevuti senza accedere alla home.

L'interfaccia Sense del Desire mette a disposizione dell'utente una home articolata in 7 schede (contro le 5 del Nexus One) ed offre numerosi widget personalizzati di HTC.


L'inconfondibile interfaccia Sense arricchisce non poco l'esperienza d'uso di Android. I Widget preinstallati sono numerosi. Noi abbiamo subito provveduto a collocare in home quelli per controllare la connessione dati e le interfacce wireless.

Una delle novità introdotte con questa versione dell'interfaccia Sense è la possibilità di accedere direttamente a ciascuna delle 7 schermate che compongono la home tramite un'unica schermata che ne raccoglie le miniature. Per attivarla è sufficiente premere due volte il pulsante home oppure "pizzicare" lo schermo sfruttando il multitouch.


Altra novità, questa volta introdotta dalla stessa versione 2.1 di Android, riguarda la possibilità di attivare gli sfondi live, ovvero dei wallpaper animati ed interattivi (ad esempio reagiscono al tocco dello schermo modificando l'animazione). Si tratta di un gadget che si paga con un maggior consumo di risorse di sistema ed un leggero rallentamento dell'interfaccia, ma quando si inizia ad usare Android 2.1 non se ne può fare a meno, almeno per provare la novità.

Ai profili invece viene assegnato un ruolo più pratico piuttosto che estetico. Con i profili si possono impostare e selezionare vari "assetti" della home  da richiamare a seconda delle necessità. In ciascun profilio si possono attivare, infatti, widget, collegamenti, programmi e sfondi differenti.


Icone grandi e chiare, un tema personalizzato da HTC che rende l'interfaccia Android ancora più gradevole, tanti widget preinstallati e molti altri disponibili nell'Android Market. Non c'è che dire: il Desire e Android sono il massimo per chi cerca un'interfaccia utente flessibile ed adattabile elle proprie esigenze.

 

Strumenti di input:

Affrontiamo subito il discorso separando le valutazioni deli strumenti di input fisici da quella espresse in relazione all'interfaccia tattile. Per quanto riguarda i primi dobbiamo sottolineare preliminarmente che se la dotazione complessiva poteva essere migliorabile (manca per esempio un pulsante dedicato alla fotocamera o uno programmabile) la scelta di integrare dei pulsanti fisici veri e propri a differenza di quelli "virtuali" del Nexus One ci è piaciuta, specie perchè si tratta, tra l'altro di pulsanti molto ben fatti. Per quanto riguarda il track-pad ottico, abbiamo rilevato una buona efficienza dell'hardware. Personalmente tendiamo a preferire l'input tramite touch-screen, ma non è che una considerazione personale. Di fatto il track-pad c'è e funziona bene.

Per quanto riguarda invece il touch-screen sottolineamo subito che l'accoppiata del capacitivo con la notevole potenza di calcolo del Desire ci ha regalato in ogni istante un'esperienza d'uso sempre appagante. Lo si nota  quando si inzia a comporre velocemente un messaggio e si registra una risposta senza alcun lag della tastiera virtuale. Una prestazione che continua a convincere anche quando si avvia il browser web e si selezioniano aree anche molto piccole o  si sfruttano le capacità multitouch del display nel browser, con le mappe e con la galleria immagini. Mai un incertezza dell'interfaccia tattile e se delle differenze di prestazioni esistono con i campioni della categoria (ved. iPhone) nell'uso pratico non vengono percepite come tali dall'utente. Ad arricchire l'esperienza d'uso contribuisce anche l'Haptic Feedback che conferma l'avvenuta pressione dello schermo con una piccola vibrazione.


I layout della tastiera virtuale sono molteplici. Ogni utente troverà quello che si addice maggiormente ai suoi gusti. Il primo layout  propone la tastiera QWERTY in modalità portrait. Non è male, ma a volte lo spazio non molto ampio tra i vari tasti porta a commettere degli errori di digitazione


Il secondo layout (a sinistra) è quello della tastiera semi-QWERTY che ci sembra un ottimo compromesso tra la full-QWERTY in portrait ed il classico tastierino numerico (a destra). In ogni caso si può fare affidamento su un efficiente sistema di suggerimenti delle parole  grazie all'XT9.


Il layout QWERTY in landscape è ottimo quando si vuole scrivere comodamente e si hanno entrambe le mani libere. Tasti ampi e ben distanziati, una leggera vibrazione che accompagna ogni tocco, la possibilità di attivare caratteri speciali con la pressione prolungate dei singoli tasti e non da ultimo, una eccellente reattività del sistema rendono l'inserimento di testi anche lunghi un'operazione semplice e molto rapida. 

