La crisi finanziaria internazionale e la concorrenza hanno determinato importanti cambiamenti nel campo della tecnologia mobile. Ma dubito che sia finita e nei prossimi mesi potremmo assistere ad altre operazioni considerate incredibili solo qualche settimana fa.
Ormai è chiaro: per avere successo nella tecnologia mobile bisogna avere 3 cose: un OS solido e ben supportato, una Cloud di servizi completa ed efficente e un Device attraente, tecnologicamente avanzato e, possibilmente, prodotto in casa.
Nokia aveva i dispositivi e ben due OS ma non aveva una Cloud in grado di competere con i concorrenti ed ha quindi preferito allearsi con Microsoft (divenendone il principale alleato) che ha un OS solido e una Cloud ben sviluppata. I rischi di una tale scelta saranno evidenti il prossimo anno quando Nokia non avrà margini per commettere alcun errore. Se i nuovi device con Windows Phone non avranno successo il futuro dell'azienda sarà segnato e, molto probabilmente, verrà fagocitata da Microsoft stessa.
Motorola era già in crisi da tempo. Dopo la ristrutturazione di un paio di anni fa è stata costretta a trascurare molti mercati importanti (in Italia i device arrivavano in ritardo ed erano poco supportati) e, alla fine, non ha saputo resistere all'offerta di un colosso come Google a cui, tra l'altro, si era già legata mani e piedi nel tentativo di risollevarsi dal quasi fallimento.
HP ha sempre prodotto ottimi device e, dopo l'acquisizione di Palm, aveva ricevuto in dote il webOS, un OS giovane e fortemente votato al web e alle reti in generale. Gli mancava solo la Cloud ma la cifra spesa per acquisire webOS e i continui proclami alla validità di tale scelta lasciavano pensare che l'azienda avesse tutte le intenzioni di investire in tal senso. Il recente comunicato di voler terminare la produzione di device per focalizzarsi sul software lascia aperte tante strade... vedremo quali i vertici dell'azienda vorranno percorrere e quali invece vorranno abbandonare.
I padroni del mercato
Apple ha tutto per continuare a primeggiare nella tecnologia mobile: produce dispositivi molto apprezzati dai consumatori, iOS è un sistema solido e affidabile e la recente creazione di iCloud garantisce i servizi tecnologici per poter competere con i concorrenti più agguerriti.
Google non è certo da meno: Android è l'OS più utilizzato al mondo, la Cloud di Google non si discute e con Motorola ha acquisito un produttore di prim'ordine oltre a molti importanti brevetti.
L'acquisizione di Motorola però potrebbe rivelarsi un boomerang nel medio periodo. Tutti i principali produttori hanno lodato pubblicamente l'operazione ma potrebbero covare risentimenti o preoccupazione per il rapporto privilegiato che, da oggi in poi, Motorola avrà con Google.
RIM (BlackBerry) produce device apprezzati nel mondo business, ha una Cloud in crescita ma ha nell'OS il suo tallone d'Achille. Il passaggio da BlackBerry OS a QNX difficilmente sarà indolore e su di esso si basano le possibilità di rimanere ai vertici del mercato mobile mondiale.
Microsoft è l'attuale outsider del mondo mobile. Windows Phone 7 è ancora giovane e i numerosi paletti sull'hardware da utilizzare hanno impedito ai produttori alleati di sforrnare più di un unico device. Lo stallo potrebbe sbloccarsi tra pochi mesi con il rilascio della nuova versione dell'OS e l'ingresso di Nokia tra i produttori.
Microsoft inoltre è l'unica azienda proprietaria di un OS a non produrre device in casa. Questo, se teoricamente potrebbe sembrare uno svantaggio, potrebbe invece rivelarsi un grande vantaggio nel medio periodo, attirando le simpatie di molti produttori innervositi dall'acquisizione di Motorola da parte di Google. Se poi i numeri non gli daranno ragione potrà sempre acquisire Nokia.
Gli altri player del settore
LG Samsung e Acer sono colossi multinazionali che abbracciano più settori produttivi. Hanno il vantaggio di produrre in casa gran parte dei componenti dei propri device e questo gli permette di raggiungere in fretta il mercato con device molto prestazionali a prezzi contenuti. Non hanno un proprio OS ma a scanso di clamorosi cambi delle politiche di Google e Microsoft continueranno a produrre device con diversi OS come hanno sempre fatto.
HTC sta costruendo una propria Cloud attorno all'interfaccia proprietaria Sense che distingue fortemente i prodotti di HTC dalla concorrenza. Pur non avendo un proprio OS le particolarità di Sense rendono il marchio HTC molto apprezzato dai consumatori. Inoltre è stata per anni il principale partner di Microsoft per i device Windows Mobile e tale collaborazione credo che si rafforzerà con Windows Phone.
Sony Ericsson è forse il produttore più in difficoltà del momento. Non ha un OS e non ha una Cloud. Per risollevarsi dalla crisi finanziaria, in cui era caduta non più di un anno fa, ha puntato esclusivamente su Android ma l'acquisizione di Motorola da parte di Google potrebbe aver complicato la sua posizione.
Non dimentichiamoci poi che Sony Ericsson è una joint venture 50/50 tra Sony e Ericsson e non gode dunque dell'appoggio diretto di Sony, che ha ceduto a fatica il marchio Walkman e che si guarda bene dal cedere quello di Playstation. Il futuro di Sony Ericsson è dunque il più in bilico e, nonostante i buoni smartphone commercializzati negli ultimi mesi, sbagliare il prossimo terminale di punta potrebbe rivelarsi fatale.

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