 

Prestazioni telefoniche e connettività:

Sul piano della ricezione il Desire non ci ha mai deluso durante il  periodo di test. Abbiamo constatato lo stesso comportamento che quotidianamente riscontriamo con il nostro iPhone. Ricezione buona anche nella breve galleria che percorriamo ogni mattina, perdita del segnale in un tratto in cui anche gli altri nostri smartphone lo perdono costantemente (per motivi più che altro legati alla copertura di rete non eccellente). 

Le differenze abbastanza significative si riscontrano invece sul piano della qualità dell'audio in ricezione. L'altoparlante interno non è malvagio pur non raggiungendo la qualità di alcuni smartphone Nokia, BlackBerry o dello stesso iPhone. Manca un po' di "corpo" alla voce e prevalgono i toni medio-alti. La prestazione peggiore però la fa registrare l'altoparlante esterno sia durante le chiamate in vivavoce, sia durante la riproduzione di tracce musicali. È una sorta di tallone di achille degli smartphone HTC che raramente esibiscono un audio all'altezza della concorrenza. L'altoparlante anche in questo caso riproduce una gamma sonora limitata alla parte alta dello spettro e tende ad impastare presto l'audio riprodotto anche se non si raggiunge il livelllo massimo di volume. Peccato dover constatare questa carenza viste la forte inclinazione alla multimedialità dello smartphone. Per fortuna è presente un comune jack da 3,5 mm che permette di collegare una qualsiasi cuffia esterna.

Da queste considerazioni, poi, separiamo una che effettuiamo con il beneficio del dubbio relativo ad un malfunzionamento del nostro esemplare. Durante le varie conversazioni telefoniche effettuate nel periodo di test, abbiamo riscontrato la presenza di un rumore di fondo abbastanza pronunciato che inficia la qualità dell'audio. Tale comportamento si registra sia con l'auricolare interno, che con quello esterno ed anche dirottando l'audio alle cuffie. Partendo da queste osservazioni, abbiamo ipotizzato che si tratta di un problema del modulo radio, che potrebbe essere semplicemente difettoso nel nostro esemplare, mal progettato perchè esposto alle interferenze, ad esempio, del processore che viaggia a frequenze molto sostenute o mal gestito a livello software. Riportiamo quanto sopra dopo aver avuto un riscontro diretto da parte di altri utenti che hanno notato un comportamento analogo. I dati in nostro possesso sono purtroppo limitati, ma il suggerimento di provare al momento dell'acquisto lo smartphone, verificandone il corretto funzionamento è un suggerimento sempre valido.


La tastierina numerica e la schermata di avvio della chiamata.


Per quanto riguarda le interfacce wireless al Desire non manca nulla, così come non manca la possibilità di gestirle in maniera molto rapida anche attraverso i widget da collocare nella home. Una gestione razionale delle connessioni disponibili diventa necessaria quando si vuole preservare la durata della batteria come si dirà più avanti.


La connessione al PC offre tutto quello che è lecito attendersi da uno smartphone di fascia alta. Dalla semplice ricarica, all'utilizzo come disco esterno, per arrivare alla sincronizzazione dei dati tramite HTC Sync ed all'utilizzo come modem.
Non resta che fare un plauso ad HTC che ha reso disponibile funzioni molto utili come il tethering senza alcuna restrizione e con una procedura molto semplice.

 

Software preinstallato:

Parlare della dotazione di software di un terminale Android che può disporre di uno store di applicazioni sterminato potrebbe apparire per certi versi superfluo, ma molte applicazioni preinstallate nel Desire hanno il non trascurabile pregio di integrarsi perfettamente nell'interfaccia ed altre ancora sono più o meno esclusive (ved. Footprint)


HTC non ha certo lesinato sulla dotazione di software personalizzati e di widget. Tutto quello di cui si ha bisogno appena acceso lo smartphone è subito pronto.


L'applicazione del meteo (disponibile sia come widget che come applicazione separata) è diventata ormai l'emblema dell'interfaccia Sense. Anche sul Desire è in forma smagliante e le sue animazioni scorrono fluide come non mai. Altra immancabile applicazione è il calendario che è possibile sincronizzare con l'account di Goggle.


La galleria immagini è stata personalizzata da HTC e differisce da quella vista sul Nexus One. Nessuna differenza sostanziale ma solo estetica, le possibilità di intervenire sulle foto restano immutate. Con un semplice click è possibile condividere lo scatto con tutti gli strumenti a disposizone: dalla semplice mail ai social network.


Molto curato anche il player musicale che può essere gestito sia tramite l'applicazione a tutto schermo, sia tramite il widget che si può inserire in una delle 7 schermate della home. Utile la possibilità di creare delle playlist personalizzate che si possono attivare sotto forma di shortcut da collocare sempre in home.


Altra applicazione molto simpatica e che da un po' di tempo è diventata parte integrante dell'interfaccia Sense è Footprint che già in altre occasioni abbiamo definito un vero e proprio taccuino di viaggio le cui pagine vengono scritte dalla fotocamera e dal GPS  che registrano ed archiviano con pochi click i posti che abbiamo visitato mentre il software traccia itinerari per ritornarci e ci consente di aggiungere commenti scritti e vocali.


Il client personalizzato per visualizzare i video di You Tube (anch'esso disponibile sotto forma di widget) e il registratore di note vocali.


Non manca un giochino che sfrutta l'accelerometro per guidare una pallina in buca. Una piacevole distrazione ma l'Android Market propone titoli ancora più interessanti.


Non mancano alcuni strumenti dedicati ad utilizzi tipicamente office. La suite Quickoffice preinstallata consente di visualizzare documenti in formato Word, Excel e Powerpoint, ma non di modificarli. Anche i file in formato PDF possono essere visualizzati senza problemi anche grazie alla potenza di calcolo del Desire.


L'Android Market, la miniera di applicazioni in continua crescita della piattaforma Android, non incontra alcuna restrizione legata al versione del sistema operativo, essendo il Desire dotato dell'ultima versione disponibile. Ritroviamo anche le applicazioni che avevamo precedente acquistato in precedenza  e reinstallarle è operazione semplice e a costo zero (le applicazioni restano legate all'account Google e non allo smartphone).

 

Internet e messaggistica:

Entriamo in un terreno in cui l'HTC Desire, a nostro avviso, si impone con forza riuscendo in taluni casi a battere i campioni della categoria. Per ottenere questo risultato il Desire ricorre ad un mix di "armi": il display molto ampio, la sua risoluzione elevata, il supporto al multitouch, una potenza di calcolo che rende la gestione delle pagine web molto rapida, il supporto a Flash ed una sezione messaggistica evoluta, anche grazie al contributo delle personalizzazioni e dei widget di HTC.

Alla domanda che in molti si faranno, ovvero "è meglio questo o l'iPhone ?" rispondiamo che il Desire riesce a tenere testa e in certi aspetti anche a battere con facilità l'iPhone nella sezione Internet e messaggistica. Siamo arrivati a questa conclusione, sia chiaro, con la premessa di utilizzare quotidianamente un iPhone 3gs. La velocità del rendering  delle pagine web è equivalente (dato che mette in evidenza i "muscoli" del Desire considerato che deve gestire un display che ha una risoluzione ben più elevata di quella dell'iPhone),  il Desire in più ha il non indifferente vantaggio di offrire la compatibilità con Flash. Per quanto riguarda la messaggistica, il Desire vince a man bassa grazie alla completezza delle opzioni disponibili, basti solo pensare all'elevato livello di integrazione tra i contatti dello smartphone con quelli di Facebook o alla gestione dei social network tramite Friendstream. Vero è che l'iPhone 3Gs ha già quasi un anno di vita sulle spalle e forse il confronto lo si dovrebbe fare con il suo erede. Per ora l'HTC Desire, insieme al fratello Nexus One, si impone come uno dei migliori smartphone "internet-oriented" del mercato.


Il browser preinstallato offre un'esperienza di navigazione che si colloca al top della categoria grazie anche alle doti hardware del Desire che facilitano non poco la navigazione. In modalità portait riusciamo ad aprire l'intera pagina del nostro sito senza aver bisogno di particolari accortezza per quanto riguarda lo scroll in laterale e lo zoom (ovviamente la lettura è faticosa a questo livello di ingrandimento, però la schermata intera vale molto più di una semplice anteprima mal renderizzata).


Il browser preinstallato propone una navigazione a schede (limitate a 3) e consente di aprire vari siti realizzati in Flash.


Dalle impostazioni del browser possiamo scegliere se attivare o meno il Flash Player. Chiariamo che non si tratta  di Adobe Flash Player 10.1 che arriverà solo nel mese di giugno, ma di Adobe Flash Lite. La compatibilità con numerosi siti però resta buona. Basta collegarsi al sito di Adobe e provare a visualizzare l'animazione in Flash completa di audio per rendersene conto. Sottolineamo che il merito dell'integrazione  del player Flash va proprio ad HTC ed il dato rappresenta sicuramente un valore aggiunto che lo smartphone possiede rispetto allo stesso Nexus One che ne è sprovvisto.


La rotazione in landscape è immediata e aiuta non poco nella visualizzazione della pagina.


Per gestire gli SMS e la posta abbiamo trovato particolarmente comodo ricorrere ai due widget dedicati, anch'essi parte integrante di Sense. Le funzionalità in entrambe i casi sono molto elevate e possiamo riconoscere che Android, unitamente a Sense, porta la messaggistica su smartphone a livelli molto alti.


Il Desire offre il non trascurabile vantaggio di poter associare i contatti della rubrica con quelli di Facebook e di convogliare in un unico "flusso" ("stream") tutti gli aggiornamenti di status di Twitter, Facebook e Flickr. Un livello di integrazione delle reti di social network veramente elevato e molto pratico da consultare grazie al widget che si può collocare in home.


Il flusso di notizie può ovviamente essere gestito separatamente con i vari client. Non manca quello di Twitter ed un gestore di feed RSS

 

Fotocamera:

Il modulo della fotocamera ci ha da subito impressionato positivamente. A noi ricorda molto da vicino quello integrato nell'HTC HD2 anche se non abbiamo la certezza sia lo stesso. A tal riguardo però sgombriamo subito il campo da un eventuale dubbio: non abbiamo registrato alcun fenomeno di "aloni rosa" come avveniva con l'HD2.

Le prime doti positive vengono dalla qualità dell'AF e dalla rapidità di scatto della fotocamera. I lag sono veramente ridotti al minimo e l'AF non solo è rapido, ma è anche dotato di funzionalità evolute come la possibilità di scegliere il punto di messa a fuoco selezionando l'area corrispondente sullo schermo o la messa a fuoco basata sul riconoscimento dei volti, che abbiamo constatato essere molto efficiente.


I 3,7" del display aiutano non poco ad inquadrare. Dal menu a sinistra si accede alle principali funzioni della fotocamera, mentre è sufficiente clicckare sulla trackball per effettuare lo scatto. Il pulsante di scatto però non è a doppia corsa, quindi è necessario curare prima la messa a fuoco.

Il software di controllo è molto ricco di opzioni relative sia alla fase di scatto sia a quella successiva di trattamento dell'immagine e di condivisione in rete. Nella foto a destra abbiamo applicato già in fase di scatto un filtro seppia all'immagine.


Il primo scatto in esterna mette in evidenza la buona gestione della luce. L'HTC Desire ha in più occasioni dimostrato di avere la tendenza a sottoesporre la scena. Non un male in assoluto considerato che nel digitale si tende a preservare le luci  esponendo proprio sulle ombre. Detto in altri termini, sempre meglio avere una foto un po' sottoesposta ma recuperabile, che una bruciata ed irrecuperabile.

Il livello di contrasto è discreto al pari del dettaglio. Il software annulla un po' i dettagli che il sensore da 5Mp sarebbe in grado di riprodurre per contenere il rumore digitale, ma il risultato finale è comuque apprezzabile.

Come si può notare osservando il cielo azzurro, nessuna colorazione anomala è stata introdotta così come avveniva con l'HD2.


Nella seconda scena, sempre in esterna notiamo un bilanciamento del bianco che produce immagini con tonalità leggermente più calde della norma e il dettaglio che viene, come nel caso precedente un po' offuscato dal software di riduzione del rumore.

Altra prestazione apprezzabile è l'assenza di aberrazioni cromatiche di rilievo (basta osservare le foglie dell'albero in controluce).


Nelle macro l'HTC Desire trionfa. Ci siamo spinti sino a 5 cm dalla nostra moneta riuscendo ad averla perfettamente a fuoco. Questa caratteristica deve essere tenuta in grande considerazione da chi utilizza lo smartphone per l'acquisizione di documenti o biglietti da visita. L'immagine prodotta, poi, ha un livello di dettaglio molto alto in grado di esaltare i particolari della monetina.


Il flash ha messo in evidenza un comportamento in parte già visto sull'HD2, ovvero l'impossibilità di dosare l'intensità con il rischio di bruciare le foto se la distanza dal soggetto non è molto elevata. Per ovviare a questo problema, suggeriamo un metodo artigianale ma efficace (lo trovate descritto nel nostro precedente tutorial).


Se non vogliamo usare il flash possiamo sfruttare la capacità della fotocamera di essere impostata sino ad ISO 800. La foto scattata a quella sensibilità mostra molto rumore digitale, ma in casi di emergenza può essere comunque utile avere la possibiltià di scattare ad alte sensibilità.

L'HTC Desire è poi in grado di registrare video con risoluzione massima pari a 800x480 pixel utilizzando gli standard di codifica MPEG4 e H.263:


Un video acquisito dall'HTC Desire alla massima risoluzione possibile (800x480)

 

GPS:

Nessuna sorpresa riserva la prova del GPS. Il fix è sempre stato rapido e il segnale una volta agganciato resta stabile. Il Desire inoltre integra anche una bussola digitale che segna la direzione di marcia. Considerata la generosa dimensione e l'evata risoluzione dello schermo, il Desire si propone come un ottimo sostituto di un navigatore per auto anche in considerazione del fatto che nell'Android Market non mancano software di navigazione di pregio come CoPilot o Navigon.

L'utilizzo del GPS su di uno smartphone come il Desire però non è limitata alla navigazione assistita. Dal geo-tagging delle foto, alla condivisione della propria posizione, passando per utili software come lo stesso Footprints di HTC le possibilità di sfruttare il ricevitore GPS integrato sono veramente numerose.


Google Maps è il primo strumento che abbiamo a disposizione per mettere alla frusta il ricevitore GPS integrato. Le prestazioni sono rimaste in ogni circostanza apprezzabili.

 

Radio FM:

Altra caratteristica che arricchisce la dotazione di serie dell'HTC Desire rendendola ancora maggiore rispetto a quella del Nexus One è il sintonizzatore Radio FM. Per molti è solo un gadget, altri non ne sanno fare a meno. Per tutti è una piacevole aggiunta, anche perchè, come abbiamo avuto comodo di constatare, il sintonizzatore si è rivelato di buona qualità.

Una volta collegate le cuffie, che come di consueto sono necessarie dato che svolgono la funzione di antenna, abbiamo avviato la scansione delle emittenti creando una lista veramente affollata. La qualtità di ricezione, anche al chiuso, è  risultata molto buona.


Il sintonizzatore radio FM ha dimostrato di avere una sensibilità molto elevata ed è riuscito a trovare immediatamente un buon numero di emittenti.

 

Autonomia:

Veniamo al "conto finale", ovvero a quanto dobbiamo "pagare" in termini energetici le prestazioni che l'HTC Desire è in grado di offrirci. Partiamo dalla riserva di energia di cui disponiamo, ovvero, la batteria da 1400 mAh. Il valore appare adeguatamente dimensionato, ma non riesce a scongiurare del tutto il rischio di restare a secco prima di essere arrivati alla fine della giornata.

Se usiamo il Desire senza alcuna ottimizzazione, con un uso piuttosto intenso dello smartphone il traguardo delle 12 ore non si riesce a tagliare. Ci si ferma intorno alle 6-8 ore ed il dato è piuttosto penalizzante se si ambisce ad uscire di casa con il Desire la mattina e di ritornarci la sera senza mai collegarlo al caricabatterie.

Per entrare più nel dettaglio, dopo i consueti cicli di caricare necessari per portare la batteria al massimo delle prestazioni, abbiamo iniziato a stressarla con un test di navigazione internet. Con la copertura di rete HSDPA ed il display settato al 40% della luminosità abbiamo iniziato a navigare sul web alle 18.33 con un livello di carica del 55%. Alle 20.03, ovvero 1 ora e mezzo dopo la batteria era al 4%. Verosimilmente quindi nelle stess condizioni la

Dopo aver fatto più luce sul possibile arrivo dell’iPad 3, adesso si torna a parlare sulla possibile data di lancio del nuovo melafonino di 5° generazione.

Secondo recenti rumors l’ iPhone 5 verrà presentato in occasione del WWDC (Worldwide Developers Conference), che si terrà dal 10 al 15 Giugno nel Moscone Center di San Francisco. La rivelazione arriva dal Daiwana Securities. Con l’iPhone di quinta generazione apple ritorna alle sue tradizione, perchè i precedenti iPhone erano stati presentati al WWDC, ad eccezione però dell’iPhone 4S che venne presentato lo scorso Ottobre. Oltre a speculare sulla possibile data di lancio, Digitimes parla anche della tecnologia “glass to glass” per i pannelli forniti da TPK Holding e Wintek. Per maggiori informazioni non ci rimane che aspettare.